- Gli indici azionari europei e statunitensi si muovono in territorio sostanzialmente piatto, a circa 4 ore e mezza dall’apertura dei mercati statunitensi.
- I prezzi del petrolio salgono di oltre il 2% a causa dell’impasse ancora in corso sullo Stretto di Hormuz.
- Le azioni di Alcon, colosso svizzero del settore oftalmico, sono in rialzo dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, mentre i titoli del settore energetico guidano i guadagni in Europa.
- Gli indici azionari europei e statunitensi si muovono in territorio sostanzialmente piatto, a circa 4 ore e mezza dall’apertura dei mercati statunitensi.
- I prezzi del petrolio salgono di oltre il 2% a causa dell’impasse ancora in corso sullo Stretto di Hormuz.
- Le azioni di Alcon, colosso svizzero del settore oftalmico, sono in rialzo dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, mentre i titoli del settore energetico guidano i guadagni in Europa.
Gli indici europei restano vicini ai massimi storici, ma l’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente continua a limitare la propensione al rischio degli investitori. Lo stallo nei negoziati sullo Stretto di Hormuz ha nuovamente spinto al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando il rischio di pressioni inflazionistiche persistenti. Allo stesso tempo, la stagione delle trimestrali sta evidenziando una crescente divergenza tra i diversi settori, mentre gli investitori stanno diventando più esigenti nei confronti delle società tecnologiche che in precedenza avevano beneficiato del boom dell’intelligenza artificiale. Anche la tenuta dell’economia statunitense resta sotto osservazione dopo il debole rapporto sul mercato del lavoro. Il prossimo appuntamento chiave per i mercati globali sarà la pubblicazione dell’inflazione CPI statunitense, che potrebbe influenzare le aspettative sulle prossime mosse della Fed.
- Lo Stoxx Europe 600 resta vicino ai massimi storici, ma i mercati azionari europei sono entrati in una fase di attesa, nella quale gli sviluppi geopolitici e i prezzi dell’energia stanno avendo un impatto sempre maggiore sul sentiment di breve termine.
- I negoziati sullo Stretto di Hormuz hanno raggiunto un nuovo punto di stallo dopo che l’amministrazione Donald Trump ha irrigidito la propria posizione rispetto alle proposte avanzate da Iran e Oman, riducendo le possibilità di una rapida de-escalation nella regione.
- Il Brent è salito sopra gli 84 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto dalla fine di luglio. Il movimento sostiene i titoli europei del settore energetico, ma allo stesso tempo aumenta i costi per l’industria e il rischio di una nuova pressione inflazionistica.
- La stagione delle trimestrali in Europa resta nel complesso solida, in particolare nei settori della sanità, delle infrastrutture energetiche e della difesa, mentre le società tecnologiche e industriali stanno affrontando una reazione molto più esigente da parte degli investitori.
- Tra i singoli titoli spicca Alcon, le cui azioni sono salite di quasi il 4% dopo che la società ha migliorato le proprie previsioni sugli utili per l’intero anno.
I mercati stanno iniziando a guardare con maggiore cautela al boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Gli ingenti investimenti in data center, semiconduttori e infrastrutture per l’AI non sono più sufficienti a sostenere il rialzo dei prezzi azionari, a meno che non siano accompagnati da un percorso chiaro verso una rapida crescita dei ricavi. Per i mercati azionari, la combinazione di prezzi elevati dell’energia e una crescita economica più debole sta diventando particolarmente importante: un petrolio più costoso può aumentare i costi e le pressioni inflazionistiche, mentre il recente rapporto debole sul mercato del lavoro statunitense ha alimentato i timori sulla velocità di crescita della maggiore economia mondiale.
Il principale appuntamento macroeconomico sarà il rapporto sull’inflazione CPI statunitense di mercoledì. Un’inflazione più contenuta potrebbe attenuare i timori legati all’aumento dei prezzi dell’energia e sostenere le aspettative di una Fed più accomodante, mentre un dato superiore alle attese potrebbe esercitare nuovamente pressione sulle valutazioni azionarie, in particolare sui segmenti di mercato più sensibili ai tassi di interesse.
Grafico EU50 (timeframe D1)
I futures sull’Euro Stoxx 50 non stanno registrando oggi variazioni significative della volatilità, con il sentiment sui mercati europei che rimane relativamente calmo. Anche i futures sugli indici statunitensi sono scambiati senza variazioni rilevanti.

Fonte: xStation5
Euro Stoxx 50 – Panoramica del mercato
L’Euro Stoxx 50 mantiene un trend molto solido, con un rialzo del 12,9% da inizio anno e del 20,3% negli ultimi 12 mesi, mentre l’indice continua a essere scambiato vicino ai massimi storici. Anche l’ampiezza del mercato resta particolarmente positiva: il 72% dei titoli che compongono l’indice si trova al di sopra della media mobile a 50 giorni e il 68% al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni, a indicare che il rally non è sostenuto esclusivamente da un ristretto gruppo di società a maggiore capitalizzazione.
Allo stesso tempo, un rapporto P/E intorno a 20x mostra che gli investitori stanno già pagando un premio per le blue chip europee. Per questo motivo, ulteriori rialzi dovranno essere sostenuti da conferme sul fronte degli utili societari e delle prospettive fornite dalle aziende. Nel breve termine, quindi, il mercato resta solido dal punto di vista fondamentale, ma dopo un rialzo del 4,2% nell’ultimo mese e con l’indice vicino ai massimi storici, è diventato più vulnerabile a prese di profitto in presenza di catalizzatori macroeconomici o geopolitici negativi.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Heatmap azionaria – ASML ed energia compensano la debolezza di altri settori
La heatmap dell’Euro Stoxx 50 evidenzia una significativa rotazione all’interno dell’indice, con una performance relativamente stabile del benchmark che nasconde movimenti molto più ampi tra i singoli titoli. ASML (+0,94%) resta uno dei principali pilastri dell’indice grazie al suo peso significativo, mentre TotalEnergies (+1,91%) ed Eni (+1,88%) beneficiano del nuovo rialzo dei prezzi del petrolio.
Sul fronte opposto, AB InBev (-2,31%), Prosus (-1,47%) e Airbus (-1,42%) figurano tra i titoli più deboli, a indicare che i rialzi di oggi sono tutt’altro che generalizzati. Questa struttura di mercato indica principalmente una rotazione dei capitali tra i diversi settori, piuttosto che un movimento generalizzato di propensione al rischio sui mercati azionari europei. La forza dei titoli energetici europei, sostenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio, è inoltre visibile più in generale sui mercati del continente.

Fonte: Team di ricerca di XTB
L’aumento dei prezzi del petrolio sostiene i titoli energetici e pesa sul settore dei viaggi
L’aumento dei prezzi del petrolio sta creando una netta divergenza tra i diversi settori del mercato azionario europeo. Il settore energetico ha guadagnato circa l’1%, mentre i prezzi del greggio hanno raggiunto il livello più alto del mese. Il prossimo movimento potrebbe dipendere in larga misura dagli sviluppi legati allo Stretto di Hormuz e dai prossimi dati macroeconomici.
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Il settore energetico ha guadagnato circa l’1%, sostenuto dal rialzo dei prezzi del petrolio, saliti ai massimi livelli di agosto.
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Donald Trump ha risposto alle condizioni poste dall’Iran avanzando a sua volta delle richieste, tra cui il pagamento di compensazioni, complicando potenzialmente ulteriormente i negoziati sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
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I titoli del settore viaggi e tempo libero hanno perso circa lo 0,7%, mentre l’aumento dei prezzi del carburante ha riacceso i timori sui costi operativi.
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I titoli tecnologici europei hanno registrato una performance migliore, con l’indice di settore in rialzo di circa lo 0,4%.
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La stagione delle trimestrali in Europa si avvicina alle fasi finali, spostando l’attenzione degli investitori verso i dati macroeconomici, in particolare quelli relativi a occupazione e PIL dell’Eurozona.
Leader e peggiori – il mercato premia l’esposizione al rialzo dei prezzi del petrolio
TotalEnergies (+1,91%) ed Eni (+1,88%) figurano tra i titoli con le migliori performance, mostrando come l’aumento dei prezzi del greggio si traduca nuovamente in una maggiore forza relativa per i produttori di energia. Anche ASML sta registrando una performance positiva, con il titolo in rialzo dello 0,94% nella seduta e del 66,7% da inizio anno, sebbene un rapporto P/E intorno a 55x evidenzi quanto della crescita futura sia già incorporato nella valutazione del titolo.
Sul fronte opposto, AB InBev (-2,31%), Adyen (-1,53%), Prosus (-1,47%) e Airbus (-1,42%) si distinguono in negativo, evidenziando ancora una volta la natura selettiva degli scambi odierni. Guardando a un quadro più ampio, tuttavia, il segnale più significativo arriva dal settore energetico. TotalEnergies ed Eni guadagnano rispettivamente circa il 38,5% e il 48,9% da inizio anno, suggerendo che il movimento odierno rappresenti la prosecuzione di un trend già consolidato, piuttosto che una semplice reazione di una singola seduta all’aumento dei prezzi del petrolio.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Settori – tecnologia ed energia in testa
Il settore tecnologico è il principale motore del mercato nella seduta odierna, con un rialzo dell’1,32%, mentre anche il comparto energetico si distingue positivamente, avanzando dell’1,60%. Si tratta di una combinazione interessante di due temi di investimento molto diversi: il settore tecnologico beneficia della domanda strutturale di semiconduttori e intelligenza artificiale, mentre quello energetico risponde principalmente all’aumento dei prezzi del petrolio e al premio per il rischio geopolitico.
I servizi di comunicazione (-1,80%) rappresentano il principale freno, mentre i ribassi dei comparti delle utility (-0,82%) e dei materiali (-0,49%) limitano ulteriormente il movimento complessivo dell’indice. Dal punto di vista dell’indice, la domanda principale è se il settore tecnologico riuscirà a mantenere il proprio slancio, considerando il suo peso significativo. ASML e gli altri titoli a maggiore capitalizzazione potrebbero infatti avere un impatto maggiore sulla direzione dell’Euro Stoxx 50 rispetto al numero complessivo di settori in rialzo.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Alcon accelera dopo i risultati trimestrali e il miglioramento delle previsioni sugli utili
Le azioni Alcon sono in forte rialzo dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, con gli investitori concentrati soprattutto sul miglioramento delle prospettive per l’intero esercizio 2026. I ricavi sono aumentati dell’8% su base annua, superando leggermente le attese degli analisti, mentre il management ha rivisto al rialzo le previsioni sull’EPS rettificato e sul margine operativo. La reazione positiva del titolo suggerisce che gli investitori considerino l’onere una tantum legato a PowerVision meno rilevante rispetto alla solidità sottostante delle attività principali della società.
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Alcon ha registrato ricavi per 2,78 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in aumento dell’8% su base annua e leggermente superiori alle stime di consenso, pari a circa 2,77 miliardi di dollari.
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La società ha aumentato le previsioni sull’EPS rettificato per il 2026 a 3,44-3,53 dollari, rispetto ai 3,41 dollari attesi dagli analisti, rivedendo al rialzo anche le prospettive sul margine operativo per l’intero anno.
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Le previsioni sui ricavi annuali sono state ampliate a 10,835-11,041 miliardi di dollari, rispetto a una stima di consenso di circa 11,087 miliardi di dollari. Il punto medio della nuova forchetta rimane quindi al di sotto delle aspettative del mercato.
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L’EPS reported è sceso a 0,00 dollari rispetto agli 0,35 dollari dell’anno precedente, sebbene il dato sia stato influenzato da un onere una tantum, non monetario e al netto delle imposte, di circa 287 milioni di dollari, legato all’interruzione dei programmi di lenti intraoculari acquisiti da PowerVision.
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Gli investitori si sono concentrati sulla performance del business sottostante di Alcon e sul miglioramento delle previsioni, considerando la svalutazione legata a PowerVision un evento una tantum che non riflette lo stato attuale dei segmenti Surgical e Vision Care.
Grafico del prezzo delle azioni Alcon (timeframe D1, ALC.CH)

Fonte: xStation5
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