07:34 · 21 settembre 2026

Petrolio sotto 100 dollari

Una settimana tecnica e priva di dati macro di rilievo, ottima occasione per focalizzarsi sui movimenti di dollaro e petrolio, i due asset protagonisti dei mercati delle ultime settimane. 

Petrolio sotto i 100 dollari 

Notizie che arrivano dall'Arabia Saudita che confermerebbero l'aumento del transito di petrolio nell'area di Hormuz con JpMorgan che afferma un aumento del transito a 2,9 milioni di barili al giorno di media negli ultimi 6 giorni contro i 700.000 barili al giorno del mese di agosto, tanto basta per alimentare un movimento ribassista che ha posto peró delle ottime basi giá due settimane fa. Ricordiamo che sul petrolio abbiamo assistito ad un forte aumento di volatilitá nella giornata di giovedí 10 settembre in occasione del meeting della Bce, insieme al petrolio la forte accelerazione al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Forte volatilitá sui massimi, solitamente significa ribasso imminente e di fatto cosí é stato almeno fino ad ora, ossia il Wti si é portato da area 106,75 agli attuali 98 dollari, un ribasso di circa il -8,5% alquanto promettente per le prossime giornate. La situazione tecnica del petrolio risulta interessante soprattutto per via di una possibile dinamica ribassista che potrebbe innescare aspettative positive sul ribasso dell'inflazione, ma soprattutto per il calo dei rendimenti dei titoli di Stato globali. 

 

Dollaro sotto la lente

Il dollaro é protagonista sul Forex con delle chiusure settimanali promettenti per ulteriori allunghi al rialzo. EurUsd e GbpUsd chiudono infatti negativamente la scorsa settimana alimentando la possibilitá di vedere altri ribassi di questi cambi, cosí come chiude positivo il cambio UsdJpy che sembra in procinto di ulteriori allunghi rialzisti. La situazione macro peró non é molto propensa ad un dollaro forte infatti l'alto livello di indebitamento Usa, i rendimenti altissimi sui titoli di Stato e il prezzo del petrolio ancora molto alto, non aiutano assolutamente il sistema economico a far "scorrere" liquiditá. Un dollaro forte é un problema per chi vuole importare petrolio, un problema per gli Usa in quanto aumenta il valore reale del debito e le conseguenti cedole dei titoli di Stato da rimborsare. La situazione attuale vede quindi un contrasto alquanto evidente tra tecnica e equilibrio macro, di conseguenza i movimenti tecnici che vediamo ora sui cambi potrebbero non avere vita lunga e potrebbero vedere dei cambiamenti di fronte anche importanti. 

Azionario in ripresa ma debole nel lungo 

Azionario in ripresa dai minimi ma con una dinamica tecnica su base settimanale ancora debole. Si riprendono bene Nasdaq e Nikkei, i due indici a matrice tech che sembrano resistere molto bene rispetto a altri indici come il Dow Jones e agli europei Dax e Ftse Mib. Su Nasdaq e NIkkei siamo giá a ridosso dei massimi delle scorse settimane, quindi giá queste prime giornate di negoziazione fanno da ottimo test alla tenuta della dinamica di indebolimento che vediamo da qualche settimana a questa parte. Ci apprestiamo a chiudere il mese di settembre, quindi le sorprese potrebbero arrivare anche nel corso della prossima settimana, quanto il prossimo mercoledí vedremo le chiusure mensili, chiusure fondamentali per la foto della situazione tecnica dei mercati da qui a fine anno. I movimenti attuali sono quindi prettamente tecnici e non sono assolutamente influenzati da dati macro anche recenti, la struttura rimane debole oramai da diverse settimane. 

David Pascucci

Market Analyst

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