22:57 · 16 settembre 2026

Rialzo Tassi FED: La reazione dei Mercati

Rialzo Tassi completamente in linea con le aspettative del CME, rialzo nella forchetta 3,75-4% con decisione unanime di 12 voti per il rialzo. Mercati reagiscono in modo nervoso con ripercussioni impattanti sul Forex e sull'obbligazionario, l'azionario asseconda le dinamiche tecniche ribassiste settimanali e vende le parole di Warsh. 

Proiezioni economiche rosee per gli Usa

Pil ritoccato al rialzo al 2,3% dal 2,2% della scorsa proiezione di giugno, tasso di disoccupazione previsto al ribasso al 4,1% dal 4,2% di giugno, inflazione PCE ancora molto sostenuta al rialzo con una revisione al 3,7% contro il 3,6% scorso, con la Core rivista al 3,4% dal 3,3% precedente. In sostanza la Fed vede un'economia forte, specificato anche nello statement uscito nella comunicazione sui tassi, non ci sono criticitá se non per il clima di incertezza geopolitico attuale. Interessante anche la proiezione dei Fed Funds dove appare un 4,1% rispetto al 3,8% precedente, in pratica le proiezioni prevedono un altro rialzo dei tassi di interesse. Attenzione a quest'ultimo punto, ricordiamo che non c'é forward guidance e di conseguenza le decisioni verranno comunque prese di volta in volta in base ai dati che usciranno. 

Reazione forte dei mercati valutari e obbligazionari

Obbligazionario che vede rendimenti che tornano a salire con il decennale Usa che si porta al 5,02%, il 2 anni, il piú colpito, abbassa lo spread a 28 punti pase portandosi a ridosso del 4,74%. Il dollaro viene fortemente comprato e stravolge la situazione tecnica di EurUsd che rompe di netto 1,15 al ribasso portandosi in area 1,1465. Brutto movimento ribassista anche per GbpUsd che sfonda il muro di 1,3440 e arriva a quotare 1,3380. Brutta anche la reazione di UsdJpy che torna a salire a 156,30, il movimento é importante in quanto si vanno a violare al rialzo i massimi della scorsa settimana interrompendo cosí la dinamica ribassista che si é intrapresa con l'ultimo intervento della BoJ. 

Azionario asseconda la debolezza 

Da lunedí abbiamo visto mercati azionari che stentavano a intraprendere una direzione chiara in un contesto di debolezza che perdura da settimane. Oggi abbiamo assistito all'aggressione dei massimi giornalieri da parte di tutti i mercati, dal Nikkei giapponese fino agli americani passando per l'Europa con il Dax che ha cercato un forte rimbalzo dopo i ribassi iniziali della mattinata. Mercati che trovano i massimi a ridosso della comunicazione dei tassi, poi l'inizio della discesa tecnica sui timeframe corti ha proseguito per tutta la conferenza di Warsh. Nasdaq si riporta sui minimi di lunedí, il Dow Jones rompe con decisione i minimi settimanali confermando la dinamica di debolezza che su base mensile vede anche la violazione al ribasso dei minimi di luglio. A completare il quadro c'é S&P500 che rompe i minimi settimanali con decisione. La palla passa ora al Nikkei, l'indice impostato tecnicamente verso un recupero che avrá come prossimo test la riunione di venerdí notte della Bank of Japan la quale é prevista alzare i tassi a 1,25%. 

Commento di XTB 

La situazione é molto complessa. Da un lato le preoccupazioni per l'obbligazionario, spinte principalmente dalle aspettative di inflazione previste al rialzo, dall'altro lato un petrolio che genera questa inflazione esogena che di fatto non sembra assolutamente incidere in modo negativo sulle proiezioni economiche floride degli Usa. Economia fortemente resiliente secondo la Fed, inflazione ancora sostenuta e nessun calo dei consumi atteso su un'inflazione generata da fattori esogeni, una completa contraddizione con quanto visto sui dazi un anno fa quando l'inflazione non riuscí ad accelerare al rialzo, sintomo di un'economia indebolita. Come viene spesso ribadito, a comandare il mercato e l'economia é il petrolio, il resto segue du conseguenza ad eccezione del mercato azionario che al momento sembra vivere un momento di stordimento tecnico, una situazione di leggera discesa dopo la fine di uno stallo sui massimi durato da giugno fino ad oggi. Da osservare ovviamente gli sviluppi del dollaro, soprattutto in chiusura di settimana. Poi da osservare ovviamente il petrolio, unico asset che non ha visto reazioni eclatanti nella serata. A ruota seguono le obbligazioni che ovviamente sono al momento fortemente dipendenti dai prezzi dell'energia. 

David Pascucci

Market Analyst

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