La sessione di giovedì a Wall Street è nuovamente caratterizzata da una vendita generalizzata degli asset rischiosi, mentre i prezzi del petrolio restano elevati in seguito a un’ulteriore escalation del conflitto che coinvolge l’Iran. Il Dow Jones perde circa 290 punti, ovvero lo 0,7%, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq registrano cali rispettivamente dello 0,8% e dello 0,6%.
Oltre alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, i mercati azionari sono sotto pressione anche per i dati sull’inflazione alla produzione pubblicati ieri e per le basse richieste di sussidi di disoccupazione odierne. Questi dati rafforzano il tono più restrittivo delle proiezioni della Fed, con i mercati che iniziano a considerare sempre più uno scenario di stagflazione negli Stati Uniti—una combinazione di crescita economica più debole e inflazione persistentemente elevata.
Nel comparto delle materie prime, spicca il Brent, in rialzo del 3% a 111 dollari al barile, mentre il WTI guadagna l’1% a 97 dollari. L’entità del movimento suggerisce che gli investitori stanno sempre più prezzando il rischio di interruzioni prolungate delle forniture energetiche in Medio Oriente.
L’impennata dei prezzi del petrolio è stata innescata da una serie di attacchi alle infrastrutture del gas nella regione, tra cui un attacco iraniano a un importante terminale di esportazione di GNL in Qatar e un precedente attacco israeliano al giacimento di gas South Pars in Iran. La successiva rappresaglia di Teheran contro asset energetici qatarioti ha aumentato il premio per il rischio geopolitico e alimentato i timori di un’ulteriore escalation.
Una dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone, che esprimono la disponibilità a garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, va interpretata come un tentativo di stabilizzare il sentiment di mercato. Allo stesso tempo, tale coordinamento evidenzia i rischi concreti per il commercio energetico globale.
La debolezza dei mercati azionari è stata aggravata dal forte sell-off di mercoledì, con il Dow Jones che ha toccato un nuovo minimo annuale in chiusura e ha rotto al ribasso la sua media mobile a 200 giorni. I prezzi dei futures suggeriscono che i mercati attribuiscono circa il 75% di probabilità al mantenimento invariato dei tassi nel 2026, esercitando ulteriore pressione sulle valutazioni.
Tra i singoli titoli, le azioni Micron sono scese del 2% nonostante risultati solidi sostenuti da un’offerta limitata di memoria, con il movimento attribuito principalmente a prese di profitto. Nel frattempo, l’aggiornamento di Eli Lilly sul suo farmaco di nuova generazione contro l’obesità, retatrutide—potenzialmente best-in-class—ha ricevuto una reazione tiepida da parte del mercato.
US500 e US100
Un segnale tecnico chiave è rappresentato dallo S&P 500 (US500), sceso al di sotto della sua media mobile a 200 giorni per la prima volta dal 23 maggio. Questo rafforza i timori che il mercato possa entrare in una fase di correzione più profonda, piuttosto che attraversare un semplice ritracciamento temporaneo.

Source: xStation5

Fonte: xStation5
I titoli minerari stanno registrando forti cali oggi, trainati da un pesante sell-off nei metalli, mentre le società del settore petrolio e gas sono in rialzo. Il sentiment nel settore tecnologico rimane debole.

Fonte: xStation5
Risultati deboli per Alibaba
Alibaba ha riportato i risultati trimestrali per il periodo conclusosi il 31 dicembre 2025, inferiori alle attese e che confermano come la società si trovi in una fase di transizione complessa. I ricavi si sono attestati a 284,8 miliardi di yuan rispetto ai 290,7 miliardi attesi, mentre l’utile netto è crollato del 66% su base annua a 15,6 miliardi di yuan, innescando una reazione negativa nelle contrattazioni statunitensi.
Dal punto di vista degli investitori, la debolezza riflette una strategia di investimento aggressiva più che un problema isolato. Alibaba sta aumentando la spesa nel quick commerce, nell’esperienza utente e nella tecnologia, fattori che pesano sulla redditività nel breve termine ma mirano a ricostruire la competitività nel lungo periodo. L’entità del calo dell’utile operativo evidenzia come il costo della trasformazione sia superiore a quanto precedentemente previsto.
Il principale motore di crescita resta il cloud e l’intelligenza artificiale. Il segmento Cloud Intelligence ha registrato una crescita dei ricavi del 36% su base annua, raggiungendo i 43,3 miliardi di yuan, con i prodotti legati all’IA che mostrano una crescita a tripla cifra per il decimo trimestre consecutivo.
Allo stesso tempo, il management sta alzando l’asticella strategica, puntando a 100 miliardi di dollari di ricavi annuali da cloud e IA entro cinque anni. Ciò implica mantenere una crescita di circa il 35% annuo, evidenziando sia il potenziale sia la sfida esecutiva.
In pratica, Alibaba sta accelerando la sua trasformazione da piattaforma di e-commerce a società tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale, posizionandosi come uno dei leader in Cina in questo ambito. La questione chiave resta se questi ingenti investimenti si tradurranno in un miglioramento sostenuto delle performance finanziarie complessive. Oggi, gli ADR della società sono in calo di oltre il 7% e si trovano quasi il 40% al di sotto dei recenti massimi.

Fonte: xStation5
Live Osservatorio del Trading
Scenari Inflazione BCE (Commento)
L'indice US100 crolla dopo i solidi dati macroeconomici statunitensi 🚩
La Banca d'Inghilterra rispetta le aspettative; i tassi di interesse del Regno Unito restano invariati 🚨
Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.