5 novembre 2026
Tempo di lettura 14 minute(s)

Le migliori azioni con dividendi del 2027: perché il rendimento più alto non è sempre il migliore

  • I limiti del rendimento da dividendo: il rendimento, considerato da solo, non basta per valutare un'azione. È importante confrontarlo con la sostenibilità del dividendo e con la solidità finanziaria dell'azienda, per evitare possibili perdite sul capitale investito.
  • La sostenibilità delle distribuzioni: analizzare il payout ratio e la copertura dei dividendi tramite il free cash flow permette di capire se una società è effettivamente in grado di mantenere i propri pagamenti nel tempo.
  • La solidità dimostrata nel tempo: categorie come Aristocratici e Re dei dividendi raccolgono società con una lunga storia di aumenti delle distribuzioni. Questo risultato, tuttavia, non garantisce che le performance future saranno altrettanto positive.
  • L'importanza dei rischi: le società presentate in questa guida hanno storicamente rispettato criteri rigorosi, ma ciascuna è esposta a rischi specifici legati al proprio settore, che devono essere monitorati nel tempo.
  • I limiti del rendimento da dividendo: il rendimento, considerato da solo, non basta per valutare un'azione. È importante confrontarlo con la sostenibilità del dividendo e con la solidità finanziaria dell'azienda, per evitare possibili perdite sul capitale investito.
  • La sostenibilità delle distribuzioni: analizzare il payout ratio e la copertura dei dividendi tramite il free cash flow permette di capire se una società è effettivamente in grado di mantenere i propri pagamenti nel tempo.
  • La solidità dimostrata nel tempo: categorie come Aristocratici e Re dei dividendi raccolgono società con una lunga storia di aumenti delle distribuzioni. Questo risultato, tuttavia, non garantisce che le performance future saranno altrettanto positive.
  • L'importanza dei rischi: le società presentate in questa guida hanno storicamente rispettato criteri rigorosi, ma ciascuna è esposta a rischi specifici legati al proprio settore, che devono essere monitorati nel tempo.

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Cosa rende un'azione con dividendi una delle migliori nel 2027?

Le migliori azioni con dividendi non sono quelle che offrono il rendimento più alto nell'immediato, ma quelle che riescono a distribuire importi regolari e ad aumentarli nel tempo, grazie a utili e flussi di cassa solidi.
Chi cerca le migliori azioni con dividendi per iniziare a investire tende spesso a concentrarsi sul rendimento. È proprio da qui che nasce uno degli errori più comuni. Per capire che cosa sono le azioni con dividendi e quali società distribuiscono una parte dei propri utili agli azionisti, bisogna partire dal funzionamento del dividendo.
Le azioni con dividendi sono titoli di società quotate che distribuiscono direttamente agli azionisti una parte degli utili generati. Il rendimento da dividendo indica il rapporto tra il dividendo annuale per azione e il prezzo corrente del titolo, espresso in percentuale. Capire che cos'è un dividendo è quindi un primo passo importante per costruire un portafoglio orientato alla generazione di reddito.
Per individuare le migliori azioni con dividendi del 2027 è necessario valutare tre aspetti fondamentali: la stabilità delle distribuzioni, la capacità di aumentare regolarmente il dividendo e la solidità finanziaria della società.
La maggior parte delle aziende distribuisce i dividendi con cadenza trimestrale, ma alcuni investitori preferiscono società che effettuano pagamenti mensili, così da avere entrate più frequenti. In ogni caso, un'azienda solida deve trovare un equilibrio tra la remunerazione degli azionisti e la necessità di trattenere risorse per finanziare le attività future e ridurre il debito.
Per analizzare il mercato in modo più consapevole, è importante conoscere prima i principali criteri di valutazione. In seguito, applicheremo gli stessi parametri ad alcune società con decenni di storia nella distribuzione dei dividendi. Questo metodo può essere utilizzato anche per valutare altri titoli.

Quali indicatori permettono di capire se un dividendo è sostenibile?

Per valutare la sostenibilità di un dividendo è importante considerare tre indicatori collegati tra loro: il rendimento da dividendo, il payout ratio e la copertura tramite free cash flow. Affidarsi soltanto al rendimento può portare a conclusioni fuorvianti.
Il rendimento da dividendo si calcola dividendo il dividendo annuale per azione per il prezzo corrente del titolo. Il payout ratio, invece, indica quale percentuale dell'utile netto viene distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi.
Un payout ratio intorno al 60% è spesso considerato una soglia ragionevole per molte società: significa che l'azienda distribuisce circa il 60% dei propri utili e conserva il restante 40% per eventuali investimenti, per affrontare periodi economici difficili o per ridurre il debito.
Gli utili contabili, però, possono essere influenzati da voci che non comportano movimenti effettivi di denaro. Per questo motivo, la copertura del dividendo tramite free cash flow rappresenta una verifica particolarmente importante.
Il free cash flow, o flusso di cassa libero, è la liquidità che rimane all'azienda dopo aver sostenuto le spese operative e gli investimenti necessari, come quelli in impianti e attrezzature. Questo indicatore permette di capire se la società dispone effettivamente delle risorse necessarie per pagare i dividendi.
È utile anche conoscere la data di stacco del dividendo, o ex-dividend date: si tratta della data a partire dalla quale chi acquista il titolo non ha più diritto a ricevere il prossimo dividendo già deliberato.

Per valutare un'azione con dividendi, puoi seguire questi quattro passaggi:
1. Controlla da quanti anni la società aumenta il dividendo. Una lunga serie di incrementi consecutivi può indicare un impegno costante del management nei confronti degli azionisti.
2. Esamina il payout ratio. Verifica quale quota dell'utile netto viene distribuita, per capire se il pagamento assorbe una parte eccessiva dei profitti.
3. Controlla il free cash flow. Assicurati che il flusso di cassa libero sia sufficiente a coprire l'importo complessivo dei dividendi, senza che l'azienda debba ricorrere a nuovi prestiti per pagarli.
4. Valuta il livello di indebitamento e la copertura degli interessi. Un debito eccessivo o costi di finanziamento elevati possono mettere a rischio la capacità della società di continuare a distribuire dividendi.

Esempio: come analizzare gli indicatori in un rapporto 10-K

Per capire come applicare questi criteri, prendiamo come esempio Microsoft Corporation (MSFT).
Nel rapporto annuale 10-K relativo all'esercizio fiscale 2025, depositato presso la SEC, Microsoft ha dichiarato un utile netto di 101,83 miliardi di dollari e ha distribuito 24,67 miliardi di dollari in dividendi in contanti.
Dividendo l'importo dei dividendi distribuiti per l'utile netto, si ottiene un payout ratio di circa il 24%. Si tratta di un valore contenuto, che indica una buona capacità di copertura delle distribuzioni attraverso gli utili.
Inoltre, la società ha generato un free cash flow pari a 136,2 miliardi di dollari, ampiamente superiore all'importo complessivo dei dividendi pagati. Questo dato conferma che, nell'esercizio considerato, Microsoft disponeva di flussi di cassa più che sufficienti a coprire le distribuzioni.

Chi sono gli Aristocratici, i Re e i Campioni dei dividendi?

Queste categorie identificano società quotate che hanno aumentato regolarmente i propri dividendi per molti anni consecutivi. I requisiti variano a seconda della classificazione: almeno 25 anni di aumenti per gli Aristocratici dei dividendi e almeno 50 anni per i Re dei dividendi.
- Aristocratici dei dividendi (Dividend Aristocrats): devono far parte dell'indice S&P 500, rispettare specifici requisiti relativi alla capitalizzazione di mercato e alla liquidità del titolo e aver aumentato il dividendo ordinario per almeno 25 anni consecutivi.
- Re dei dividendi (Dividend Kings): devono aver aumentato il dividendo per almeno 50 anni consecutivi.
- Campioni dei dividendi (Dividend Champions): questa categoria comprende società che hanno aumentato il dividendo per almeno 25 anni consecutivi, senza richiedere necessariamente l'appartenenza all'indice S&P 500 o una determinata dimensione aziendale.

Queste classificazioni rappresentano un importante riconoscimento della capacità di un'azienda di mantenere una politica di distribuzione degli utili nel tempo.
Le società appartenenti a queste categorie sono riuscite ad aumentare i dividendi anche durante periodi di forte difficoltà economica, come la crisi finanziaria globale del 2008-2009 e le brusche interruzioni dell'attività economica nel 2020.
Per gli azionisti che mantengono i propri investimenti durante le fasi di volatilità, una crescita costante dei dividendi può contribuire al rendimento complessivo del portafoglio. Se si cercano titoli da acquistare e mantenere nel lungo periodo, queste classificazioni costituiscono un punto di partenza utile.
È comunque importante ricordare che il contesto economico e aziendale cambia continuamente. Una storia di 50 anni di aumenti dei dividendi dimostra la solidità passata di una società, ma le performance precedenti non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Perché un rendimento da dividendo molto elevato può essere un campanello d'allarme?

Un rendimento da dividendo insolitamente alto può nascondere un rischio significativo per gli investitori in cerca di entrate periodiche. Questo fenomeno è noto come yield trap, ovvero una trappola del rendimento da dividendo, e può indicare che l'azienda sta attraversando una fase di difficoltà finanziaria anziché offrire un'opportunità particolarmente vantaggiosa.
Il motivo è legato al modo in cui viene calcolato il rendimento: il dividendo annuale viene rapportato al prezzo dell'azione. Di conseguenza, se il prezzo del titolo crolla, il rendimento percentuale aumenta automaticamente, anche quando l'importo del dividendo rimane invariato.
In questi casi, il mercato potrebbe già stare scontando il rischio di un'imminente riduzione o sospensione del dividendo, prima ancora che la società lo comunichi ufficialmente.

Cercare soltanto le azioni con i dividendi più alti può quindi esporre a perdite significative sul capitale investito. Tra i principali segnali d'allarme da monitorare ci sono:
- un payout ratio superiore al 100%, che indica che la società distribuisce più di quanto guadagna;
- un free cash flow in rapido calo;
- un aumento significativo del debito;
- il ricorso a nuovi finanziamenti per riuscire a pagare i dividendi.

Durante il crollo dei mercati del 2020, oltre 60 società dell'indice S&P 500 hanno ridotto o sospeso i propri dividendi. Un esempio che evidenzia i rischi di affidarsi a rendimenti elevati non sostenuti da flussi di cassa solidi.
Per questo motivo, la selezione delle migliori azioni con dividendi del 2027 presentata in questa guida non si basa esclusivamente sul rendimento. Considerare soltanto questa percentuale significa trascurare la solidità finanziaria necessaria per mantenere le distribuzioni anche nei prossimi anni.

Attenzione alla trappola del rendimento da dividendo

La yield trap si verifica quando un'azione attira gli investitori con un rendimento molto elevato, anche a doppia cifra, che però potrebbe non essere sostenibile nel tempo.
Se un'azienda distribuisce più liquidità di quanta ne riesca a generare, potrebbe essere costretta a ridurre o sospendere il dividendo. Una decisione di questo tipo può provocare anche un forte calo del prezzo dell'azione, annullando il reddito ottenuto dalle distribuzioni e causando una perdita complessiva significativa.

Cosa insegna il settore del trasporto marittimo sulla sostenibilità dei dividendi?

Il settore del trasporto marittimo di container è un esempio utile per capire perché un rendimento da dividendo molto elevato non debba essere considerato automaticamente una fonte di reddito sostenibile.
Tra il 2019 e il 2022, società come Maersk, Hapag-Lloyd e ZIM hanno beneficiato di condizioni eccezionalmente favorevoli: tariffe di trasporto molto elevate, difficoltà nelle catene di approvvigionamento e capacità di trasporto limitata.
Questi fattori hanno contribuito a far aumentare rapidamente gli utili e i flussi di cassa delle società del settore, favorendo una crescita significativa dei dividendi.
Maersk, Hapag-Lloyd e ZIM hanno distribuito dividendi particolarmente elevati durante la fase di espansione del settore. Tuttavia, quando le tariffe di trasporto e la redditività sono tornate a livelli più normali, anche le distribuzioni si sono ridotte rapidamente.
La lezione è chiara: nei settori caratterizzati da una forte ciclicità, dividendi elevati possono riflettere utili eccezionali legati a una fase favorevole del mercato, piuttosto che una capacità di generare reddito destinata a durare nel tempo.
Per questo motivo, è importante concentrarsi sugli utili normalizzati, sul free cash flow, sul livello di indebitamento e sulla fase del ciclo economico in cui si trova il settore, senza fermarsi al rendimento da dividendo corrente.
L'esempio del trasporto marittimo dimostra che la sostenibilità delle distribuzioni dipende dalla qualità e dalla continuità degli utili sottostanti. Un rendimento a doppia cifra può sembrare particolarmente interessante, ma se deriva da condizioni di mercato temporanee, il dividendo può diminuire con la stessa rapidità con cui è aumentato.
È quindi importante monitorare non soltanto le distribuzioni, ma anche l'andamento dei titoli in Borsa e i segnali che possono indicare un cambiamento delle condizioni di mercato.

Lo sapevi? I dividendi del settore marittimo hanno registrato forti oscillazioni

Il settore del trasporto marittimo: un andamento altalenante dei dividendi

Per Maersk, i dividendi per azione e i relativi rendimenti, calcolati in base all'anno di riferimento degli utili, sono stati:
Anno | Dividendo per azione | Rendimento da dividendo
2020: 330 DKK (2,4%)
2021: 2.500 DKK (10,7%)
2022: 4.300 DKK (27,5%)
2023: 515 DKK (4,2%)
2024: 1.120 DKK (9,4%)
2025: 480 DKK (3,3%)

Per ZIM Integrated Shipping, che nel 2020 era una società privata, i dividendi complessivi distribuiti per azione sono stati pari a circa:
Anno | Dividendo per azione
2021: 4,50 USD
2022: 27,55 USD
2023: 6,40 USD
2024: 4,81 USD
2025: 4,28 USD

I dati sono basati sulle comunicazioni ufficiali delle società.
Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Quali azioni con dividendi si distinguono nel 2027?

Sei società rispettano tutti e tre i criteri di selezione considerati in questa analisi: Procter & Gamble, Johnson & Johnson, Coca-Cola, Emerson Electric, Chevron e Realty Income.
La selezione si basa su un indicatore oggettivo: il numero di anni consecutivi in cui ciascuna società ha aumentato il dividendo. Non sono stati utilizzati obiettivi di prezzo o il rendimento corrente come criteri di scelta.
Prima di analizzare i singoli titoli, è importante chiarire i parametri adottati.
Tutte le società incluse nell'elenco hanno aumentato il dividendo per almeno 25 anni consecutivi, presentano un payout ratio inferiore al 75% e dispongono di un free cash flow sufficiente a coprire le distribuzioni.
Inoltre, la selezione comprende esattamente una società per ciascun settore, con l'obiettivo di garantire una diversificazione di base ed evitare un'eccessiva concentrazione in un'unica industria. I criteri utilizzati si basano esclusivamente su dati storici verificabili.
Quando si valuta come investire in azioni, analizzare società che distribuiscono dividendi da molti anni può essere utile per costruire un portafoglio diversificato e orientato al lungo periodo.
Chi preferisce non analizzare singolarmente ogni società può prendere in considerazione anche un ETF sui dividendi, che consente di investire in un paniere diversificato di titoli attraverso un unico strumento. Se non sai ancora che cos'è un ETF, si tratta di un fondo negoziato in Borsa che replica un indice o un paniere di attività finanziarie.
Ricorda che i risultati passati non garantiscono quelli futuri e che qualsiasi società può ridurre o sospendere la distribuzione dei dividendi in qualsiasi momento.

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Scopri di più

Procter & Gamble (PG, NYSE)

Settore: beni di consumo di prima necessità
Anni consecutivi di aumenti del dividendo: 70
Payout ratio: circa 65,8%
Rendimento da dividendo: circa 3,0%
Modello di business: Procter & Gamble genera ricavi producendo e commercializzando in tutto il mondo beni di largo consumo, tra cui prodotti per la pulizia della casa, per la cura della persona e per l'igiene.
Cosa non garantisce questa lunga storia di aumenti: P&G deve affrontare la pressione sui margini dovuta all'aumento dei costi delle materie prime e alla forte concorrenza dei prodotti più economici a marchio del distributore, soprattutto nei periodi di inflazione.


Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Johnson & Johnson (JNJ, NYSE)

Settore: sanità
Anni consecutivi di aumenti del dividendo: 64
Payout ratio: circa 62,1%
Rendimento da dividendo: circa 2,0%
Modello di business: Johnson & Johnson è una società diversificata del settore sanitario. La maggior parte dei suoi ricavi deriva dalla vendita di prodotti farmaceutici e dispositivi medici.
Cosa non garantisce questa lunga storia di aumenti: la società rimane esposta a importanti rischi legali, tra cui richieste di risarcimento e controversie giudiziarie, oltre alla scadenza dei brevetti su farmaci particolarmente redditizi.


Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Coca-Cola (KO, NYSE)

Settore: bevande
Anni consecutivi di aumenti del dividendo: 64
Payout ratio: circa 63,7%
Rendimento da dividendo: circa 2,4%
Modello di business: Coca-Cola genera la maggior parte dei propri profitti vendendo sciroppi e concentrati per bevande a una rete globale di partner imbottigliatori, anziché occuparsi direttamente dell'imbottigliamento di tutti i prodotti.
Cosa non garantisce questa lunga storia di aumenti: la società è esposta ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e al rischio valutario. Un dollaro statunitense forte, ad esempio, può ridurre il valore dei ricavi internazionali una volta convertiti nella valuta di rendicontazione.


Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Emerson Electric (EMR, NYSE)

Settore: industriale
Anni consecutivi di aumenti del dividendo: 69
Payout ratio: circa 48,6%
Rendimento da dividendo: circa 1,5%
Modello di business: Emerson Electric fornisce tecnologie per l'automazione industriale, soluzioni ingegneristiche e software destinati alle aziende manifatturiere e ad altri operatori industriali in tutto il mondo.
Cosa non garantisce questa lunga storia di aumenti: il settore dell'automazione industriale è esposto ai cicli economici. Un rallentamento dell'attività industriale può spingere i clienti a ridurre o rinviare gli investimenti in beni strumentali.


Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Chevron (CVX, NYSE)

Settore: energia
Anni consecutivi di aumenti del dividendo: 38
Payout ratio: circa 68,4%
Rendimento da dividendo: circa 3,4%
Modello di business: Chevron è una società energetica integrata che si occupa di esplorazione e produzione di petrolio e gas naturale, oltre a gestire attività di raffinazione, trasporto e altri servizi lungo la filiera energetica.
Cosa non garantisce questa lunga storia di aumenti: gli utili e il free cash flow di Chevron dipendono in larga misura dai prezzi del petrolio e del gas naturale. Di conseguenza, la capacità di coprire i dividendi può variare sensibilmente a seconda della fase del ciclo delle materie prime.


Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.

Nota

I rendimenti da dividendo sono approssimativi e si basano sui prezzi di mercato di settembre 2026. Per le società diverse dai REIT, il payout ratio è calcolato sulla base degli utili. Per Realty Income, il calcolo si basa sull'AFFO, un indicatore dei flussi di cassa comunemente utilizzato per valutare i REIT.

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