Wall Street è in netto calo giovedì, con la pressione che arriva ancora una volta principalmente dal mercato obbligazionario. Dopo il sollievo di mercoledì, i rendimenti dei Treasury tornano a salire, aumentando il costo del capitale e penalizzando soprattutto i segmenti più sensibili alle valutazioni. Anche l’aumento dei prezzi del petrolio e il forte calo di Walmart dopo la pubblicazione dei risultati stanno aggiungendo ulteriore pressione, lasciando i mercati azionari esposti a diversi fattori negativi contemporaneamente. Il punto principale, tuttavia, è chiaro: oggi è ancora una volta il mercato obbligazionario a dettare il tono per i mercati azionari.
- Il Dow Jones è in calo di circa 350 punti, pari allo 0,7%, l’S&P 500 cede circa lo 0,4%, mentre i futures sul Nasdaq 100 sono in ribasso di circa lo 0,7%.
- Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è in aumento di oltre 4 punti base, al 4,696%, mentre quello a 30 anni è salito al 5,236%, dopo il calo di mercoledì innescato dal piano del Tesoro statunitense per il riacquisto di titoli di Stato.
- Il petrolio aumenta ulteriormente la pressione, con i futures sul Brent in rialzo di circa il 3% e sopra i 94 dollari al barile, a causa dell’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
- Walmart perde l’8% dopo che le previsioni sulle vendite comparabili negli Stati Uniti e sugli utili rettificati per il terzo trimestre e per l’intero anno hanno deluso alcuni investitori.
- Il mercato rimane sensibile al deficit fiscale statunitense e all’aumento della spesa per la difesa, fattori che potrebbero mantenere i rendimenti dei Treasury a lungo termine sotto pressione rialzista.
Grafico US100 sull’intervallo giornaliero (D1)
I futures sul Nasdaq 100 sono in calo di oltre lo 0,7%, mentre il nuovo aumento dei rendimenti lascia poco spazio a un recupero da parte dei compratori. L’indice non è riuscito a mantenere il momentum rialzista al di sopra dell’EMA50, rappresentata dalla linea arancione, ed è arretrato verso quota 29.300 punti e il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% dell’ultimo impulso ribassista. Un importante livello di supporto si trova ora intorno a 28.600 punti, dove il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% coincide con precedenti reazioni dei prezzi. La principale resistenza, invece, si trova in area 30.000 punti, in prossimità del ritracciamento di Fibonacci del 71,6%.

Fonte: xStation5
Il Nasdaq 100 rimane solido dal punto di vista fondamentale, ma le valutazioni lasciano poco margine di errore
Il secondo grafico mostra un Nasdaq 100 che mantiene un forte trend di medio periodo, ma che nel breve termine sta diventando sempre più vulnerabile alla pressione esercitata dall’aumento dei rendimenti obbligazionari. L’indice si trova a circa il 3,8% al di sotto del suo massimo storico, mentre il 70,7% dei suoi componenti è ancora al di sopra della SMA200 e quasi il 60% rimane sopra la SMA50. Questo suggerisce che l’ampiezza del mercato non si è ancora deteriorata al punto da indicare una vera e propria inversione del trend.
Il problema principale riguarda invece le valutazioni: un P/E trailing di 31,1x, un EV/EBITDA di 24,5x e un P/S di 6,9x indicano che gli investitori stanno pagando un prezzo molto elevato per la crescita futura degli utili, soprattutto nel settore tecnologico.
La struttura settoriale di oggi lo riflette chiaramente: il settore tecnologico è in calo di circa il 2,1%, mentre sanità e beni di prima necessità stanno mostrando una maggiore tenuta. Questo sembra indicare una rotazione dai titoli growth più sensibili ai rendimenti verso società più difensive e caratterizzate da flussi di cassa più stabili.
A mio avviso, al momento il Nasdaq non presenta un problema legato alla qualità delle società, ma piuttosto al prezzo che gli investitori hanno già pagato per quella qualità. Con multipli di questo livello, per un’ulteriore crescita non bastano utili solidi: servono anche rendimenti stabili o in calo. In caso contrario, la contrazione delle valutazioni potrebbe superare la crescita degli utili.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Dow Jones — rotazione tra i settori e forte penalizzazione per le delusioni
Il primo grafico mostra una seduta caratterizzata da una forte selettività sul Dow Jones: l’indice non viene venduto indiscriminatamente, ma i capitali stanno chiaramente ruotando tra diversi settori e singoli titoli.
Walmart è il titolo che registra il calo maggiore, pari a circa l’8,6%. Con una capitalizzazione di mercato vicina ai 917 miliardi di dollari, questo movimento ha un impatto significativo sul sentiment. Altrettanto importante è il fatto che il titolo venga ancora scambiato a circa 40,3 volte gli utili, lasciando poco margine anche di fronte a delusioni relativamente contenute rispetto alle aspettative.
Dall’altra parte troviamo Chevron, Coca-Cola e McDonald’s, a dimostrazione del fatto che gli investitori non stanno abbandonando completamente il mercato, ma stanno spostando i capitali verso società più difensive o meno sensibili all’aumento dei rendimenti.
Anche il contrasto tra le valutazioni è significativo: Travelers, con un multiplo di circa 9,2 volte gli utili, e Honeywell, a 8,8 volte, presentano valutazioni molto diverse rispetto a Walmart o ai titoli tecnologici che vengono scambiati a multipli superiori a 30 volte. Questo significa che la seduta di oggi sta premiando i flussi di cassa più resilienti e le aspettative più contenute già incorporate nei prezzi.
Il mercato non sta mettendo in discussione i fondamentali dell’intera economia, ma sta diventando molto più aggressivo nel ridurre le valutazioni dei titoli per i quali in precedenza gli investitori avevano pagato prezzi che presupponevano una performance quasi perfetta.

Fonte: Team di ricerca di XTB
Il rialzo dei rendimenti torna a pesare su Wall Street
Il sollievo di mercoledì sul mercato obbligazionario si è rivelato finora di breve durata. Il Tesoro statunitense ha annunciato l’intenzione di aumentare i riacquisti di titoli con scadenza a 10, 20 e 30 anni, spingendo temporaneamente i rendimenti al ribasso e migliorando il sentiment sui mercati azionari. Tuttavia, appena un giorno dopo, la parte lunga della curva è nuovamente sotto pressione. Questo suggerisce che il problema di fondo non sia stato risolto, ma solo temporaneamente attenuato.
Per i mercati azionari questo è importante perché rendimenti più elevati sui Treasury a 10 e 30 anni aumentano di fatto il tasso di sconto applicato ai flussi di cassa futuri. Con il rendimento del Treasury a 30 anni sopra il 5,2%, gli investitori iniziano a esaminare le valutazioni azionarie con maggiore attenzione, soprattutto nel caso delle società growth e tecnologiche. In questo contesto, anche utili positivi potrebbero non essere sufficienti se i multipli di valutazione sono già elevati.
Il petrolio aggiunge un ulteriore elemento di pressione. Un Brent sopra i 94 dollari e un WTI sopra gli 88 dollari alimentano i timori sull’inflazione e, indirettamente, il rischio che i tassi di interesse rimangano elevati più a lungo. Si tratta di un contesto poco favorevole a un’ampia espansione dei multipli a Wall Street.
Il rischio maggiore è che la pressione sui rendimenti possa essere di natura strutturale e non temporanea. Un ampio deficit fiscale, l’aumento dell’offerta di Treasury e una maggiore spesa pubblica potrebbero mantenere elevati i rendimenti sulla parte lunga della curva. Se i rendimenti non inizieranno a diminuire in modo sostenibile, i mercati azionari potrebbero continuare a essere sottoposti a una pressione selettiva, anche se i fondamentali societari rimangono solidi in alcuni segmenti del mercato.
Philadelphia Fed: il settore manifatturiero sorprende al rialzo mentre diminuiscono le pressioni sui prezzi
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Philadelphia è salito a 47,4 ad agosto, rispetto a 41,4 di luglio, superando nettamente le previsioni di consenso di 25 e raggiungendo il livello più alto da aprile 2021. Si tratta di un segnale positivo dal settore manifatturiero regionale, soprattutto perché l’indice misura la differenza tra la percentuale di aziende che riportano un’espansione e quella delle aziende che segnalano una contrazione.
Ancora più forte è stato il dato relativo al mercato del lavoro. L’indice dell’occupazione è balzato a 27,9, in aumento di 18 punti e raggiungendo il livello più alto da aprile 2022. Questo suggerisce che le aziende non stanno solo registrando un aumento degli ordini o della produzione, ma stanno anche aumentando le assunzioni, rafforzando il quadro di una domanda solida.
Particolarmente interessante è il contrasto con l’inflazione. Gli indicatori relativi ai prezzi pagati e ai prezzi ricevuti sono scesi ai livelli più bassi da febbraio, nonostante le tensioni geopolitiche legate all’Iran abbiano spinto al rialzo i prezzi dell’energia, riaccendendo i timori più ampi sull’inflazione.
Il mercato si trova quindi di fronte a una combinazione insolita: attività e occupazione più solide accompagnate da una minore pressione sui prezzi nel settore manifatturiero. Dal punto di vista della Fed, non è semplice classificare questi dati come chiaramente dovish o hawkish. Un settore manifatturiero e un mercato del lavoro solidi riducono l’urgenza di un rapido allentamento monetario, mentre gli indicatori più deboli sui prezzi spingono nella direzione opposta.
La conclusione principale è che l’economia continua a mostrare una notevole resilienza e i dati della Philadelphia Fed non confermano ancora lo scenario di un forte rallentamento.
Notizie sulle società
- Merck rimane sotto pressione nonostante i risultati positivi di un ampio studio clinico su un vaccino contro il cancro. TD Cowen ha mantenuto la raccomandazione “hold”, sostenendo che il successo fosse in parte già atteso dopo i solidi risultati della Fase II e che l’ampiezza del potenziale utilizzo della terapia rimanga incerta. Il target price è fissato a 137 dollari, rispetto ai 152,20 dollari della chiusura di mercoledì.
- I titoli legati alle criptovalute stanno registrando forti rialzi dopo che Donald Trump ha chiesto al Congresso di approvare una regolamentazione più favorevole al settore: Coinbase e Mara Holding salgono di circa il 6% ciascuna, Strategy guadagna circa il 10%, Circle Internet è in rialzo del 5% e American Bitcoin sale di quasi il 7%.
- Alibaba sta recuperando dopo le perdite iniziali: il titolo aveva aperto la seduta in calo di circa il 3%, dopo che l’utile trimestrale era crollato del 75%, a causa del forte aumento della spesa per l’intelligenza artificiale.
Grafico del prezzo delle azioni Alibaba (intervallo D1)
Fonte: xStation5
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