Ci avviciniamo rapidamente alla riunione della Federal Reserve prevista per il 16 settembre. Attualmente, le probabilità di un rialzo dei tassi possono essere paragonate al lancio di una moneta. Venerdì, il presidente della Fed Kevin Warsh ha rafforzato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva con il suo intervento a Jackson Hole. Oggi, invece, i mercati hanno ricevuto indicazioni decisamente più accomodanti da Christopher Waller, membro del FOMC.
Le scommesse su un rialzo dei tassi in autunno sono diminuite, sostenendo il mercato azionario. Oggi il Nasdaq 100 è in rialzo dello 0,5%, mentre movimenti simili si osservano sull’S&P 500 e sul Dow Jones. È interessante notare che le aspettative di lungo periodo si sono mosse nella direzione opposta, un fattore che favorisce sia l’oro sia Bitcoin.
Figura 1: Variazione della probabilità implicita dal mercato di un rialzo dei tassi di interesse nelle singole riunioni della Federal Reserve (2026-2027)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 03.09.2026
Cosa ha detto realmente Waller?
A differenza di Warsh, Waller è riuscito a delineare i fattori specifici che monitorerà nel prendere la decisione di settembre. Ha dichiarato che il processo di disinflazione sta proseguendo e che l’inflazione core appare sostanzialmente ancora migliore di quanto suggeriscano i dati headline. Ha inoltre osservato che, se i prossimi dati sull’inflazione CPI, attesi per l’11 settembre, non dovessero evidenziare sorprese negative, con ogni probabilità sosterrà il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella prossima riunione.
I dati tornano a essere decisivi
La volatilità associata alle recenti pubblicazioni dei principali dati macroeconomici statunitensi è stata elevata e, nella situazione attuale, ci sono pochi elementi che suggeriscono un cambiamento. Domani sarà pubblicato il più importante report sul mercato del lavoro statunitense (dati NFP, alle 13:30). Esattamente una settimana dopo, come abbiamo scritto in precedenza, saranno pubblicati i dati sull’inflazione di agosto che, come sottolineato da Waller, potrebbero determinare la decisione del comitato.
Vale la pena ricordare che a novembre si terranno le elezioni di metà mandato. Sebbene tassi di interesse più elevati non avrebbero un impatto significativo sulle rate dei mutui (oltre l’80% dei mutui è infatti a tasso fisso), potrebbero riaprire il dibattito sull’aumento del costo della vita e sull’inflazione, uno scenario che certamente non sarebbe nell’interesse dei Repubblicani. Potremmo inoltre assistere a ribassi sul mercato azionario.
Trump può naturalmente influenzare le aspettative del mercato sui rialzi dei tassi attraverso le sue azioni e la sua retorica riguardo alla guerra in Medio Oriente. Segnali che portassero a una riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche potrebbero ridurre, agli occhi del mercato, la necessità di una politica monetaria più restrittiva. Anche eventuali progressi nei negoziati avrebbero probabilmente un impatto positivo su quasi tutti gli asset presenti tra le mie scelte.
Debasement trade?
L'assenza di un rialzo dei tassi e/o eventuali segnali che mettano in dubbio la piena indipendenza di Warsh, insieme alle ulteriori azioni del Tesoro sul mercato del debito, potrebbero portare a un ulteriore indebolimento del dollaro e spingere gli investitori verso asset alternativi.
L'assenza di un rialzo favorirebbe inoltre le società tecnologiche, migliorandone le valutazioni nei modelli DCF (Discounted Cash Flow, ovvero attualizzazione dei flussi di cassa futuri). Il rischio, in questo caso, è un aumento delle preoccupazioni di lungo periodo e un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza.
Notizie sulle società
Figura 2: Migliori e Peggiori del Nasdaq 100 (03.09.2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 03.09.2026
Snowflake ($SNOW.US)
Le azioni della società tecnologica che sviluppa strumenti per l’archiviazione, l’elaborazione e l’analisi dei dati sono in rialzo di oltre il 20% oggi. Il movimento è dovuto, naturalmente, ai risultati del secondo trimestre, che hanno superato nettamente le aspettative del mercato. In particolare, gli investitori hanno guardato con attenzione alla rapida adozione del suo assistente alla programmazione basato sull’AI. Secondo gli analisti, si tratta di una chiara evidenza del fatto che i trend di consumo legati all’AI stanno finalmente iniziando a tradursi in risultati concreti per le aziende.
Broadcom ($AVGO.US)
Le aspettative per Broadcom erano molto elevate. Nonostante la società abbia presentato previsioni ambiziose per il lungo periodo, le azioni del produttore di chip sono in calo di circa il 6,5%. La società prevede che i ricavi derivanti dai chip per l’AI raddoppieranno, raggiungendo circa 115 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2027, per poi arrivare a 230 miliardi di dollari l’anno successivo. È interessante notare il previsto cambiamento nella composizione del portafoglio ordini per i circuiti integrati dedicati: nel 2027, Anthropic dovrebbe diventare il principale cliente di Broadcom, superando OpenAI e scalzando Google dall’attuale prima posizione. Inoltre, la società prevede che il segmento delle infrastrutture di rete crescerà a un ritmo altrettanto rapido rispetto alla domanda di processori.
Ultragenyx Pharmaceutical ($RARE.US)
Le azioni della società biotecnologica sono in calo di oltre il 45%. Il rapido sell-off è stato causato dal fallimento di una fase chiave di uno studio clinico di fase III su apazunersen (GTX-102), sviluppato per il trattamento di una rara malattia genetica, la sindrome di Angelman. Il farmaco non ha raggiunto l’endpoint primario dello studio relativo al miglioramento delle funzioni cognitive, provocando immediatamente un’ondata di revisioni al ribasso da parte degli analisti di Wall Street.
Campbell’s ($CPB.US)
Le azioni del colosso alimentare sono in calo di oltre il 10%. Il sell-off è stato determinato dalle deludenti previsioni finanziarie per i prossimi anni, tra cui quelle sull’utile per azione adjusted, risultate significativamente inferiori alle aspettative degli analisti. A pesare ulteriormente sul titolo è stata la decisione del consiglio di amministrazione di tagliare il dividendo trimestrale di oltre un terzo.
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