Agenda macroeconomica di venerdì
Il calendario macroeconomico di venerdì è relativamente scarno e i volumi di scambio potrebbero diminuire sensibilmente, mentre i mercati chiudono una settimana caratterizzata da forti ribassi. Gli investitori continuano inoltre ad assimilare i dati sull'inflazione PCE pubblicati ieri e i commenti restrittivi (hawkish) rilasciati da alcuni membri della Federal Reserve.
La seduta odierna si svolgerà senza dati macroeconomici di primo piano. Gli unici appuntamenti rilevanti saranno la pubblicazione dell'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan e delle aspettative d'inflazione, oltre agli interventi di altri esponenti della Fed, John Williams e Neel Kashkari.
Oltre agli indici azionari, anche il cambio EUR/USD sarà sotto osservazione, dopo essere sceso sotto l'importante livello di supporto a 1,14 alla fine della settimana.
Principali dati della sessione asiatica
Giappone
L'inflazione core di giugno nell'area metropolitana di Tokyo si è attestata all'1,6% su base annua. Sebbene il dato sia risultato perfettamente in linea con le attese del mercato (1,6% a/a), evidenzia una chiara accelerazione rispetto al mese precedente (1,3% a/a). Ciò mantiene alta la pressione sulla Bank of Japan affinché proceda con ulteriori rialzi dei tassi d'interesse.
Nuova Zelanda e Stati Uniti
Durante la notte hanno parlato anche rappresentanti delle banche centrali, tra cui la governatrice della Reserve Bank of New Zealand, Breman, e il membro del FOMC Austan Goolsbee. I loro interventi hanno contribuito a orientare il sentiment mattutino sulle coppie valutarie legate al dollaro statunitense (USD) e al dollaro neozelandese (NZD).
Calendario macroeconomico
08:00 – Norvegia
- Vendite al dettaglio escluse auto destagionalizzate (m/m, maggio)
- Effettivo: -2,1% | Precedente: 0,3%
08:00 – Svezia
- Indice dei prezzi alla produzione (PPI, a/a, maggio)
- Effettivo: 6,6% | Precedente: 4,7%
09:00 – Svezia
- Indice di fiducia dei consumatori (giugno)
- Precedente: 92,4
09:00 – Svezia
- Indice di fiducia del settore manifatturiero (giugno)
- Precedente: 100,5
09:00 – Slovacchia
- Indice dei prezzi alla produzione (PPI, a/a, maggio)
- Precedente: 2,6%
10:30 – Germania
- Discorso del Presidente della Bundesbank, Joachim Nagel
14:30 – Stati Uniti
- Bilancia commerciale dei beni (maggio)
- Consenso: -85,1 miliardi USD | Precedente: -82,4 miliardi USD
16:00 – Stati Uniti
- Indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan (giugno)
- Consenso: 50 | Precedente: 44,8
16:00 – Stati Uniti
- Aspettative d'inflazione a breve termine (giugno)
- Consenso: 4,6% | Precedente: 4,8%
16:00 – Stati Uniti
- Aspettative d'inflazione a lungo termine (giugno)
- Consenso: 3,4% | Precedente: 3,9%
16:30 – Stati Uniti
- Discorso del Presidente della Fed di New York, John Williams
17:30 – Stati Uniti
- Discorso del Presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari
Tre mercati da monitorare oggi
EUR/USD
La principale coppia valutaria sarà fortemente influenzata dai dati statunitensi del pomeriggio. Particolare attenzione sarà rivolta all'indice di fiducia dell'Università del Michigan (consenso: 50) e soprattutto alle componenti relative alle aspettative d'inflazione a breve e lungo termine dei consumatori americani, che potrebbero determinare la direzione del dollaro. Inoltre, in vista del fine settimana, eventuali toni più restrittivi (hawkish) o accomodanti (dovish) nei discorsi di Williams e Kashkari potrebbero aumentare la volatilità.
Brent (OIL)
I prezzi del petrolio si muovono in prossimità di importanti livelli di resistenza locale, sostenuti dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Alle 19:00 sarà pubblicato il consueto rapporto settimanale Baker Hughes sul numero di impianti di perforazione attivi negli Stati Uniti; il consenso prevede un lieve aumento a 436. Un eventuale calo dell'attività estrattiva americana potrebbe favorire un rimbalzo dei prezzi prima della chiusura settimanale.
Nasdaq 100 (US100)
I future sull'indice tecnologico statunitense sono tornati sotto pressione dopo il forte ribasso di Apple e l'annuncio di Microsoft relativo all'aumento dei prezzi delle console Xbox, motivato dal rincaro dei costi dei componenti. Oltre alle preoccupazioni legate al cosiddetto "AI Trade", il Nasdaq potrebbe subire ulteriori pressioni qualora i messaggi provenienti dalla Federal Reserve confermassero un orientamento restrittivo sulla politica monetaria.
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