- Nikkei e Nasdaq scendono ma rimangono ancora in struttura rialzista
- Dax prova a rompere i minimi settimanali e torna ai livelli del 21 maggio
- Spread 2-10 anni Usa a 40 punti base
- Probabilitá rialzo dei tassi in Europa al 97%
- Oggi l'uscita del report Challenger e dei sussidi di disoccupazione
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- Spread 2-10 anni Usa a 40 punti base
- Probabilitá rialzo dei tassi in Europa al 97%
- Oggi l'uscita del report Challenger e dei sussidi di disoccupazione
Nikkei che scende di un -1,5%, Nasdaq che ieri chiude la prima giornata in negativo dal 20 maggio, mercati che provano a ritracciare in modo piú significativo come il Dax. Primo segnale di cedimento, ma non di certo definitivo. Oggi i dati sul report Challenger e sulle richieste di sussidi di disoccupazione.
Si scende dai massimi
Un movimento correttivo piú che doveroso dopo i rialzi clamorosi che abbiamo visto fino a ieri. Nikkei scende dopo il raggiungimento di oltre il 120% di rendimento dai minimi del 2025, si parla di un ribasso sul cash del -1,5% e dai massimi della giornata di ieri di un ribasso da massimo a minimo di oltre il -2,5%. Interessante anche il movimento sul Nasdaq che finalmente ritraccia annullando il guadagno della giornata del 2 giugno, ora il test é quello dei minimi del 29 maggio. Dax sembra l'unico propenso a scendere veramente, infatti ieri ha tentato di attaccare i minimi settimanali e si riporta a ridosso dei livelli visti il 21 maggio. In sostanza solo il Dax sembra essere effettivamente piú debole del resto, ma di fatto se vogliamo vedere un cedimento dei mercati azionari dobbiamo osservare quello che succede sul Nikkei e sul Nasdaq che al momento esprimono una forza impressionante.
Titoli di Stato in attesa dei tassi
Se si vende l'azionario si vendono anche i titoli di Stato che ieri hanno visto un rialzo dei rendimenti. Questo sarebbe ovviamente in linea con le aspettative sui tassi da parte della Bce che vedrebbero una probabilitá del 97% di rialzo al 2,25% in base all'andamento del future dello Euro Short-term Rate (ESTR), metro per misurare le aspettative sui tassi. Al momento i titoli di Stato si trovano in una situazione particolare dove a livello tecnico sembrano poter tentare di scendere, ma a livello pratico le aspettative sui tassi sembrano palesemernte dire il contrario. Si muove in modo strano anche lo spread tra il 2 e il 10 anni Usa che ritorna a ridosso dei 40 punti base. Un movimento che in realtá vedrebbe teoricamente un rialzo dei tassi da parte anche degli Usa ma che di fatto le stime del FedWatch Tool non vedono minimamente. Infatti il 98,4% degli operatori professionali del CME vedono tassi fermi per la riunione del 17 giugno.
Oggi i dati Challenger e domani la Disoccupazione Usa
Dati bloccati anche per il mercato del lavoro Usa che sembra ancora resiliente rispetto all'andamento di fondo che ha visto negli ultimi 2 anni solamente un peggioramento molto graduale e senza scossoni. I dati del report Challenger sono attesi per oggi a 90k tagli di posti di lavoro, dopo un'ora usciranno i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione che sembrano fotografare un mercato del lavoro mai cosí florido con richieste di sussidi iniziali ridicole a ridosso delle 210k unitá. Domani sará il turno del tasso di disoccupazione, uno dei market mover principali in assoluto che negli ultimi anni non vede alcun movimento significativo se non una certa stabilitá. Complice ovviamente un'inflazione in salita, la disoccupazione tende a rimanere al suo posto se non a scendere, ma non é questo il caso per il momento.
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