Il dollaro ha subito l’impatto maggiore dell’aggiustamento dei mercati, spingendo il cambio EURUSD verso il livello di resistenza chiave a 1,1700. Sebbene la decisione del Tesoro sia stata presa principalmente con l’obiettivo di limitare il recente aumento dei rendimenti sulla parte lunga della curva, il movimento dei T-Notes non giustifica un movimento così ampio del dollaro. I verbali della riunione del FOMC di ieri non hanno fornito nuove informazioni rilevanti per i mercati e indicano che all’interno della banca centrale statunitense rimane una componente piuttosto ampia favorevole a un rialzo dei tassi già ora, anche se lo stesso Kevin Warsh non fa parte di questo gruppo.

EURUSD rimbalza a 1,17, anche se il movimento dei prezzi dei Treasury è relativamente contenuto. È interessante notare che lo spread dei rendimenti tra Germania e Stati Uniti è addirittura diminuito recentemente.
Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB
Il piano di Bessent: un freno temporaneo, ma non una soluzione al debito
Il debito pubblico statunitense ha superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari e i rendimenti dei titoli a 30 anni hanno raggiunto il 5,34%, costringendo Washington ad abbandonare il precedente principio di “prevedibilità” nella gestione del debito. Secondo gli analisti di Wall Street, tra cui quelli di Franklin Templeton, Nomura e Barrenjoey, le misure di Bessent rappresentano solo un “freno” per i mercati.
Un’operazione volta a riacquistare i titoli con scadenze più lunghe e meno liquidi può allentare temporaneamente le tensioni sulla liquidità, ma non risolve i problemi strutturali, tra cui:
- L’enorme deficit fiscale e l’offerta record di titoli di Stato.
- L’inflazione persistente, alimentata dai prezzi elevati dell’energia ormai da quasi sei mesi.
- La pressione sull’offerta legata al settore dell’AI, che sta emettendo grandi quantità di obbligazioni societarie per finanziare le infrastrutture e che, secondo alcuni, rappresenta una forma di concorrenza per i titoli di Stato.
La situazione è rimasta tesa non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e in Giappone, dove abbiamo osservato un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine, che hanno raggiunto i livelli più elevati degli ultimi anni.
La narrativa della svalutazione del dollaro
Poiché l’intervento del Tesoro non è riuscito a ridurre i rendimenti in modo permanente, il dollaro statunitense è diventato la “valvola di sfogo” dei mercati. Gli analisti evidenziano la crescente disponibilità di Washington a intervenire direttamente sul mercato, dalle operazioni valutarie coordinate con il Giappone fino alle misure volte a ridurre artificialmente il costo del debito a più lunga scadenza.
Deutsche Bank, nel suo commento, sottolinea che il Tesoro può riacquistare i titoli di Stato, ma allo stesso tempo non può “riacquistare il dollaro”. Questo compito potrebbe spettare alla banca centrale e, come noto, Kevin Warsh non è particolarmente favorevole a un bilancio della Fed troppo espanso.
Tuttavia, almeno per il momento, possiamo osservare che i capitali potrebbero cercare rifugio in altri asset, come il mercato azionario, l’oro o altre valute considerate beni rifugio, come il franco svizzero.
EURUSD testa 1,17, mentre le valute dei mercati emergenti potrebbero prendersi una pausa dopo le recenti vendite
La debolezza del dollaro è evidente sulla principale coppia valutaria, EURUSD, che dopo il forte rialzo di ieri sta proseguendo il movimento anche oggi, superando il livello di 1,17.
Di recente abbiamo osservato un lieve eccesso di acquisti sul dollaro statunitense e un eccesso di vendite su altre valute, come l’euro e il dollaro australiano. Ora, con la nuova strategia degli Stati Uniti, questa situazione potrebbe invertirsi.

EURUSD rompe al rialzo il canale di trend ascendente e raggiunge un’ampiezza del rimbalzo simile a quella osservata ad aprile di quest’anno. Il superamento del livello di ritracciamento del 61,8% dell’ultima importante onda ribassista riduce la validità di quell’impulso, aprendo la possibilità di un tentativo di test dell’area 1,1780-1,1800. D’altra parte, è importante notare che, al momento, i prezzi dei Treasury statunitensi non giustificano livelli così elevati del cambio.
Fonte: xStation5
Posizionamento degli speculatori sui principali mercati

L’euro presenta attualmente il livello più elevato di posizioni short sui contratti dall’inizio del 2025. Un posizionamento così estremamente negativo potrebbe favorire un ulteriore rimbalzo della coppia EURUSD, qualora gli speculatori iniziassero a modificare la direzione delle proprie posizioni.
Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB
Le posizioni nette sull'indice del dollaro sono salite al livello più alto dal 2023. Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB.
Le posizioni nette sui titoli di Stato USA a 10 anni si mantengono su livelli molto bassi. Un eventuale rimbalzo delle posizioni "long" potrebbe rappresentare un chiaro segnale di un possibile calo dei rendimenti. Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB.
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