Attualmente lo yen giapponese sta registrando la sua migliore seduta da oltre due settimane, guadagnando terreno rispetto a tutte le altre valute del G10. La coppia USD/JPY è in calo dello 0,4%, avvicinandosi al livello di 158.
Figura 1: USD/JPY e posizionamento CFTC (2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 25.09.2026
Il motivo?
Il Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha rivelato che Donald Trump ha espresso personalmente preoccupazione per la debolezza della valuta giapponese durante un incontro con la Primo Ministro Sanae Takaichi a New York. Ha inoltre aggiunto che continuerà a coordinare le azioni con il suo omologo statunitense, Scott Bessent, «anche nell'ambito dei tassi di cambio».
Figura 2: Performance delle valute G10 (25.09.2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 25.09.2026
Le dichiarazioni di Katayama sono arrivate in concomitanza con quelle, altrettanto significative, del Ministro per la Strategia di Crescita Economica, Minoru Kiuchi. Ha annunciato la fine del regime reflazionistico basato su una politica fiscale espansiva, su uno yen debole a sostegno delle esportazioni e su un forte stimolo all’economia attraverso la spesa pubblica (spesso indicato come Abenomics). Come ha sottolineato, il Giappone è entrato in una fase caratterizzata da un graduale aumento dei prezzi e dei tassi di interesse. Nel complesso, gli sviluppi possono essere interpretati come un tentativo coordinato di rafforzare la credibilità dello yen.
Fondamentali
Dal punto di vista fondamentale, sulla valuta giapponese ha pesato la recente revisione al rialzo delle aspettative sul percorso dei tassi di interesse della Fed, in seguito alla pubblicazione di dati PMI statunitensi eccezionalmente solidi. Nel complesso, si tratta dei dati più forti degli ultimi cinque anni, coerenti con una crescita del PIL intorno al 5%. Il mercato sta scontando sempre più una prosecuzione del ciclo di rialzi dei tassi già a partire dalla riunione di ottobre.
Figura 3: Percorso dei tassi di interesse della Fed implicito nei prezzi di mercato (2026-2027)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 25.09.2026
Gli investitori attendono quindi con grande interesse dati o dichiarazioni da parte dei funzionari della BoJ che possano portare a una revisione al rialzo delle aspettative sui tassi di interesse in Giappone.
Figura 4: Percorso dei tassi di interesse della BoJ implicito nei prezzi di mercato (2026-2027)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 25.09.2026
Vale inoltre la pena sottolineare che, con l’ulteriore salita di una delle coppie valutarie più monitorate dal mercato, aumenta anche il rischio di un intervento. Da tempo, infatti, le autorità hanno smesso di annunciare in anticipo eventuali interventi.
Analisi tecnica
Figura 5: USD/JPY [D1] (12.11.2025-25.09.2026)

Fonte: XTB, 25.09.2026
La coppia è riuscita a recuperare gran parte delle perdite registrate durante la forte svendita di settembre. Attualmente, il cambio si trova in prossimità di una fascia ristretta in cui convergono diverse medie mobili, in particolare le EMA a 50, 100 e 150 periodi. Una rottura al rialzo, accompagnata da una tenuta sopra questa zona, aprirebbe la strada verso il livello di ritracciamento di Fibonacci del 78,6% e verso la soglia psicologica di 160, ovvero l'area in cui durante l'estate si è verificato un intervento coordinato.
L'RSI, a 56,8, conferma il rinnovato slancio rialzista: l'indicatore è uscito dalla zona di forte ipervenduto (sotto 30 tra la fine di agosto e l'inizio di settembre) e ora si trova nella metà superiore dell'intervallo neutrale.
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Michał Jóźwiak, Analista dei mercati finanziari presso XTB
Notizie del mattino: il petrolio ritraccia dopo le notizie di colloqui tra Washington e Teheran (25.09.2026)
🏯Grafico del giorno – USDJPY sotto l'influenza di Bessent e della BoJ (10.09.2026)
Notizie del mattino: La linea aggressiva della Bank of Japan e le promesse di Trump infiammano i mercati in attesa dei dati sui prezzi alla produzione (PPI).
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