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07:15 · 5 marzo 2026

"Falso recupero" del Nikkei

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Punti chiave
  • Falso recupero del Nikkei. +2% sul cash ma -2,7% dai massimi della nottata
  • Mercati azionari pronti a scendere di nuovo? 
  • Dollaro al test di livelli importanti sul Forex per un'inversione al ribasso contro le majors
  • Oro, si puntano i massimi o ci sará un crollo? 

"Falso" recupero del Nikkei che segna un +2% nella seduta cash, un recupero dovuto principalmente dalla salita vista sui futures nella giornata europea e americana di ieri dove il test dei supporti di lungo termine é andato al momento a buon fine. Nella realtá le quotazioni del Nikkei scendono del -2,7% dai massimi di questa notte, segnando quindi la ripresa del trend ribassista in atto da inizio settimana. Oggi pomeriggio, oltre le tensioni geopolitiche che sembrano non diminuire, abbiamo il report Challenger sui tagli di posti di lavoro in Usa relativi al mese di febbraio. 

Si riprende la discesa?

Test dei supporti avvenuto con successo, i mercati azionari comprano i supporti di lungo termine relativi a minimi visti nei mesi scorsi, come ad esempio il recupero del Ftse Mib dai minimi di gennaio. I mercati sono volatili, la tendenza nel breve termine rimane ribassista, la situazione necessita di tempo (venerdí) per essere definita come ribassista per il lungo termine. Una chiusura settimanale negativa, molto probabile viste le premesse attuali, potrebbe far girare definitivamente i mercati azionari verso il basso per il mese di marzo, portando ad un avvitamento delle quotazioni molto pericoloso verso nuovi minimi annuali. Il Nikkei ha venduto infatti i minimi della scorsa settimana e di due settimane fa, il Dax ha fatto lo stesso movimento vendendo peró i minimi della prima settimana di febbraio, oggi test ribassista come resistenza dei minimi di metá febbraio per il Ftse Mib. La dinamica rimane quindi fortemente ribassista nel breve, i rimbalzi che vediamo sono da intendersi come movimenti tecnici puri che non vanno a sconvolgere la dinamica di base. 

Il Dollaro rifugio? UsdJpy comanda il Forex 

In queste situazioni si tende a cercare il "rifugio", il porto sicuro dove parcheggiare la propria liquiditá, il dollaro risulta essere in teoria l'asset piú indicato. Nella realtá dobbiamo fare i conti con la situazione tecnica che vediamo sul mercato valutario, in primis la situazione di UsdJpy che di fatto é il cambio dove il dollaro risulta in tensione. Area 158 di questo cambio costringe il mercato a decidere di vendere il dollaro, altrimenti saremmo costretti a vedere una Bank of Japan pronta all'intervento per via dei tassi aumentati allo 0,75% nel corso degli ultimi mesi, condizione che la BoJ non puó sopportare con un cambio troppo sfavorevole. Il cambio da osservare é quindi UsdJpy, il ritorno a 158 potrebbe portare ad un'inversione di tendenza sul dollaro che potrebbe tornare a deprezzarsi fortemente. I cambi EurUsd e GbpUsd si muoverebbero di conseguenza proseguendo le dinamiche rialziste che vediamo da inizio 2025 e che hanno visto una pausa importante a metá anno. Per il momento EurUsd e GbpUsd si trovano anch'essi su supporti importanti per il lungo termine, su questi cambi l'inversione al rialzo contro il dollaro potrebbe richiedere piú tempo rispetto allo yen. 

 

Grafico Settimanale di UsdJpy e il test dei 158 - Fonte: XStation 

 

Oro verso nuovi massimi? 

La teoria si scontra con la pratica. Possiamo tranquillamente fare il paragone con il 2022 quando, in uno scenario simile a quello attuale con lo scoppio del conflitto russo-ucraino e un possibile coinvolgimento internazionale, abbiamo visto l'oro inizialmente salire per poi crollare per 8 mesi consecutivi fino ad ottobre del 2022. In quel periodo avevamo anche un'inflazione globale alta, altro possibile movente di un rialzo dell'oro sulla teoria, eppure il mercato ha fatto vedere che domanda e offerta comandando le quotazioni e nessuno puó associare con "certezza" lo scoppio di una guerra al rialzo dell'oro. Nel caso odierno, abbiamo di fronte i massimi a 5600 dollari l'oncia, livelli dai quali abbiamo visto un calo veloce del -20% circa in pochi giorni nel mese di gennaio, un movimento significativo dal punto di vista tecnico e che potrebbe essere il sintomo della fine della corsa al rialzo dell'oro. Ora i test sono tra i 5100 e i 5600, area dalla quale potremmo vedere dei movimenti ribassisti importanti. Per il momento la tendenza su base giornaliera rimane rialzista fino a prova contraria, le avvisaglie di ribasso peró iniziano a vedersi come ad esempio il forte calo di martedí di circa il -4,4%. 

 

 

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