21:48 · 29 luglio 2026

Fed a Tassi fermi. Warsh annuncia un primo check dell'inflazione

Tassi fermi da parte della Fed, 9 votanti hanno confermato i tassi fermi mentre 3 votanti (Kashkari, Logan e Hammack) avevano optato per un rialzo di uno 0,25%. Nulla di nuovo vista la mancanza della forward guidance, l'economia americana sembra rimanere stabile di fronte all'incertezza derivata in parte dal conflitto in Medio Oriente e dal rialzo dei prezzi dell'energia. Il mercato del lavoro rimane stabile, l'economia americana procede ad un buon ritmo. Nella conferenza stampa Warsh conferma che non si ha un approccio data-dependent asfissiante, ossia l'azione sulla politica monetaria per mezzo del raggiungimento di obiettivi su un dato (in questo caso l'inflazione), bensi verranno presi in considerazione anche altri fattori economici per una lettura piú efficiente della situazione economica. Warsh afferma che i mercati sono importanti ma che sono solamente una fonte di informazione non determinante per quanto riguarda la politica della Fed, questo in risposta ad una domanda sulla situazione dei rendimenti dei titoli di Stato. Warsh afferma anche che nel corso delle prossime settimane fará un primo check con la task force relativa all'inflazione, un primo importante passo di questa nuova Fed che potrebbe riservarci molte novitá nel prossimo futuro soprattutto in merito ai dati macroeconomici. 

Commento dell'analista 

Warsh da manuale, lascia i tassi fermi e attende una situazione piú chiara di fronte agli interrogativi che la Fed si é posta rispetto ai dati e all'inflazione grazie all'istituzione delle task force. Poco prima della conferenza stampa, le aspettative rilevate dal FedWatch Tool rilevavano un 20% di operatori pronti a vedere un rialzo dello 0,5% dei tassi nella prossima riunione di settembre, probabilitá calata a 0% subito dopo la conferenza stampa. Ora le aspettative sono del 63% per un rialzo dello 0,25% e di circa un 37% per i tassi fermi. L'approccio é palesemente diverso rispetto al suo predecessore che di fatto risultava molto piú data-dependent, Warsh invece istituisce le task force per avere una situazione piú chiara proprio su questi dati che risultano oggetto di critiche di vario genere nell'ambito dell'analisi finanziaria. Qualora dovessimo vedere le task force smentire anche in parte i dati attuali, potremmo assistere a dei cambiamenti importanti sulla politica monetaria, cambiamenti che al momento non possiamo ipotizzare se non qualora dovessimo vedere numeri particolarmente distanti da quelli che vediamo attualmente. Come ad esempio viene rilevato da Truflation, che usa un dataset nettamente superiore rispetto a quello del Bls in termini quantativi, l'inflazione Usa risulterebbe attorno al 2%, ben lontana dall'attuale 3,5% che rende immobile la Fed. L'autunno potrebbe essere un periodo cruciale per la Fed e per i mercati, le task force potrebbero risultare determinanti nel corso del prossimo futuro.

I mercati reagiscono in modo assolutamente tecnico: sugli indici americani i prezzi hanno cercato i massimi del trend ribassista in essere per poi vendere pesantemente alla fine della conferenza, un movimento altamente tecnico caratterizzato da una volatilitá classica delle conferenze Fed. Importante il movimento sui titoli di Stato che hanno visto l'aumento significativo dello spread tra i rendimenti dei titoli a 2 e 10 anni Usa che si porta a 40 punti base, riportando momentaneamente il differenziale nella zona di guardia che anticiperebbe un taglio dei tassi a lungo termine. Attenzione, il movimento é di breve termine, sono possibili ancora movimenti importanti sui titoli di Stato soprattutto in relazione alla dinamica del petrolio e alle aspettative di inflazione. Un movimento del genere peró scongiura, almeno momentaneamente, rialzi dei tassi aggressivi cosí come confermato dal movimento delle aspettative degli operatori del Cme. 

David Pascucci

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