Il ritorno di Bitcoin sopra i 74.000 dollari appare come un autentico rally di sollievo, ma non tale da essere considerato un breakout confermato. Ciò che stiamo osservando è un più ampio ritorno della propensione al rischio, favorito da un allentamento delle tensioni geopolitiche legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz. Questo cambiamento è stato sufficiente a riportare capitali su criptovalute, azioni e altri asset ad alto beta. Tuttavia, il mercato resta fortemente guidato dalle notizie, quindi il rimbalzo appare costruttivo, ma non ancora del tutto solido.
Struttura di mercato: rimbalzo diffuso, non solo Bitcoin
Bitcoin sale dell’1,7% oggi a 74.500 dollari, dopo essere sceso fino a circa 70.600, mostrando un’inversione piuttosto forte.
Questo movimento rialzista non riguarda solo le criptovalute: anche le azioni statunitensi e gli asset rischiosi sono rimbalzati, confermando la natura macro del rally.
Ethereum guida i rialzi (+7,9% a 2.365 dollari), seguito da XRP (+3,2%), Solana (+4,9%) e GMCI 30 (+4,9%), segnalando una diffusa propensione al rischio.
Anche le azioni legate al settore crypto confermano il movimento: Circle +12%, Bullish +7,5%, Coinbase +3,9%.
Driver macro: geopolitica e calo del petrolio
Il principale catalizzatore è stato un parziale ridimensionamento del rischio geopolitico, dopo segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.
I mercati hanno reagito alla possibilità che una riapertura dello Stretto di Hormuz resti realizzabile.
Questo è rilevante perché Hormuz influenza il petrolio, le aspettative d’inflazione e il sentiment globale.
Il petrolio è sceso, allentando le pressioni macro e sostenendo gli asset rischiosi.
Cosa conta ora: flussi, livelli e rischi
I flussi in ingresso negli ETF e l’accumulazione da parte delle “whale” restano fondamentali per stabilizzare il mercato e sostenere il rimbalzo.
I 70.000 dollari rappresentano un supporto chiave, che definisce se la struttura resta intatta.
L’area 72.000–75.000 dollari è la principale zona di resistenza: mantenerla rafforzerebbe lo scenario rialzista.
Driver rialzisti: miglioramento del contesto macro, calo del petrolio, flussi solidi e momentum cross-asset.
Rischi ribassisti: assenza di una risoluzione geopolitica definitiva e alta sensibilità a nuove notizie.
Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente la dominance di Bitcoin, i segnali della Fed, i dati macro e il mercato energetico per conferme o inversioni.
Il momentum è tornato e il rimbalzo è diffuso, ma finché il contesto macro non si stabilizza, il mercato resta fragile e guidato dagli eventi, piuttosto che da una chiara continuazione del trend.
Bitcoin (grafico D1)
Osservando il grafico di Bitcoin, possiamo notare una struttura geometrica 1:1: ciò implica che l’area 75.000–76.000 dollari potrebbe essere cruciale per il rimbalzo. Un rifiuto da questi livelli potrebbe invece portare a una nuova liquidazione delle posizioni long e a un sell-off anche al di sotto dei 60.000 dollari.
Fonte: xStation5
Gli ETF stanno di nuovo acquistando Bitcoin? I dati di Bloomberg mostrano che la risposta è sì. Possiamo osservare un netto miglioramento del sentiment degli investitori, confermato dall'attività degli ETF su Bitcoin.
Fonte: Team di ricerca di XTB, Bloomberg Finance LP
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