10:27 · 12 agosto 2026

Grafico del giorno: EUR/USD in attesa del dato CPI USA. L'inflazione potrebbe determinare la prossima mossa della Fed.

La sessione di EUR/USD di mercoledì è principalmente incentrata sull’attesa per il dato più importante della giornata: l’inflazione CPI statunitense. Il dato odierno potrebbe avere un ruolo determinante nel definire le aspettative del mercato sulla prossima riunione della Federal Reserve.

Negli ultimi giorni, le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti si sono chiaramente indebolite. Il motivo principale è rappresentato dai dati più deboli sul mercato del lavoro. Sia il report ADP, che ha evidenziato appena 44.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato, sia il successivo report NFP hanno mostrato dati deboli. A luglio, le buste paga nei settori non agricoli sono diminuite di 23.000 unità, mentre il mercato si aspettava un aumento di circa 80.000. Anche i dati dei mesi precedenti sono stati rivisti significativamente al ribasso.

Di conseguenza, il mercato è diventato sempre più scettico sulla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. I dati sull’inflazione di oggi potrebbero rafforzare questa posizione oppure metterla nuovamente in discussione. Se il CPI dovesse risultare inferiore alle attese, ci sarebbero ancora meno argomenti a favore di un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Se, al contrario, l’inflazione dovesse sorprendere nuovamente al rialzo, il mercato potrebbe rapidamente tornare a prezzare tassi di interesse statunitensi più elevati.

Dall’altra parte troviamo la Banca Centrale Europea. La BCE ha già alzato i tassi di interesse quest’anno e il mercato sta prezzando un ulteriore intervento a settembre. Le aspettative per un rialzo dei tassi a settembre sono attualmente molto elevate.

Inoltre, i dati tedeschi pubblicati oggi hanno confermato che l’inflazione rimane elevata. A luglio, il CPI è aumentato dello 0,8% su base mensile e del 2,8% su base annua. L’HICP è invece cresciuto dello 0,9% su base mensile e del 2,8% su base annua.

EUR/USD si trova quindi in una posizione particolarmente interessante. Sul fronte del dollaro, abbiamo un mercato del lavoro sempre più debole e aspettative in calo per ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. Sul fronte dell’euro, invece, l’inflazione continua a fornire alla BCE argomenti a favore del mantenimento di una politica monetaria restrittiva.

 
 

Fonte: xStation5

Fattori che stanno attualmente influenzando EUR/USD

 

Il report CPI di oggi è senza dubbio l’evento più importante per EUR/USD. Il mercato si aspetta che a luglio l’inflazione sia aumentata del 3,4% su base annua, rispetto al 3,5% di giugno. Per l’inflazione core è previsto un aumento del 2,5% su base annua.

Tuttavia, il dato effettivo sarà solo il primo tassello del quadro. Molto più importante sarà la reazione del mercato al dato e il modo in cui cambieranno le aspettative sulla futura politica della Fed.

Se l’inflazione dovesse risultare inferiore alle attese, il mercato potrebbe ridurre ulteriormente la probabilità di un altro rialzo dei tassi. In questo scenario, i rendimenti dei Treasury statunitensi potrebbero scendere e il dollaro potrebbe indebolirsi. Si tratterebbe di un segnale positivo per EUR/USD.

Al contrario, un’inflazione superiore alle attese potrebbe invertire parte di questo movimento. Dopo i dati molto deboli sul mercato del lavoro, il mercato ha ora bisogno di un ulteriore argomento per tornare a prezzare nuovi rialzi dei tassi. Un dato CPI forte potrebbe fornire proprio questo elemento.

È inoltre importante ricordare che l’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo della Fed. Pertanto, anche un dato più debole non significa automaticamente che la banca centrale dovrà iniziare a tagliare rapidamente i tassi. Per il mercato, la questione più importante in questo momento è capire se venga meno l’argomento a favore di ulteriori rialzi dei tassi.

Il mercato del lavoro debole ha modificato le aspettative sulla Fed

Fino a poco tempo fa, la prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti era molto più concreta. La situazione è cambiata dopo una serie di report più deboli sul mercato del lavoro.

Il report ADP di luglio ha evidenziato una crescita dell’occupazione nel settore privato di appena 44.000 posti di lavoro. Pochi giorni dopo, il report NFP ha deluso ancora di più le aspettative. I posti di lavoro nei settori non agricoli sono diminuiti di 23.000 unità, a fronte di attese per un aumento di 80.000. Anche i dati precedenti sono stati rivisti significativamente al ribasso.

Il mercato del lavoro rappresenta ora uno dei principali argomenti contro ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. Se l’economia sta chiaramente perdendo slancio sul fronte dell’occupazione, la banca centrale ha meno motivi per aumentare ulteriormente il costo del denaro.

Il CPI di oggi potrebbe quindi rappresentare il tassello mancante del quadro. Un’inflazione più debole combinata con un mercato del lavoro debole invierebbe alla Fed un segnale molto chiaro: ulteriori rialzi dei tassi non sono necessari.

La BCE deve affrontare una situazione completamente diversa

La situazione sul fronte dell’euro appare attualmente diversa. La Banca Centrale Europea ha già avviato un ciclo di rialzi dei tassi quest’anno e il mercato si aspetta un ulteriore intervento a settembre.

È importante sottolineare che le aspettative per la decisione di settembre sono molto elevate. Ciò significa che il mercato sta già ampiamente prezzando un ulteriore intervento della BCE, rendendo ancora più importante ciò che la banca centrale farà successivamente per il futuro dell’euro.

Se l’inflazione dovesse rimanere elevata, la BCE potrebbe avere argomenti a favore del mantenimento di un orientamento più restrittivo. I dati tedeschi di oggi si inseriscono bene in questo quadro. A luglio, l’inflazione CPI e HICP si è attestata al 2,8% su base annua, mentre anche la crescita mensile dei prezzi è rimasta elevata.

Questo, naturalmente, non significa che l’inflazione tedesca da sola determinerà le decisioni della BCE. Rappresenta tuttavia una componente importante del quadro inflazionistico dell’Eurozona.

Il differenziale tra le aspettative su Fed e BCE inizia a favorire l’euro

Questo è attualmente l’aspetto più interessante per EUR/USD.

Fino a poco tempo fa, il principale problema per l’euro era il vantaggio della Fed derivante da tassi di interesse elevati e aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria negli Stati Uniti. Ora la situazione sta iniziando a cambiare.

Il mercato ha ridotto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed, mantenendo al contempo elevata la probabilità di un altro rialzo della BCE a settembre.

Se il CPI statunitense di oggi dovesse risultare debole, la divergenza tra le aspettative sulla politica monetaria delle due banche centrali potrebbe spostarsi ulteriormente a favore dell’euro. Questo fornirebbe un ulteriore argomento a sostegno di un rialzo di EUR/USD.

Se, invece, l’inflazione statunitense dovesse risultare superiore alle attese, il dollaro potrebbe rapidamente recuperare parte del proprio vantaggio. In questo caso, il mercato tornerebbe a chiedersi se la Fed abbia effettivamente raggiunto la fine del proprio ciclo di rialzi dei tassi.

Punti chiave

  • Il report CPI statunitense di oggi è l’evento più importante per EUR/USD e potrebbe avere un impatto significativo sulle aspettative relative alla prossima riunione della Fed.
  • I dati deboli sul mercato del lavoro, tra cui il report NFP e il dato ADP, hanno ridotto chiaramente le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti.
  • Un CPI inferiore alle attese potrebbe confermare ulteriormente che la Fed avrebbe pochi motivi per aumentare nuovamente i tassi quest’anno.
  • La BCE si trova attualmente in una posizione diversa. La banca centrale ha già aumentato i tassi quest’anno e il mercato sta prezzando un ulteriore rialzo a settembre con una probabilità molto elevata.
  • I dati tedeschi di oggi hanno evidenziato un’inflazione del 2,8% su base annua sia per il CPI sia per l’HICP, offrendo pochi elementi a sostegno di un rapido allontanamento della BCE da una politica monetaria restrittiva.
  • Per EUR/USD, la questione centrale è ora capire se il CPI statunitense confermerà il quadro più debole dell’economia USA. In caso affermativo, la divergenza tra le aspettative sulla politica monetaria delle due banche centrali potrebbe spostarsi sempre più a favore dell’euro.
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