L’oro torna ad attirare l’attenzione degli investitori, raggiungendo i livelli più alti delle ultime 10 settimane in vista degli importanti dati sull’inflazione statunitense attesi oggi. Il prezzo dell’oro è salito di quasi l’1% oggi, raggiungendo quota 4.407 dollari l’oncia.
Come mostra il grafico giornaliero, il prezzo si trova attualmente intorno a quota 4.407,00 dollari, dopo aver superato con successo la trendline ribassista e le medie mobili. Il metallo ha raggiunto il livello più alto dal 5 giugno, sebbene in precedenza avesse incontrato una resistenza tecnica in corrispondenza delle medie mobili a 100 e 200 giorni, intorno a 4.387 dollari. Dal punto di vista degli indicatori tecnici, l’RSI si attesta a 67,6, avvicinandosi ai livelli più elevati dall’inizio dell’anno. Il recente breakout tecnico ha inoltre innescato un circolo virtuoso che sta alimentando ulteriori rialzi e confermando l’avvio di un trend rialzista.
Il principale driver alla base di questo forte rally è il marcato calo delle aspettative del mercato su ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Dopo i recenti dati sul mercato del lavoro, risultati più deboli delle attese, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa al 50%, dal precedente 60%. Si tratta di un contesto macroeconomico favorevole per l’oro, poiché tassi di interesse più bassi tendono tradizionalmente a sostenere il prezzo del metallo prezioso, anche considerando la correlazione inversa tra oro e dollaro statunitense. L’attenzione degli investitori è ora interamente rivolta ai dati CPI statunitensi, attesi alle 14:30, che potrebbero modificare significativamente le prospettive sulla politica monetaria della Fed e, di conseguenza, influenzare l’andamento futuro dell’oro.
Grafico del giorno: EUR/USD in attesa del dato CPI USA. L'inflazione potrebbe determinare la prossima mossa della Fed.
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