15:41 · 29 giugno 2026

Grafico del giorno: EURNOK – Quando finirà la svendita? (29.06.2026)

Il tasso di cambio EUR/NOK è salito di oltre il 5% nell'ultimo mese, tornando sui livelli osservati per l'ultima volta nella prima metà di febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran. Il principale fattore alla base dell'indebolimento della corona norvegese è il calo dei prezzi del petrolio greggio (-35% rispetto al picco di maggio).

Petrolio greggio

Attualmente, un barile di Brent costa poco più di 72 dollari, mentre il prezzo del WTI si aggira intorno ai 70 dollari.

Sembra esserci un margine limitato per ulteriori ribassi dei prezzi, come suggerisce la curva dei futures, che negli ultimi tempi si è notevolmente appiattita.

Figura 1: Curva dei futures del petrolio greggio WTI (2026–2037)

Fonte: Bloomberg, 29.06.2026

Il prezzo di un barile di petrolio greggio WTI è attualmente inferiore alla media degli ultimi cinque anni, una media che era stata innalzata dallo shock energetico provocato dall'invasione russa dell'Ucraina.

Figura 2: Stagionalità dei prezzi del petrolio greggio WTI (2021–2026)

Source: XTB Research, 29.06.2026

Geopolitica

Gli eventi dello scorso fine settimana rappresentano uno dei test più importanti per il memorandum tra Stati Uniti e Iran firmato a giugno.

La nuova escalation delle tensioni è stata innescata da un attacco delle forze iraniane contro la nave portacontainer M/V Ever Lonely, battente bandiera di Singapore. Donald Trump ha definito l'incidente una "stupida violazione" del cessate il fuoco negoziato una settimana prima e ha annunciato che gli Stati Uniti non avrebbero lasciato l'episodio senza risposta. Ne sono seguiti raid aerei mirati contro obiettivi nel sud dell'Iran, tra cui l'area del porto di Sirik e l'isola di Qeshm, durante i quali sono stati distrutti depositi di missili, hangar per droni e infrastrutture radar di sorveglianza.

In risposta agli attacchi statunitensi, nella notte tra sabato e domenica, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un massiccio bombardamento con missili e droni contro basi militari situate nei Paesi del Golfo Persico, in particolare Kuwait e Bahrein. Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha riferito che uno dei missili, o alcuni dei suoi frammenti, ha danneggiato un edificio residenziale nei pressi dell'aeroporto internazionale.

Teheran ha minacciato ufficialmente che ulteriori azioni militari da parte degli Stati Uniti avrebbero comportato un "congelamento totale di tutti i processi diplomatici". A sua volta, Donald Trump ha avvertito sulla piattaforma X che, se l'Iran non rispetterà gli accordi, gli Stati Uniti "porteranno a termine il lavoro con mezzi militari".

Nonostante il duro scambio di attacchi e la retorica aggressiva, domenica sera si è verificata un'improvvisa svolta. Sotto la pressione dei mediatori internazionali, in particolare Qatar e Pakistan, entrambe le parti hanno deciso di avviare una de-escalation. Secondo quanto riportato da Reuters, citando alti funzionari statunitensi, Washington e Teheran hanno concordato di interrompere immediatamente gli attacchi reciproci e di ripristinare la libera navigazione commerciale nello stretto, al fine di preservare l'accordo quadro precedentemente raggiunto.

I negoziati dovrebbero riprendere già martedì 30 giugno a Doha. Il principale nodo della trattativa resta il controllo dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite stanno cercando di istituire nuovi corridoi marittimi indipendenti per le navi commerciali, proposta che l'Iran respinge, sostenendo che violi la propria sovranità e il proprio diritto di controllo.

Una nuova escalation del conflitto, che impedisse il completo ripristino del traffico nello Stretto di Hormuz, rappresenterebbe il principale rischio per lo scenario dei prezzi del petrolio delineato dalla curva dei futures.

Politica monetaria

L'indebolimento della corona norvegese è stato sostenuto negli ultimi giorni anche da una revisione delle aspettative sul percorso dei tassi di interesse.

Le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Norges Bank nel quarto trimestre dell'anno si sono ridimensionate. I mercati attribuiscono sempre meno probabilità a due aumenti dei tassi entro la fine dell'anno, soprattutto a causa della diminuzione dei timori di una crisi energetica di lungo periodo.

Figura 3: Aspettative di mercato sul percorso dei tassi d'interesse della Norges Bank (2026)

Fonte: Bloomberg, 22.06.2026

Figura 4: Prezzatura di mercato della traiettoria dei tassi di interesse della Norges Bank (2026)

Fonte: Bloomberg, 29.06.2026

La prossima riunione della Norges Bank è prevista soltanto per il 13 agosto.

Dati macroeconomici

Prima della prossima decisione della Norges Bank saranno pubblicati due nuovi dati sull'inflazione. L'attenzione del mercato è rivolta soprattutto all'inflazione core, che rimane elevata al 3,4%. La sua forte dinamica, pari a circa il 5% su base annualizzata negli ultimi tre mesi, suggerisce che l'aumento dei prezzi dell'energia si stia trasmettendo al resto dell'economia.

Le pressioni sui prezzi sono state sostenute anche dalla crescita ancora elevata dei salari. Tuttavia, negli ultimi mesi tale crescita ha iniziato a rallentare in modo piuttosto evidente, soprattutto in termini reali. Nel primo trimestre, gli stipendi nel settore industriale sono aumentati del 4,4%, che si traduce in un incremento reale di poco superiore all'1%, una volta considerata la perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione.

Questo andamento si riflette anche nei dati sui consumi. A maggio, le vendite al dettaglio hanno registrato una variazione negativa per la prima volta nell'ultimo anno (-2,5%). Anche la fiducia dei consumatori continua a deteriorarsi.

Analisi tecnica

Figura 5: EUR/NOK (17/03/2025 – 29/06/2026)

Fonte: xStation, 29.06.2026

L’attuale inversione sull’EURNOK è sufficientemente forte da aver permesso al prezzo di superare le medie mobili EMA a 50, 100 e 150 periodi. La forza del momentum rialzista in corso è confermata dall’indicatore MACD: l’istogramma è in aumento e le linee si trovano sopra lo zero e orientate al rialzo.

Tuttavia, un segnale di cautela arriva dall’indicatore RSI (72,2), che è già entrato in zona di ipercomprato, suggerendo il rischio di una possibile correzione locale o fase di consolidamento.

Michał Jóźwiak, analista dei mercati finanziari, XTB

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