I prezzi del petrolio sono in forte calo in seguito alle improvvise notizie che indicano un possibile passo avanti nei negoziati sullo Stretto di Hormuz. Il Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile per la prima volta da metà luglio e registra una perdita di oltre il 4% nella seduta odierna e di circa il 10% nell'ultima settimana.

- Segnali diplomatici: il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che un accordo con l'Iran per riaprire la rotta potrebbe essere raggiunto "oggi o domani", mentre il Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha confermato l'intensificarsi degli sforzi di mediazione.
- Reazione dei mercati: il prezzo del Brent è sceso sotto la soglia degli 80 dollari al barile per la prima volta da metà luglio. Parallelamente al calo del petrolio, i metalli preziosi sono in rialzo, mentre l'indice S&P 500 cash ha aggiornato i propri massimi storici.
- Prudenza: sebbene i mercati siano sostenuti dall'ottimismo, nella fase iniziale del conflitto gli investitori hanno già assistito più volte a speranze di un rapido accordo poi rivelatesi premature. Fino alla firma di un'intesa formale, il rischio di un falso allarme rimane elevato.

Il prezzo del petrolio Brent sta scendendo sotto la soglia degli 80 dollari al barile e al di sotto della media mobile a 200 periodi. L'inizio della seduta ha inoltre portato a una rottura al ribasso anche della media mobile a 50 periodi.
Fonte: xStation5
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