I future sull’indice statunitense S&P 500 (US500) sono in rialzo durante la sessione mattutina di mercoledì, sostenuti dai segnali di Donald Trump, che ha indicato una proroga a tempo indeterminato del cessate il fuoco con l’Iran, in attesa di una posizione finale e congiunta da parte di Teheran.
Nelle ultime settimane, i guadagni dell’S&P 500 sembrano essere stati in larga parte guidati dagli acquisti dei Commodity Trading Advisors (CTA) algoritmici, come confermato dai dati Goldman Sachs Prime. Dopo la sessione USA odierna, Tesla e IBM – entrambi componenti chiave dell’indice – pubblicheranno i risultati trimestrali.
I CTA stanno ancora comprando?
Goldman Sachs segnala che il potenziale di acquisto dei CTA sull’S&P 500 rimane positivo nel breve termine, anche se è diminuito rispetto a una settimana fa. In pratica, questo significa che nelle prossime settimane le strategie trend-following potrebbero continuare a sostenere Wall Street indipendentemente dallo scenario di mercato.
- In uno scenario di mercato laterale, Goldman stima circa 16 miliardi di dollari di acquisti nella prossima settimana. Su un orizzonte mensile, il dato scende a circa 14 miliardi, significativamente inferiore alle precedenti stime superiori ai 45 miliardi.
- In uno scenario rialzista, il modello continua a indicare flussi positivi dei CTA: circa 16 miliardi in una settimana e circa 17 miliardi su un mese. Tuttavia anche questo rappresenta un netto ridimensionamento rispetto alle aspettative precedenti, che si avvicinavano ai 50 miliardi.
- La variazione più significativa si osserva nello scenario ribassista. Nel breve termine, anche in caso di calo marcato, i CTA resterebbero acquirenti netti – circa 16,5 miliardi in una settimana. Il problema emerge su orizzonte più lungo: in questo caso il modello indica circa 19 miliardi di vendite nel mese successivo.
- Questo rappresenta un cambiamento importante di tono, poiché solo una settimana fa anche in uno scenario debole i flussi risultavano ancora leggermente positivi. Ora, invece, il cuscinetto di domanda nel medio periodo sembra in indebolimento.
- Il cambiamento è legato alla ricostruzione delle posizioni CTA: quanto più acquisti sono già stati effettuati, tanto minore è la domanda meccanica residua nelle settimane successive.
- In altre parole, il supporto di breve termine per l’S&P 500 non è scomparso, ma sta gradualmente perdendo forza. Il mercato può ancora beneficiare dei flussi sistematici di acquisto, anche se l’intensità dell’impulso è inferiore rispetto al passato.
- È rilevante notare che il ritmo degli acquisti globali di azioni da parte dei CTA nell’ultima settimana è stato tra i cinque più forti mai registrati, per un totale di circa 86 miliardi di dollari. Il modello indicava inoltre una domanda potenziale aggiuntiva di circa 70 miliardi nelle successive cinque sessioni in uno scenario di mercato stabile.
- Storicamente, episodi di acquisti così rapidi hanno spesso portato a fasi di consolidamento nel breve termine, seguite da nuovi rialzi. Secondo Goldman Sachs, i rendimenti medi dell’S&P 500 in casi simili sono stati pari a circa +2,2% dopo un mese e oltre +8% dopo tre mesi.
- Dal punto di vista degli investitori, il messaggio è relativamente chiaro: nel breve termine i CTA continuano a sostenere il mercato, ma nel medio periodo questo effetto sta diventando meno certo, soprattutto in caso di una nuova ondata di vendite a Wall Street.
US500 (grafico D1)
I futures sull’S&P 500 (contratto di giugno) continuano a mostrare momentum positivo, ma il mercato è entrato in area di ipercomprato, suggerendo cautela nel breve termine. Un segnale rialzista di breve è emerso con il breakout sopra la media mobile a 9 periodi, sostenendo la continuazione del trend.
Allo stesso tempo, è comparso un segnale tecnico negativo sotto forma di inversione giornaliera del prezzo, che potrebbe indicare un rallentamento temporaneo del trend – anche se i compratori sono rapidamente rientrati sul mercato.
Un ulteriore segnale di lieve debolezza è la chiusura sotto il livello pivot locale, indicando che la pressione d’acquisto non è più forte come in precedenza. L’RSI è salito sopra quota 70, confermando condizioni di ipercomprato e aumentando il rischio di una correzione di breve periodo.
I target rialzisti più vicini si collocano nell’area 7170–7230, mentre i supporti immediati sono a 7075 e successivamente in area 7030.

Fonte: xStation5
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