14:27 · 11 giugno 2026

Grafico del giorno: l'ORO riprende fiato in un contesto di ripresa incerta della propensione al rischio 🟡 (11.06.2026)

L’oro ha interrotto oggi la sua serie di forti ribassi, che aveva portato il prezzo della commodity a scendere dell’8,8% nell’arco della settimana. I contratti futures hanno rotto una serie di solidi livelli di supporto e attualmente vengono scambiati ai minimi da novembre 2025, intorno ai 4.080 dollari l’oncia.

Un rimbalzo dell’appetito per il rischio ha ritardato un test del livello psicologico dei 4.000 dollari, ma le prospettive restrittive sui tassi di interesse negli Stati Uniti indicano che la pressione ribassista sul metallo prezioso potrebbe continuare.

L’oro resta sotto una forte pressione di vendita, violando una serie di livelli di supporto chiave, inclusi i ritracciamenti di Fibonacci al 50% (4.670$), 61,8% (4.500$) e, più recentemente, il 78,6% (4.250$). Il breakdown aggressivo di queste soglie ha trascinato il prezzo fino a 4.085,64$, lasciando il metallo esposto a un possibile test della soglia psicologica dei 4.000$. L’indicatore RSI è crollato a 26,1, segnalando condizioni di mercato profondamente ipervendute. Fonte: xStation5.

Cosa sta guidando oggi il prezzo dell’oro?

Escalation del conflitto USA–Iran

Nuovi attacchi con missili e droni in Medio Oriente hanno infranto le speranze di un cessate il fuoco. I prezzi del petrolio hanno interrotto i guadagni della giornata (OIL: -2,6%) dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato la “conclusione” dell’operazione, che Donald Trump ha definito una “punizione per aver negoziato troppo a lungo”.

Dall’altra parte, l’Iran ha definito il cessate il fuoco “privo di significato” alla luce dei recenti scambi di fuoco, consolidando le aspettative di un conflitto prolungato e incerto, che a sua volta rafforza le attese restrittive sulla politica monetaria statunitense.

Fed restrittiva e prospettive sui tassi

L’inflazione CPI al 4,2% su base annua ha consolidato le aspettative che la Federal Reserve manterrà i tassi “più alti più a lungo”. Poiché l’oro non genera rendimento, la prospettiva di tassi elevati ne riduce fortemente l’attrattiva, soprattutto considerando le valutazioni già storicamente elevate.

Supporto da un’inflazione core più debole

Sebbene l’inflazione headline abbia spaventato gli investitori tornando sopra il 4%, la componente core mensile è cresciuta moderatamente dello 0,2% (2,9% su base annua, in linea con le previsioni). Questo dato leggermente più debole ha fornito un temporaneo sollievo ai metalli preziosi, permettendo loro di interrompere la fase ribassista.

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