16:50 · 12 agosto 2026

L'oro guadagna l'1,5% 📈

I prezzi dell’oro sono in rialzo di oltre l’1,5% e rimangono vicini ai livelli più alti degli ultimi due mesi circa dopo la pubblicazione del report CPI statunitense di luglio. I dati sono risultati in linea con le aspettative: il CPI headline è aumentato dello 0,1% su base mensile e del 3,4% su base annua, mentre l’inflazione core si è attestata allo 0,2% su base mensile e al 2,5% su base annua. L’assenza di una sorpresa al rialzo sull’inflazione è positiva per i metalli preziosi poiché, alla luce della precedente debolezza dei dati sul mercato del lavoro statunitense, riduce la pressione sulla Fed affinché aumenti nuovamente i tassi di interesse già a settembre. L’oro viene scambiato intorno a 4.420 dollari l’oncia.

  • Dopo la pubblicazione del CPI, i mercati dei futures stanno prezzando una probabilità di circa il 60% che la Fed lasci i tassi invariati a settembre, rispetto a poco più del 45% di una settimana fa. Si tratta di un cambiamento importante per l’oro, poiché una minore probabilità di ulteriori rialzi dei tassi riduce il costo opportunità legato al possesso di un asset che non genera interessi.
  • Il movimento odierno prosegue il rafforzamento del momentum già emerso dopo il più debole report sul mercato del lavoro statunitense. La scorsa settimana l’oro ha registrato la migliore performance settimanale da gennaio e martedì ha raggiunto il livello più alto dal 5 giugno.
  • Anche i fattori di domanda non direttamente legati alla politica della Fed rimangono importanti. La ripresa degli afflussi negli ETF, gli acquisti delle banche centrali e la forte domanda proveniente dalla Cina stanno sostenendo il mercato, contribuendo a mantenere l’oro resiliente anche in presenza delle persistenti pressioni derivanti dagli elevati prezzi dell’energia.
  • I rischi legati all’inflazione non sono tuttavia completamente scomparsi. Il petrolio rimane costoso a causa delle tensioni attorno allo Stretto di Hormuz e prezzi dei carburanti persistentemente elevati potrebbero complicare il processo di disinflazione nei prossimi mesi e limitare il margine di manovra della Fed per allentare la politica monetaria.
  • La reazione dell’oro suggerisce comunque che gli investitori stanno attualmente attribuendo maggiore peso alla combinazione tra un mercato del lavoro più debole e un CPI in linea con il consensus. A meno che i prossimi dati non mostrino una nuova accelerazione delle pressioni sui prezzi, le aspettative per un altro rialzo dei tassi della Fed nel breve termine potrebbero gradualmente diminuire.

Dal punto di vista del mercato dell’oro, il report CPI di oggi può quindi essere considerato moderatamente positivo. I dati non sono stati abbastanza deboli da modificare sostanzialmente il quadro della Fed, ma allo stesso tempo non hanno fornito alcun argomento a favore di un urgente proseguimento dell’inasprimento della politica monetaria. Questo è importante nell’attuale contesto di mercato: l’oro beneficia contemporaneamente della minore probabilità di ulteriori rialzi dei tassi, della domanda istituzionale e della persistente incertezza geopolitica. La questione centrale ora è capire se il metallo riuscirà a sfruttare questo contesto per mettere a segno un breakout sostenuto al di sopra dei recenti massimi locali.

Grafico dell’oro (intervallo D1)

Fonte: xStation5

12 agosto 2026, 14:40

Inflazione USA in linea con le stime

12 agosto 2026, 14:32

USDJPY in avvicinamento a 160

12 agosto 2026, 10:29

L'oro ha registrato i rialzi più rapidi dall'inizio dell'anno 👑

12 agosto 2026, 10:27

Grafico del giorno: EUR/USD in attesa del dato CPI USA. L'inflazione potrebbe determinare la prossima mossa della Fed.

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