Lo yen continua ad apprezzarsi, proseguendo il movimento iniziato il 2 settembre. Su base settimanale, la valuta giapponese si è rafforzata di oltre il 3% nei confronti del dollaro statunitense.
Figura 1: Performance delle valute G10 (31.08.2026 - 07.09.2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.09.2026
Un cambiamento nei fondamentali?
Ci sono molti segnali che indicano come questo movimento non sia stato il risultato di un intervento diretto sul mercato, ma sia stato sostenuto da una revisione al rialzo delle aspettative sui tassi, in seguito a un cambiamento nel tono delle dichiarazioni dei funzionari della Bank of Japan.
Il 2 settembre, durante un discorso rivolto ai leader aziendali a Sapporo, Hajime Takata, uno dei membri del comitato di politica monetaria della BoJ, ha definito l’anno in corso un «anno di cambiamento di regime», suggerendo una maggiore flessibilità nel reagire ai dati in arrivo. In quell’occasione ha affermato che la banca dovrebbe adottare un approccio più aggressivo di quanto il mercato si aspetti, sottolineando la necessità di aumenti dinamici dei tassi di interesse per contenere le crescenti pressioni inflazionistiche.
Le aspettative di un rialzo dei tassi sono state ulteriormente alimentate lo stesso giorno dallo stesso governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda. Come ha sottolineato: «abbiamo concluso che, nell’ambito della nostra politica monetaria, dobbiamo prestare maggiore attenzione rispetto al passato al rischio di un ulteriore aumento dell’inflazione».
La prossima riunione si terrà già il 18 settembre (venerdì prossimo). Gli investitori sembrano avere pochi dubbi sul fatto che porterà a un rialzo dei tassi di interesse. Più importante sarà capire se seguirà un altro rialzo entro la fine dell’anno (e se ci sarà la possibilità di un ulteriore aumento già a ottobre).
Figura 2: Percorso dei tassi di interesse della BoJ implicito nei prezzi di mercato (2026 - 2027)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.09.2026
Le riserve si stanno riducendo
Un cambiamento significativo nella politica monetaria della BoJ è esattamente ciò che i mercati stavano aspettando. Nei mesi precedenti abbiamo assistito a interventi regolari da parte del Ministero delle Finanze e della Bank of Japan, che tuttavia non hanno portato a una stabilizzazione duratura del tasso di cambio.
Questo, naturalmente, non significa che tali interventi non rappresentino ancora uno strumento prezioso nell'arsenale del Ministero delle Finanze e della BoJ. Le riserve valutarie, nonostante ad agosto abbiano registrato una riduzione record di 80 miliardi di dollari, rimangono su un livello molto elevato, pari a 1.210 miliardi di dollari, corrispondente a quasi 20 mesi di importazioni. Si tratta di un livello diverse volte superiore a quello registrato nella maggior parte delle altre economie sviluppate.
Il momento della verità?
La coppia USDJPY, naturalmente, non dipenderà soltanto dagli sviluppi nel Paese del Sol Levante. Venerdì l'attenzione dei mercati si concentrerà sul dato sull'inflazione CPI statunitense di agosto, che potrebbe determinare in ultima analisi la decisione del FOMC nella riunione della prossima settimana.
In questo contesto, vale la pena ricordare le parole di Christopher Waller, che giovedì scorso ha affermato che il processo di disinflazione sta proseguendo e che l'inflazione core appare ancora più favorevole di quanto suggeriscano gli indicatori principali. Ha inoltre sottolineato che, a meno che il prossimo dato sull'inflazione CPI non mostri una sorpresa negativa, probabilmente sosterrà il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella prossima riunione.
Figura 3: Variazione della probabilità di un rialzo dei tassi a settembre negli Stati Uniti implicita nei prezzi di mercato (2025 - 2026)

Fonte: Team di ricerca di XTB, 07.09.2026
Analisi tecnica
Figura 4: USDJPY [D1] (08.08.2025 - 07.09.2026)

Fonte: xStation, 07.09.2026
A seguito della recente combinazione tra interventi sul mercato e dichiarazioni più hawkish da parte dei funzionari della BoJ, il cambio è sceso significativamente al di sotto di tutte le medie mobili considerate (EMA 50, 100, 150). La coppia ha inoltre rotto al ribasso il precedente minimo della seconda metà di aprile, intorno a 155.
L'indicatore RSI è entrato in una profonda zona di ipervenduto (25,8), suggerendo un possibile rallentamento delle forti pressioni ribassiste e aumentando la probabilità di una correzione al rialzo nei prossimi giorni. Tuttavia, al momento il MACD non segnala un'inversione del trend.
Michał Jóźwiak, Analista dei mercati finanziari di XTB
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