15:21 · 10 giugno 2026

Il Bitcoin sembra a buon mercato, ma è questo il punto più basso?

Un dollaro statunitense forte e le preoccupazioni legate all’inflazione continuano a pesare su Bitcoin. Sebbene la pubblicazione odierna del CPI statunitense abbia avuto un impatto immediato limitato su BTC, la recente serie di dati sul mercato del lavoro più forti del previsto ha ulteriormente indebolito il sentiment nel mercato delle criptovalute.

Dopo essere sceso di circa il 50% dai massimi storici raggiunti nell’autunno 2025, Bitcoin appare ora sottovalutato secondo diverse metriche on-chain chiave, incluse quelle monitorate da Grayscale. Sebbene le valutazioni non abbiano ancora raggiunto i livelli di forte sconto visti nei precedenti minimi di ciclo, non vi è alcuna garanzia che questo ciclo replichi uno a uno i precedenti mercati ribassisti.

Inflazione e sfide regolatorie negli Stati Uniti

Le prospettive regolatorie negli Stati Uniti sembrano essersi deteriorate nelle ultime settimane. I progressi sul CLARITY Act, una legge chiave per il settore crypto, hanno rallentato, aumentando i dubbi sull’implementazione di un quadro normativo più favorevole alle criptovalute.

L’incertezza attorno al disegno di legge potrebbe intensificarsi in vista delle elezioni di metà mandato, poiché Democratici e Repubblicani continuano ad avere visioni diverse sugli asset digitali. Una possibile vittoria democratica alle midterm potrebbe essere percepita da una parte del mercato crypto come un esito meno favorevole.

Galaxy Digital ha recentemente ridotto la probabilità di approvazione del CLARITY Act dal 75% al 60%, citando il numero limitato di giorni lavorativi del Senato rimanenti quest’anno e le controversie in corso sulla normativa.

Tuttavia, il rischio maggiore per Bitcoin al momento sembra essere l’inflazione più che la regolamentazione. Un’inflazione persistentemente elevata non aumenta necessariamente la probabilità di rialzi dei tassi, ma riduce significativamente lo spazio della Federal Reserve per avviare un allentamento monetario. All’inizio dell’anno, molti investitori consideravano i tagli dei tassi quasi inevitabili.

La brusca revisione di queste aspettative ha alimentato il calo di Bitcoin. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero persistere, i prezzi elevati del petrolio potrebbero continuare a pesare sugli asset rischiosi nel terzo e quarto trimestre. D’altro canto, un accordo di pace con l’Iran potrebbe fungere da catalizzatore positivo per Bitcoin e per il sentiment generale del mercato, segnando potenzialmente un punto di svolta del momentum.

Bitcoin sembra economico, ma potrebbe diventarlo ancora di più?

Nei precedenti minimi di ciclo, Bitcoin ha registrato ribassi significativamente più profondi, creando opportunità più interessanti secondo le metriche di valutazione on-chain. Di conseguenza, l’attuale contesto non rappresenta ancora una fase di capitolazione “da manuale”, che storicamente ha segnato i principali minimi di mercato.

Il sell-off guidato dalla pandemia e il crollo di FTX alla fine del 2022 hanno offerto opportunità di valutazione molto più evidenti. Allo stesso tempo, è difficile ignorare il fatto che anche in quei periodi gli investitori si aspettavano ulteriori ribassi più profondi.

Sebbene l’attuale contesto di mercato non assomigli a un evento classico di capitolazione, non vi è alcuna garanzia che il minimo di questo mercato ribassista debba formarsi durante una fase di panico estremo. Anche se ciò rimane possibile, non vi è certezza che sia necessario per porre fine al trend ribassista in corso.

Una delle ragioni è che il bull market di Bitcoin tra il 2024 e il 2026 ha prodotto guadagni relativamente inferiori rispetto ai cicli rialzisti del 2017 e del 2021. Di conseguenza, anche la correzione attuale potrebbe risultare più contenuta.

Inoltre, nonostante il forte sell-off—soprattutto nelle altcoin—il settore non appare attualmente vulnerabile a eventi “black swan” come quelli visti con il collasso di Terra/Luna e di FTX nel 2022. Gran parte della leva e del rischio in eccesso è stata eliminata dal mercato negli anni precedenti, lasciando oggi l’ecosistema in condizioni potenzialmente più sane.

Strategy continua ad accumulare Bitcoin in modo aggressivo, ma l’azienda mantiene sufficiente liquidità operativa e non dovrebbe affrontare obblighi significativi di rimborso del debito fino al 2028 e 2029. Se Strategy fosse eventualmente costretta a vendere Bitcoin e innescare un altro grande ribasso di mercato, ciò implicherebbe il bear market più lungo della storia crypto e di fatto romperebbe il tradizionale ciclo quadriennale legato all’halving.

Nel frattempo, gli ETF spot su Bitcoin, che non esistevano nei cicli precedenti, potrebbero contribuire ad attenuare la pressione al ribasso. I flussi netti degli ETF sono rimasti fortemente positivi dalla loro introduzione, fornendo una fonte strutturale di domanda.

Prospettive tecniche di Bitcoin (D1)

Dal punto di vista tecnico, Bitcoin ha ora sperimentato la terza grande ondata ribassista dall’autunno 2025. I due precedenti sell-off sono stati simili in ampiezza. Se la storia dovesse ripetersi, la prossima area di supporto significativa potrebbe emergere intorno ai 55.000 dollari.

Wykres ceny Bitcoina na interwale dziennym.

Fonte: xStation5

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