- I futures di Wall Street sono leggermente in calo in vista dell’apertura, con i futures sul Nasdaq 100 in ribasso di circa lo 0,3%, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi tornano a salire e il dollaro rimbalza verso quota 98,65.
- I verbali della Fed hanno evidenziato un tono più restrittivo, con alcuni esponenti pronti a valutare ulteriori rialzi dei tassi qualora l’inflazione si allontanasse ulteriormente dall’obiettivo del 2%.
- I rendimenti elevati dei Treasury e i prezzi del petrolio ancora alti esercitano ulteriore pressione sulla crescita e sui titoli del settore AI, mentre i mercati attendono i risultati di Walmart, considerati un importante indicatore dello stato di salute dei consumi negli Stati Uniti.
- I futures di Wall Street sono leggermente in calo in vista dell’apertura, con i futures sul Nasdaq 100 in ribasso di circa lo 0,3%, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi tornano a salire e il dollaro rimbalza verso quota 98,65.
- I verbali della Fed hanno evidenziato un tono più restrittivo, con alcuni esponenti pronti a valutare ulteriori rialzi dei tassi qualora l’inflazione si allontanasse ulteriormente dall’obiettivo del 2%.
- I rendimenti elevati dei Treasury e i prezzi del petrolio ancora alti esercitano ulteriore pressione sulla crescita e sui titoli del settore AI, mentre i mercati attendono i risultati di Walmart, considerati un importante indicatore dello stato di salute dei consumi negli Stati Uniti.
I futures sugli indici azionari statunitensi stanno arretrando a circa due ore dall’apertura di Wall Street. I rendimenti dei Treasury statunitensi tornano a salire, il petrolio rimane su livelli elevati e gli investitori hanno ricevuto un segnale leggermente più restrittivo dai verbali della Fed. Il contratto futures sul Dollar Index statunitense (USDIDX) sta tentando di rimbalzare verso quota 98,65.
- I futures sul Dow Jones sono in calo di circa lo 0,2%, mentre quelli sull’S&P 500 cedono lo 0,1%. I futures sul Nasdaq 100 sono in ribasso di quasi lo 0,3%.
- I verbali della Fed hanno mostrato che alcuni esponenti erano pronti a valutare ulteriori rialzi dei tassi qualora l’inflazione si fosse allontanata ulteriormente dall’obiettivo del 2%. Questo limita i margini per un rapido ritorno dello scenario di allentamento monetario.
- Il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni sale intorno al 5,22%, mentre quello a 10 anni si attesta al 4,67%, dopo il calo dei rendimenti registrato ieri in seguito alle misure annunciate dal Tesoro statunitense sul mercato obbligazionario.
- Il mercato attende i risultati di Walmart, che, dopo i risultati pubblicati ieri da Target, rappresenteranno uno dei test più importanti per valutare la solidità dei consumi negli Stati Uniti e la resilienza della spesa al dettaglio in un contesto caratterizzato da tassi di interesse elevati e costi energetici più alti.
- Il petrolio prosegue i rialzi per la quinta sessione consecutiva, mentre il conflitto che coinvolge l’Iran e le interruzioni delle forniture alimentano nuovamente i timori sull’inflazione. Questo è particolarmente problematico per i titoli legati alla crescita e all’AI, che sono più sensibili alle variazioni dei rendimenti obbligazionari.
Il mercato azionario entra in una fase più complessa
I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine rimangono su livelli che stanno nuovamente iniziando a influenzare le valutazioni azionarie, in particolare nei segmenti tecnologico e growth. Con il rendimento del Treasury a 30 anni sopra il 5%, anche gli investitori azionari potrebbero richiedere un premio al rischio più elevato. Se questi livelli dovessero mantenersi, soprattutto alla luce dell’intervento di ieri da parte del Tesoro statunitense, sarebbe più difficile assistere a un’ulteriore espansione dei multipli di valutazione, in particolare qualora la crescita degli utili dovesse rallentare rispetto ai livelli record attuali.
Questo non significa, tuttavia, che il mercato presenti fondamentali deboli. L’ultima stagione degli utili ha mostrato che le società statunitensi di numerosi settori sono ancora in grado di generare una crescita dei ricavi e dei margini, mentre alcune delle maggiori aziende tecnologiche continuano a mantenere un ritmo di investimenti molto elevato. Il problema è più sottile. Wall Street non beneficia più contemporaneamente della combinazione tra utili solidi e rendimenti in calo, che in precedenza sosteneva le valutazioni da entrambe le direzioni.
Nel breve periodo, Walmart sarà particolarmente importante. I risultati del più grande retailer statunitense rappresenteranno un test della solidità dei consumi in un contesto caratterizzato da elevati costi di finanziamento e carburanti più costosi. Se la società dovesse mostrare una domanda resiliente, il mercato potrebbe interpretarlo come un segnale a favore della stabilità degli utili nel settore dei consumi, favorendo potenzialmente una rotazione dei capitali dai titoli legati all’AI verso altri segmenti del mercato azionario. Se invece i margini o la crescita delle vendite dovessero deludere, gli investitori potrebbero iniziare a scontare in modo più deciso un rallentamento dei consumi.
A livello settoriale, il quadro mostra già divergenze evidenti. Le società energetiche beneficiano dei prezzi del petrolio più elevati, mentre alcuni titoli megacap rimangono sotto pressione a causa dell’aumento dei rendimenti. Allo stesso tempo, i titoli legati alle criptovalute stanno registrando forti rialzi dopo nuovi segnali politici sul fronte della regolamentazione degli asset digitali. Wall Street, quindi, non sta entrando oggi in una classica fase di risk-off. Sembra piuttosto un mercato che sta diventando sempre più selettivo rispetto a quanto è ancora disposto a pagare per la crescita.
Grafico US100 (intervallo D1), grafico USDIDX (intervallo M15)
Fonte: xStation5
Fonte: xStation5
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