09:41 · 30 giugno 2026

Il petrolio perde il 30% in un trimestre 🚩 Morgan Stanley taglia nuovamente le previsioni

Il mercato del petrolio cambia rapidamente direzione

Fino a poco tempo fa gli investitori erano preoccupati per possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz e per il rischio di uno shock dell'offerta. Oggi, però, questa narrativa sta gradualmente cambiando. Morgan Stanley ha rivisto al ribasso le proprie previsioni sul prezzo del petrolio per la seconda volta in circa due settimane, sostenendo che i flussi attraverso Hormuz stanno tornando alla normalità più rapidamente del previsto. Allo stesso tempo, il mercato deve fare i conti con una produzione elevata negli Stati Uniti e con una domanda ancora debole da parte della Cina. Ma quali sono le aspettative della banca?

Cosa prevede Morgan Stanley?

  • Morgan Stanley ha abbassato la propria previsione sul Brent a una media di 75 dollari al barile sia per il terzo sia per il quarto trimestre del 2026. Si tratta di una revisione al ribasso rispettivamente di 15 e 5 dollari al barile rispetto alle stime precedenti.
  • La banca ha inoltre ridotto le previsioni per tutti e quattro i trimestri del 2027 e ora si aspetta che il Brent fisico (Dated Brent) venga scambiato intorno ai 70 dollari al barile entro la fine del 2027.
  • Secondo gli analisti, la principale ragione della revisione è il più rapido del previsto ripristino dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz, favorito dai progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.
  • Parallelamente, la produzione di petrolio negli Stati Uniti continua a crescere, mentre la domanda cinese resta deludente. Questa combinazione di maggiore offerta e consumi più deboli aumenta il rischio di un surplus globale di petrolio.
  • I future sul Brent hanno perso circa il 30% nel corso del trimestre, dimostrando quanto rapidamente il mercato sia passato dal prezzare il rischio geopolitico a concentrarsi sul rischio di un eccesso di offerta.
  • Lo Stretto di Hormuz rimane una delle rotte di trasporto più strategiche per il mercato petrolifero mondiale. Ogni miglioramento della situazione nella regione riduce il premio per il rischio geopolitico che in precedenza sosteneva i prezzi.
  • Morgan Stanley non è l'unica banca d'investimento ad aver rivisto le proprie stime. Anche Goldman Sachs ha abbassato le previsioni sul mercato petrolifero, segnalando un approccio più prudente da parte delle principali istituzioni finanziarie.
  • Per gli investitori si tratta di un cambiamento significativo: il mercato non guarda più soltanto ai rischi geopolitici in Medio Oriente, ma presta crescente attenzione ai fondamentali, ovvero all'equilibrio tra domanda e offerta a livello globale.
  • Se la produzione dovesse rimanere elevata e la domanda — soprattutto quella proveniente dalla Cina — non dovesse accelerare, la pressione ribassista sui prezzi del petrolio potrebbe proseguire anche nei prossimi trimestri.
  • Secondo Morgan Stanley, il principale rischio per il mercato non è più una carenza di petrolio, bensì la possibilità di un surplus di offerta. In questo scenario, i prezzi del Brent potrebbero restare sotto pressione anche qualora le tensioni geopolitiche in Medio Oriente dovessero rimanere elevate.

Grafico del Brent (OIL), timeframe giornaliero (D1)

Il petrolio ha registrato un marcato ribasso e sta ora tentando di stabilizzarsi nell'area compresa tra 72 e 74 dollari al barile, livelli che non si vedevano dalla fine di febbraio 2026. L'RSI si trova intorno a quota 30, vicino alla soglia che delimita la zona di ipervenduto. Il prossimo importante livello di supporto si colloca in area 70 dollari al barile, rafforzato anche dalle precedenti reazioni dei prezzi osservate nel mese di febbraio.

Fonte: xStation

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