Germania (PMI composito):
L’indice è sceso bruscamente a 48,3 da 51,9, segnando una contrazione inattesa dell’attività del settore privato per la prima volta da maggio 2025.
Germania (PMI servizi):
Il dato è crollato a 46,9, il livello più basso dal 2022, alimentato dalla crescente incertezza legata al conflitto con l’Iran.
Francia (PMI composito):
L’attività è scesa a 47,6 (da 48,8), minimo da 14 mesi e quarto mese consecutivo sotto la soglia di espansione 50,0.
Francia (PMI servizi):
Il settore dei servizi è sceso a 46,5, poiché il conflitto ha reso i consumatori significativamente più cauti nella spesa.
Sorpresa manifatturiera:
Nonostante il forte rallentamento dei servizi, il settore manifatturiero in entrambi i Paesi è rimasto in territorio di crescita, con la Francia che ha raggiunto un massimo di quasi quattro anni a 52,8. Tuttavia, gli analisti avvertono che potrebbe trattarsi di un effetto temporaneo, guidato da acquisti anticipati dei clienti per proteggersi da carenze e aumenti di prezzo.
Il conflitto in Medio Oriente blocca la ripresa dell’Eurozona
Gli ultimi dati PMI indicano che la ripresa economica dell’Eurozona è stata bruscamente interrotta dalla guerra in Medio Oriente. Il conflitto con l’Iran è emerso come il principale fattore di instabilità, colpendo in modo particolare il settore dei servizi attraverso una combinazione di maggiore incertezza e forte aumento dei costi energetici e di trasporto.
In Germania, la più grande economia europea, il settore dei servizi ha registrato il calo più significativo degli ultimi tre anni. Mentre il manifatturiero rimane per ora resiliente, gli economisti di S&P Global avvertono che il peggioramento del sentiment delle imprese e l’intensificarsi delle pressioni sui prezzi — al ritmo più rapido degli ultimi tre anni — potrebbero presto tradursi in debolezza del mercato del lavoro. Il governo di Berlino ha introdotto 1,6 miliardi di euro di sussidi sul carburante per attenuare l’impatto, ma il clima generale resta pessimista.
La situazione in Francia rispecchia questo andamento, con la debolezza dei servizi che ha trascinato l’attività economica ai livelli più bassi da oltre un anno. Le imprese stanno affrontando il più alto livello di incertezza dal 2022 e l’inflazione francese è tornata al 2% dopo essere scesa sotto gli obiettivi della banca centrale.
Per la Banca Centrale Europea, i dati pongono una sfida complessa. Mentre l’attività economica rallenta, la forte accelerazione dell’inflazione dei costi di input complica il percorso futuro. Sebbene i decisori politici siano attesi in pausa questo mese, la persistente pressione al rialzo sui prezzi potrebbe costringere la BCE a considerare ulteriori aumenti dei tassi d’interesse.
EURUSD continua a scendere
A seguito dei dati europei deboli e dei persistenti rischi geopolitici, EUR/USD ha esteso la sua fase ribassista, ulteriormente sotto pressione per l’aumento dei rendimenti dei Treasury USA. La coppia sta attualmente testando il livello 1,1700, segnando la più forte ondata ribassista da fine marzo.
Dal punto di vista tecnico, il cross ha rotto la trendline rialzista, riflettendo l’attenzione del mercato sui rischi in Medio Oriente e la preferenza per il dollaro statunitense come bene rifugio. Il supporto chiave si trova ora in prossimità del livello di ritracciamento Fibonacci del 38,2% del principale movimento ribassista osservato all’inizio dell’anno. Se i prezzi dell’energia resteranno elevati e il conflitto persisterà, è attesa una continuazione della forza del dollaro.
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