17:39 · 23 giugno 2026

⬇️L'indice US100 cala del 2,6%

Negli ultimi mesi la narrativa è stata semplice: l’intelligenza artificiale è il motore della crescita e le aziende che investono miliardi in infrastrutture AI sono i vincitori praticamente certi del prossimo decennio. I giganti tecnologici hanno gareggiato annunciando budget di capex sempre più elevati, i produttori di chip hanno registrato record e le valutazioni sono cresciute senza particolare attenzione ai fondamentali. La sessione di trading di martedì ha inferto un duro colpo a questo ottimismo: gli investitori si stanno ora ponendo in massa una domanda che finora era passata in secondo piano: quando questa spesa astronomica in AI si tradurrà effettivamente in profitti?

Il fattore scatenante immediato è stato il crollo di lunedì delle azioni SpaceX (-17%), che, poco dopo la sua IPO molto attesa, ha cercato nuovo finanziamento – un segnale che anche le aziende simbolo della “nuova era” hanno bisogno di liquidità prima di quanto il mercato avesse previsto. Oggi SpaceX sta rimbalzando leggermente di circa l’1%, ma il resto del settore sta subendo una lezione severa. I produttori di semiconduttori sono al centro delle vendite: Micron perde oltre l’8%, Intel quasi il 7%, AMD e Qualcomm oltre il 5%, mentre l’ETF iShares Semiconductor (SOXX) crolla di quasi il 6% nel pre-market. In Europa, Infineon scende del 6,6%, ASML del 6% e STMicroelectronics di oltre il 7%. In Asia l’impatto è stato devastante: il KOSPI perde il 10%, registrando il peggior calo giornaliero da marzo, trascinato da Samsung e SK Hynix, entrambe in calo del 12%.

I fattori macroeconomici stanno alimentando attivamente il sell-off. La Fed, sotto il nuovo presidente Kevin Warsh, sta segnalando un approccio restrittivo sull’inflazione e i mercati stanno già prezzando un rialzo dei tassi di 50 punti base entro fine anno. I rendimenti dei Treasury a 2 anni sono saliti ai massimi da 16 mesi (~4,19%), il dollaro si è rafforzato ai massimi annuali (USDIDX sopra 101) e l’oro è in calo dell’1,5% a circa 4.127 dollari. Il Brent è sceso sotto i 76 dollari al barile: in condizioni normali sarebbe un segnale positivo per le azioni, ma oggi non c’è entusiasmo, poiché l’attenzione è interamente concentrata sull’impatto che tassi più alti avranno sulle valutazioni dei titoli growth.

 
 
 

E le valutazioni?

Il Nasdaq 100 viene attualmente scambiato a un rapporto P/E (TTM) di circa 35,3x – un livello ancora ben superiore alle medie storiche, anche se lontano dal picco di 39–40x registrato a maggio di quest’anno, quando l’euforia legata all’AI era al massimo.

In altre parole: le valutazioni restano elevate, ma non sono ancora a livelli che, di per sé, gridano allo scoppio di una bolla. Piuttosto, con i rendimenti obbligazionari in aumento, qualsiasi incertezza nella narrativa sull’AI sta mettendo duramente alla prova il premio che il mercato ha attribuito ai giganti tecnologici negli ultimi mesi.

Fonte: XTB

 

Questa tabella, che mostra i prezzi dei principali strumenti, fornisce una panoramica generale della volatilità odierna. Fonte: xStation

Puoi trovare maggiori informazioni sui fattori che stanno guidando la sessione di trading di oggi nei nostri post sulla piattaforma. ⬇️

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