Abbiamo appena concluso una settimana ricca di eventi su molti fronti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una crisi migratoria nell'enclave spagnola di Ceuta, al collasso del fondo d'investimento Situational Awareness, a uno storico rialzo dell'indice coreano KOSPI, a uno degli interventi più incisivi sullo yen giapponese degli ultimi anni e a un nuovo calo dei prezzi del petrolio, conseguenza della decisione di Donald Trump di rinunciare ai piani per un massiccio attacco contro l'Iran.
🌍 Geopolitica
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a essere al centro dell'attenzione, influenzando l'andamento dei prezzi di petrolio e gas. Il fine settimana ha portato con sé diversi sviluppi importanti.
Sabato è arrivato l'annuncio di un attacco che, secondo le dichiarazioni di Donald Trump, sarebbe dovuto essere "il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale". Alla fine, però, i leader dei Paesi della regione avrebbero convinto il presidente statunitense che un accordo era ormai vicino, portando così all'annullamento dell'operazione militare.
Nel frattempo proseguono anche i negoziati tra Iran e Oman per un nuovo accordo sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
Inoltre, l'OPEC+ ha deciso di aumentare il limite di produzione di petrolio di 188 mila barili al giorno.
🛢️ Materie Prime
Tutti questi sviluppi stanno favorendo un nuovo calo dei prezzi di petrolio e gas.
Attualmente il Brent quota poco sopra gli 83 dollari al barile, circa il 5% in meno rispetto a una settimana fa. Un calo di entità simile interessa anche il greggio americano WTI, che scambia sotto gli 80 dollari al barile.
Dopo aver raggiunto i livelli più elevati dal 2023, anche i prezzi del gas naturale sul mercato olandese TTF sono tornati a scendere. Le quotazioni del NATGAS, invece, restano sostanzialmente stabili intorno a 2,76 dollari per MMBtu.
📈 Azioni
Il calo dei prezzi delle materie prime energetiche sostiene i mercati azionari. I futures mostrano infatti un rialzo dello 0,8% per il Nasdaq 100 e dello 0,6% per l'S&P 500. Anche i futures sugli indici europei sono in territorio positivo: tutto lascia pensare che il DAX tedesco possa aprire in rialzo di circa l'1%.
Il clima è invece meno positivo in Asia. Il Nikkei 225 giapponese perde l'1,1%, mentre lo Shanghai SE cinese cede lo 0,8%. Il KOSPI coreano registra un ribasso del 5%, trascinato dalle forti perdite di Samsung e SK Hynix, entrambe in calo di circa l'8%.
Vale la pena ricordare che venerdì il KOSPI aveva registrato un rialzo superiore al 15%, il più forte del XXI secolo per un importante indice azionario di un Paese sviluppato. Nonostante ciò, ha chiuso il mese con una perdita complessiva di circa il 20%.
Oggi, dopo la chiusura di Wall Street, sono attesi i risultati trimestrali di Palantir, Snap e Trump Media & Technology.
🥇 Metalli Preziosi
I rendimenti dei Treasury USA a 10 anni rimangono vicini ai massimi locali, intorno al 4,69%, continuando a esercitare pressione sui metalli preziosi. Tuttavia, tale pressione resta contenuta: sia l'oro sia l'argento stanno chiudendo il mese di luglio su livelli pressoché invariati.
L'oro quota circa 4.070 dollari l'oncia troy, mentre l'argento si attesta intorno a 58,2 dollari l'oncia.
📊 Dati Macroeconomici e Politica Monetaria
Dopo una settimana caratterizzata dalle riunioni delle principali banche centrali, si apre ora un periodo più tranquillo sul fronte della politica monetaria. Questa settimana si riunirà soltanto la banca centrale della Repubblica Ceca (CNB), giovedì, e non sono attese variazioni dei tassi di interesse.
Sul fronte macroeconomico, l'attenzione sarà rivolta soprattutto alla pubblicazione del report sul mercato del lavoro statunitense (Non-Farm Payrolls) prevista per venerdì. Dati inferiori alle attese potrebbero rafforzare le aspettative di una politica monetaria più accomodante da parte della Federal Reserve.
Nella prima parte della settimana sono invece attese le revisioni degli indici PMI. Trattandosi di revisioni e non di letture preliminari, il loro impatto sui mercati dovrebbe essere limitato. Fa eccezione il dato RatingDog della Cina, pubblicato con un leggero ritardo rispetto agli altri indicatori: la prima lettura relativa a luglio è stata diffusa nella notte.
Cina
L'indice PMI manifatturiero RatingDog di luglio ha sorpreso negativamente, attestandosi a 50,9 punti contro un consenso di 52.
È utile ricordare che in Cina gli indici PMI vengono pubblicati da due diverse istituzioni. L'indice S&P (RatingDog) offre una fotografia più accurata della situazione delle piccole e medie imprese private, concentrate soprattutto nelle aree costiere e fortemente orientate all'export. L'indice NBS, invece, include principalmente grandi aziende statali dei settori dell'industria pesante e delle infrastrutture, la cui produzione è destinata prevalentemente al mercato interno.
💱 Valute
Il dollaro continua il movimento ribassista iniziato dopo la riunione della Federal Reserve di mercoledì. Il cambio EUR/USD resta ben al di sopra della soglia di 1,15, sui livelli più elevati dalla metà di giugno.
L'attenzione degli operatori è però concentrata soprattutto sullo yen giapponese, dopo il primo intervento coordinato tra Stati Uniti e Giappone sul mercato valutario. Secondo le stime elaborate sulla base dei dati pubblicati dalla Bank of Japan, sarebbero stati acquistati circa 8.450 miliardi di yen (equivalenti all'epoca a circa 53 miliardi di dollari), il più grande intervento giornaliero nella storia della banca centrale giapponese.
In seguito all'intervento, il cambio USD/JPY è sceso di oltre il 4%, portandosi intorno a quota 156, un livello che non si vedeva dai primi giorni di maggio.
La BoE lascia i tassi invariati
🛢️ Un'ulteriore escalation e la situazione di tensione non spingono il prezzo del petrolio al rialzo.
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