Geopolitica: i mercati prezzano la possibilità di una fine della guerra
La sessione di mercoledì segna la migliore giornata per i mercati europei da oltre un anno, con catalizzatore il discorso di martedì di Trump, in cui ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dall’Iran in appena due o tre settimane e che un accordo diplomatico formale non sarebbe neppure necessario per porre fine alle operazioni militari; i mercati hanno immediatamente interpretato questo come un segnale di spostamento verso una narrativa di “missione compiuta”.
A questo si aggiunge la dichiarazione del presidente iraniano Pezeshkian, che ha manifestato la sua disponibilità a porre fine al conflitto, ma solo in cambio di garanzie di sicurezza formali. Questo è stato sufficiente affinché i mercati azionari asiatici registrassero i guadagni giornalieri più forti degli ultimi tre anni (MSCI Asia Pacific +4,9%, Kospi +8,5%, Nikkei +5%).
Tuttavia, gli investitori cauti sottolineano che Israele non ha ancora parlato di cessate il fuoco, il Wall Street Journal riporta della possibile entrata degli Emirati Arabi Uniti nel conflitto e l’Iran finora non ha mostrato reale volontà di negoziare—per questo alcuni strategist, inclusi quelli di Mizuho, consigliano scetticismo sull’entità del rally.
Il momento clou della serata sarà il discorso di Trump alle 3:00 a.m. di giovedì, in cui si prevede che il presidente USA affronti la questione iraniana e potenzialmente l’alleanza NATO, che Trump ha recentemente definito “debole”. Inoltre, The Telegraph ha riportato oggi che Trump starebbe considerando anche un ritiro dall’alleanza.
Il dollaro si indebolisce, mentre oro e bond guadagnano terreno
- EURUSD +0,40% a 1,1599, vicino ai massimi degli ultimi tre mesi;
- GBPUSD +0,63% a 1,3304;
- Lo zloty si rafforza significativamente – USDPLN -0,42% a 3,6907, mentre EURPLN si aggira intorno a 4,2808.
L’oro continua la tendenza al rialzo (+1,40%, $4.731/oz) – questa volta non come barometro della paura, ma come copertura contro l’inflazione che potrebbe essere alimentata da un potenziale recupero economico e dall’incertezza nelle catene di approvvigionamento. I Treasury a 10 anni si riprendono, con rendimenti in calo di 3,4 punti base a 4,277%.
I prezzi del petrolio sono in calo – il mercato prezza una possibile fine della guerra.
- Il WTI è sceso brevemente sotto la soglia simbolica dei $100 al barile e attualmente è a $99,87 (-1,59%);
- Il Brent -0,35% a $102,89.
Tuttavia, il mercato resta cauto: i prezzi non scendono liberamente perché il premio per il rischio geopolitico rimane fino a quando lo Stretto di Hormuz non sarà formalmente riaperto e le truppe non inizieranno a rientrare.
Indici azionari europei – guadagni quasi generalizzati
- Lo Stoxx 600 sale di oltre il 2%—il guadagno giornaliero più forte in un anno;
- DE40 +0,84% a 23.399 punti;
- ITA40 +1,60% a 44.949 punti.
I settori migliori sono banche (UCG +6,0%, BNP +4,92%, BBVA +4,4%, HSBC +4,0%) e difesa (Rolls-Royce +7%, Rheinmetall +6,8%, Safran +3,6%)—paradossalmente il settore difesa sale perché i mercati interpretano la disputa con gli USA come un segnale per ulteriori investimenti europei in difesa e per un avanzamento verso l’autosufficienza del continente.
Dopo la sessione di martedì a Wall Street, in cui S&P 500 +2,9% e Nasdaq 100 +3,4%—uno dei guadagni giornalieri più forti dal maggio 2025—i futures sugli indici statunitensi sono moderatamente più alti oggi:
- US500 futures +0,75% (6.616)
- US100 +0,96% (24.135)
PMI manifatturiero europeo – sorpresa positiva
I letture del PMI di marzo per l’industria europea hanno generalmente superato le attese:
- Eurozona 51,6 punti (previsto 51,4);
- Germania 52,2 punti (previsto 51,7).
Questo segnala che la più grande economia europea sta emergendo dai mesi di debolezza industriale, in parte a causa delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali.
Svizzera è la protagonista, con un indice a 53,3 punti contro una previsione di soli 47,0—una delle deviazioni positive più grandi nella storia di questo indicatore. Spagna (48,7 vs 50,4) e Polonia (48,7—pur sopra le attese, ma ancora in contrazione sotto i 50 punti) deludono.
Va sottolineato che parte del miglioramento del PMI è un effetto statistico dovuto alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento: prezzi più alti e difficoltà logistiche stanno artificialmente gonfiando l’indice. Reuters sottolinea correttamente che “le interruzioni nelle supply chain hanno gonfiato i dati sulla crescita”, quindi i dati vanno interpretati con cautela.
Società – da seguire oggi
- Il settore chimico è uno dei maggiori beneficiari del conflitto e sta performando eccezionalmente bene questo trimestre—l’indice Stoxx 600 Chemicals +6% da inizio anno (vs -1,5% mercato più ampio); BASF ha aumentato del 30% i prezzi dei detergenti, Lanxess ha annunciato un +40% per prodotti a base di zolfo; secondo Morgan Stanley, le aziende chimiche europee potrebbero recuperare quote di mercato perse negli anni a favore dell’Asia.
- Nike ha causato un tonfo nel settore abbigliamento sportivo dopo la chiusura di ieri: la società prevede un calo dei ricavi del 2–4% nel trimestre corrente (vs atteso +2%), e le azioni sono crollate del 9,1% negli scambi after-hours; Citi avverte di un effetto negativo a catena su Adidas, Puma e JD Sports—quest’ultima particolarmente vulnerabile per l’elevata esposizione ai prodotti Nike in Europa.
- LVMH ha chiuso il peggior trimestre della sua storia: azioni -28% nel Q1 2026, peggio della crisi finanziaria del 2008, della pandemia COVID-19 e della bolla dot-com; la fortuna di Bernard Arnault si è ridotta di 55,4 miliardi di dollari; la società è attualmente scambiata a meno di 20x gli utili forward.
- Citi oggi promuove tre titoli della difesa a “Buy”: Babcock, Leonardo e TKMS, citando valutazioni interessanti dopo la recente correzione; JPMorgan promuove Unibail-Rodamco-Westfield a “Overweight” e Engie a “Overweight”; Ferrari riceve rating “Buy” da Jefferies con target price di 350 euro.
- Equinor è stata inserita nella lista “sell” di SEB Equities—gli analisti parlano di “significativo downside” alle attuali valutazioni, ritenendo che il periodo di superprofitti derivanti dal conflitto sia temporaneo; un punto di vista contrarian interessante in mezzo all’entusiasmo generale.
- Orlen ha firmato un accordo preliminare per acquisire Polyolefins da Grupa Azoty—una significativa mossa di consolidamento nel settore petrolchimico polacco in un contesto di interruzioni globali delle supply chain.
- OpenAI è stata valutata 852 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento da 122 miliardi—uno dei più grandi investimenti privati nella storia della tecnologia; per le aziende europee di AI, questo segnala che l’appetito per investire in intelligenza artificiale resta forte nonostante le turbolenze geopolitiche.
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Notizie del mattino (01.04.2026)
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