Si vendono gli eccessi sul comparto tech, Nikkei scende ancora e il Nasdaq cede il -1% sulla scia delle vendite asiatiche di ieri. La situazione tecnica inizia ad indebolirsi anche sugli altri indici che non hanno una forte componente tech all'interno.
Vendita sul Tech
Nikkei e Nasdaq, indici con una forte componente tech all'interno della composizione, scendono e stanotte il Nikkei segna ancora un calo di oltre il -1%. Ieri Nasdaq ha seguito proprio l'indice giapponese andando a chiudere la giornata in negativo con un -1,16% sul composite. A pesare su questo ribasso titoli come Amd (-6,51%), Intel (-9,66%), Tesla (-4,02%), SpaceX (-6,83%), mentre altri titoli hanno conseguito rendimenti molto variegati come ad esempio Nvidia che inizialmente stava scendendo per poi recuperare e chiudere la giornata con un +0,7%. Le vendite di ieri erano giustificate da una possibile sovrapproduzione di Ram, per lo meno questa la giustificazione principale, ma di fatto i fondamentali risultano da tempo slegati dalle quotazioni, soprattutto in termini di capitalizzazioni. La concentrazione di capitale e di peso dei titoli tech all'interno degli indici é diventata talmente elevata da spostare gran parte del rischio sui mercati, pertanto la prima vera giustificazione a ribassi di questo tipo rientra nella tecnica, ossia nella vendita degli eccessi di mercato.
Petrolio in salita?
Prova a ritornare al rialzo il petrolio che torna sopra i 70 dollari dopo i nuovi attacchi americani in Iran che hanno colpito 80 obiettivi in Iran, il tutto in risposta a attacchi iraniani su 3 navi commerciali che transitavano ad Hormuz. Tregua o ripresa del conflitto? Sta di fatto che il petrolio Wti nel corso delle ultime settimane é letteralmente crollato a ridosso dei 70 dollari tornando quindi in una fascia di prezzi che abbiamo visto nel corso di questi ultimi anni a partire dal 2022. Petrolio compreso tra 70 e 80 dollari non dovrebbe preoccupare l'economia e non dovrebbe incidere in modo determinante sull'inflazione, a differenza del petrolio a ridosso di 100 dollari. Per il momento si ritorna a salire, ma la tendenza di base rimane ancora quella ribassista.
SpaceX, il primo giorno al Nasdaq 100
Un peso di solo l'1% all'interno dell'indice Nasdaq100, molto basso rispetto alla capitalizzazione che il mercato le attribuisce, ma il titolo ieri crolla del -6,83%. Le premesse vedevano gli acquisti dei fondi che per statuto tendono a comprare il sottostante dell'indice di riferimento, pertanto molti fondi erano costretti a comprare azioni SpaceX, ma di fatto questo ovviamente non basta e non é bastato per far salire il titolo. Certamente i market maker hanno gestito il tutto al meglio prima della quotazione nel Nasdaq100, pertanto l'esito scontato del rialzo é stato solamente una "trappola" per i retail piú approssimativi. SpaceX torna sotto i 2000 miliardi e si poggia sui 1969 miliardi di dollari di capitalizzazione.
US Open: l'US100 perde l'1% mentre i semiconduttori arretrano 📉 In rialzo i titoli Big Tech e il DJIA
Grafico del giorno: l'inclusione di SpaceX nel Nasdaq 100 porterà una nuova ondata di crescita? (07.07.2026)
Un amaro rincaro del caffè: ci attende un'altra ondata di prezzi alti nei bar?
Calendario economico: l'industria tedesca si sta riprendendo? (07.07.2026)
Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92 / CE e la direttiva 2011/61 / UE (MiFID II). La comunicazione di marketing non è una raccomandazione di investimento o informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio e direttive della Commissione 2003/124 / CE, 2003/125 / CE e 2004/72 / CE e regolamento delegato (UE) 2016/958 della Commissione, del 9 marzo 2016, che integra il regolamento UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per le disposizioni tecniche per la presentazione obiettiva di raccomandazioni di investimento o altre informazioni che raccomandano o suggeriscono una strategia di investimento e per la divulgazione di particolari interessi o indicazioni di conflitti di interessi o qualsiasi altra consulenza, anche nell'ambito della consulenza sugli investimenti, ai sensi della legge sugli strumenti finanziari del 29 luglio 2005 (ad es. Journal of Laws 2019, voce 875, come modificata). La comunicazione di marketing è preparata con la massima diligenza, obiettività, presenta i fatti noti all'autore alla data di preparazione ed è priva di elementi di valutazione. La comunicazione di marketing viene preparata senza considerare le esigenze del cliente, la sua situazione finanziaria individuale e non presenta alcuna strategia di investimento in alcun modo. La comunicazione di marketing non costituisce un'offerta di vendita, offerta, abbonamento, invito all'acquisto, pubblicità o promozione di strumenti finanziari. XTB S.A. non è responsabile per eventuali azioni o omissioni del cliente, in particolare per l'acquisizione o la cessione di strumenti finanziari. XTB non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi perdita o danno, anche senza limitazione, eventuali perdite, che possono insorgere direttamente o indirettamente, intrapresa sulla base delle informazioni contenute in questa comunicazione di marketing. Nel caso in cui la comunicazione di marketing contenga informazioni su eventuali risultati relativi agli strumenti finanziari ivi indicati, questi non costituiscono alcuna garanzia o previsione relativa ai risultati futuri. Le prestazioni passate non sono necessariamente indicative dei risultati futuri, e chiunque agisca su queste informazioni lo fa interamente a proprio rischio.