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06:34 · 7 maggio 2026

Nikkei e Nasdaq non si fermano

Punti chiave
Punti chiave
  • Nikkei fa nuovi massimi e supera il 100% di rendimento in 12 mesi 
  • Nasdaq continua la salita senza sosta 
  • Petrolio torna sotto i 100 dollari 

Nuovi massimi per i mercati azionari che continuano a salire senza sosta, Nasdaq e Nikkei i primi della lista, seguono tutti gli altri mercati con il Dax che rimane ancora al di sotto dei massimi degli scorsi mesi, quest'ultimo é il listino piú debole. Oggi i dati del mercato del lavoro con il report Challenger e le richieste di sussidi di disoccupazione. Petrolio ritorna sotto i 100 dollari dopo l'evoluzione del possibile scenario di pace tra Iran-Usa. 

Nuovi Massimi Storici per Nikkei.

Nuovo rialzo per l'indice azionario giapponese che brucia i massimi e supera il 100% in 12 mesi, una performance incredibile che si aggiunge a quella del +24% del Nasdaq in 6 settimane. I rialzi proseguono per inerzia, non ci sono segnali ribassisti su nessun timeframe a livello tecnico, la situazione tecnica del rialzo sembra proseguire senza intoppi. Il mercato sta salendo perché a prezzi crescenti si continua a fare mercato e non per una vera e propria causa di natura fondamentale. Ieri anche i mercati americani hanno dato dimostrazione della loro forza con Nasdaq e S&P500 che continuano la loro salita, anche questa senza interruzioni particolari dal punto di vista tecnico. 

Dax rompe i massimi a 2 mesi 

Attenzione al Dax, l'indice tecnicamente piú debole di tutti rompe i massimi degli scorsi due mesi e si porta verso i massimi di gennaio, i suoi massimi storici. Il Dax é l'unico indice al momento che potrebbe dettare le redini di un movimento correttivo che in molti si attendono sui mercati vista la salita verticale degli ultimi giorni. Segnali evidenti di ribasso non ce ne sono, per lo meno nel breve termine, la situazione tecnica rimane assolutamente rialzista anche sul Dax ma di fatto un segnale ribassista anche sui timeframe piú corti potrebbe essere interessante per un movimento correttivo che potrebbe coinvolgere gli altri indici. Al momento non vediamo segni di debolezza 

Petrolio di nuovo sotto i 100 dollari 

Un altro calo significativo, questa volta dalla zona dei 105 dollari, un calo di oltre il -12% da massimo a minimo. Il petrolio Wti proprio non riesce a salire, si sta confermando la situazione tecnica vista nel 2022 dove il petrolio non riuscí a salire seppur in presenza di uno scenario di guerra internazionale. In questo momento, a due mesi dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, il petrolio Wti non é riuscito ad arrivare al di sopra dei 120 dollari al barile, la configurazione tecnica del 2022 viene al momento confermata dai fatti e questo potrebbe significare che nel corso delle prossime settimane potremmo assistere ad una stabilizzazione del prezzo del petrolio ben al di sotto dei 100 dollari con conseguenze meno impattanti sull'inflazione e di conseguenza sui tassi di interesse. 

Titoli di Stato, recupero insieme all'azionario  

Recupero dei titoli di Stato che vedono un calo dei rendimenti su tutte le scadenze. Si compra azionario e si compra obbligazionario, questo é il mercato attuale dove le correlazioni storiche non funzionano oramai da qualche mese. I titoli di Stato in questo momento hanno visto dei rialzi per via del driver dell'inflazione, vista giustamente al rialzo per via del prezzo del petrolio in aumento, una condizione ancora tutta da verificare. Petrolio e titoli di Stato quindi potrebbero avere un legame, ossia l'aumento del prezzo del petrolio potrebbe portare ad un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato per via del possibile aumento dell'inflazione, al contrario un calo del petrolio potrebbe portare ad un calo dei rendimenti dei titoli di Stato. Per il momento i bond governativi vengono comprati e la situazione tecnica é propensa per ulteriori ribassi dei rendimenti. 

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