- Nikkei scende del -4% dai massimi di ieri. Oggi il cash chiude a -0,7%
- Market mover di oggi: PIl e Pce Usa
- UsdJpy ancora bloccato
- Petrolio comanda le dinamiche di mercato
- Nikkei scende del -4% dai massimi di ieri. Oggi il cash chiude a -0,7%
- Market mover di oggi: PIl e Pce Usa
- UsdJpy ancora bloccato
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Nikkei scende del -4% dai massimi visti nella giornata di ieri mentre il cash segna un -0,7%, seguono i futures americani con Nasdaq che prova a ritracciare dai massimi. Oggi attesa per il Pil e Pce in Usa.
Inversione in arrivo?
Nikkei scende in modo vigoroso nel breve con un -4% dai massimi della giornata di ieri, un ribasso effettivamente forte che accompagna anche Nasdaq che si ferma ad un -2% dai massimi di ieri. Su base giornaliera sembrano strutturarsi delle figure di inversione che potrebbero risultare molto interessanti per la giornata di oggi, soprattutto per l'apertura europea e l'andamento generale dei mercati. Occhi puntati sul Dax che in apertura potrebbe riservare sorprese interessanti dal punto di vista tecnico, anch'esso ha conseguito un movimento ribassista di circa un -2% dai massimi visti lunedi. Le premesse per un ritracciamento sono ottime anche da parte di alcuni fondamentali come il Buffett Indicator.
Pil e Pce Usa come Market Mover della giornata
Pil Usa previsto passare dallo 0,5% pessimo dello scorso dato al 2% secco, una ripresa accompagnata sicuramente dal rialzo strutturale dell'inflazione dovuto all'aumento del prezzo del petrolio. Queste le attese per il dato di Q1 2026, ricordiamo che il dato é preliminare e non é una lettura definitiva. Pce, l'inflazione che la Fed usa come misura della spesa dei consumatori, dovrebbe passare dal 3,5% al 3,8%, dato perfettamente in linea con il rialzo dell'inflazione headline e di conseguenza un dato non proprio sconvolgente dal punto di vista macro. Insieme a questi dati abbiamo anche le richieste di sussidi di disoccupazione che risultano sempra importanti nella lettura del quadro macro generale.
Il nodo Yen
Un nodo duro da sciogliere quello di UsdJpy che continua la sua corsa lenta al rialzo e che si porta di nuovo a ridosso dei 159-160. Di nuovo siamo in zona intervento BoJ, una banca centrale che sta provando in tutti i modi a raffreddare i venditori di yen sul mercato ma senza successo. Questo yen cosí debole spinge ovviamente le quotazioni di Nikkei al rialzo, mentre allo stesso tempo risulta ottimale per il Giappone per quanto riguarda le cedole dei suoi titoli che hanno rivisto un rialzo dovuto essenzialmente al rialzo dei tassi. Il Giappone sembra uscito definitivamente dalla zona deflazione dopo 35 anni, il mercato deve ancora assorbire questa nuova condizione e spinge le quotazioni di UsdJpy verso l'alto, conscio di un intervento BoJ diretto sul mercato. Al momento a comandare é sicuramente la dinamica dei tassi, infatti potremmo vedere un ribasso strutturale di UsdJpy solo con un taglio dei tassi da parte degli Usa, condizione al momento lontana per via del prezzo del petrolio che spinge ancora l'inflazione verso l'alto.
Il prezzo del petrolio comanda tutto
A comandare é sicuramente il prezzo del petrolio che incide in maniera determinante sul futuro dell'inflazione su scala globale. L'inflazione rimane alta se il petrolio rimane su questi livelli attorno ai 90-105 dollari al barile (riferimento WTI). Non vediamo al momento accelerazioni forti del petrolio perché l'economia di fatto non é in espansione, anzi, sembra avere meno forza e di conseguenza la situazione sembra essere inevitabilmente quella del rallentamento. Un petrolio che sale di nuovo porta a livelli di alti di inflazione che spingerebbero i consumatori a ridurre le spese, nel frattempo un petrolio che non sale é anche indice di domanda bassa da parte dell'economia. Sul fronte tassi un rialzo, che sia da parte di Bce o Fed, sarebbe devastante e metterebbe in serie difficoltá consumatori e imprese portando comunque ad un rallentamento dell'economia.
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