10:17 · 27 luglio 2026

Notizie del mattino: accelera il calo dei prezzi del petrolio registrato nel fine settimana 💥 (27.07.2026)

  • Gli Stati Uniti e l'Iran hanno annunciato una sospensione reciproca degli attacchi militari dopo due settimane di bombardamenti da parte degli USA. Washington ha interrotto i raid aerei dopo che i consiglieri hanno avvertito che gli obiettivi disponibili e le scorte di armamenti stavano diminuendo, mentre Teheran ha dichiarato che sospenderà le ritorsioni "finché gli Stati Uniti manterranno la pausa". Si tratta del secondo allentamento delle tensioni da giugno (il primo accordo è fallito dopo un mese), mentre lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso (con appena 1-3 navi al giorno rispetto alle diverse decine abituali) e le parti sono ancora lontane da un'intesa sull'arricchimento dell'uranio. A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l'attacco dell'Ucraina a una nave mercantile iraniana nel Mar Caspio, definito da Teheran un "atto ostile" nei confronti di Kiev.
  • Sul fronte economico, venerdì è entrata in vigore la nuova ondata di dazi voluta da Donald Trump (tra il 10% e il 12,5% su 60 partner commerciali, tra cui UE, Cina, Regno Unito e Canada) ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, aggirando le precedenti limitazioni legali introdotte dopo la sentenza della Corte Suprema dello scorso febbraio. I mercati hanno reagito con relativa calma, poiché la misura era ampiamente attesa, ma gli analisti avvertono che i dazi rappresentano ormai un fattore di rischio strutturale, e non più temporaneo, per la crescita globale. L'evento principale della settimana sarà la riunione della Federal Reserve (28-29 luglio), presieduta da Kevin Warsh. Attualmente il mercato attribuisce una probabilità del 30-38% a un rialzo dei tassi già in questa riunione, nonostante fino a poco tempo fa fossero attesi tagli nel 2027, alla luce del recente recupero del prezzo del petrolio e dei commenti restrittivi di alcuni membri del FOMC.
  • L'ottimismo legato alla tregua tra Stati Uniti e Iran ha innescato forti movimenti sui mercati. Il petrolio WTI è sceso di oltre il 5%, attestandosi intorno a 84,5 dollari al barile, mentre il Brent ha perso tra il 4,9% e il 5,8%, scendendo a circa 87,5 dollari. I futures sull'S&P 500 sono saliti tra lo 0,7% e lo 0,9%, quelli sul Nasdaq 100 fino all'1,2% e quelli sul Dow Jones di circa lo 0,6%, recuperando parte delle perdite accumulate nelle due settimane precedenti (la scorsa settimana S&P 500 e Nasdaq avevano chiuso rispettivamente a -0,6% e -2,1%).
  • I rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti: il rendimento del decennale è sceso di circa 4-5 punti base al 4,63%, mentre quello del trentennale è calato di 4 punti base al 5,12%. Insieme alla flessione dei prezzi dell'energia, questo contribuisce ad attenuare le pressioni inflazionistiche, anche se BMO Capital Markets sottolinea che i rendimenti rimangono vicini ai massimi del recente intervallo di oscillazione, a causa delle aspettative di una Fed ancora orientata verso una politica monetaria restrittiva.
  • I mercati asiatici hanno chiuso in ordine sparso. In Giappone il Nikkei 225 ha perso lo 0,12%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,87%. In Corea del Sud il Kospi è salito dello 0,44% e il Kosdaq dell'1,71%. L'ASX 200 australiano ha registrato un rialzo dell'1,17%, l'Hang Seng di Hong Kong è avanzato dello 0,81% e il CSI 300 cinese dello 0,25%.
  • Gli utili delle imprese industriali cinesi sono aumentati del 15,1% su base annua a giugno, segnando il secondo mese consecutivo di rallentamento dopo il +21,1% registrato a maggio. Nel complesso del primo semestre, tuttavia, gli utili risultano ancora in crescita del 18,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (contro il +18,8% registrato tra gennaio e maggio), confermando una solida espansione trainata dall'intelligenza artificiale e dalla produzione di semiconduttori.
  • Il dollaro statunitense si è indebolito grazie al maggiore appetito per il rischio. L'indice del dollaro (DXY) ha perso lo 0,28%, mentre l'euro è stato la valuta con la migliore performance tra quelle del G10. Anche la sterlina e le altre valute più sensibili al sentiment di mercato si sono rafforzate rispetto al dollaro. Le coppie USD/JPY e USD/CNH sono rimaste sostanzialmente stabili, indicando che il movimento del biglietto verde è stato determinato soprattutto dal miglioramento del sentiment piuttosto che da un cambiamento nelle aspettative sui tassi.
  • L'oro ha registrato un forte rialzo (+1%), raggiungendo quota 4.090-4.110 dollari l'oncia, sostenuto sia dall'aumento degli acquisti cinesi (le importazioni di oro della Cina hanno toccato 173 tonnellate a giugno, il livello più alto degli ultimi due anni), sia dalle speranze di una de-escalation del conflitto. Tuttavia, l'incertezza in vista della decisione della Fed limita ulteriori progressi. L'argento ha guadagnato il 2,31%, mentre il gas naturale è sceso del 2,83% in seguito al calo del prezzo del petrolio.
  • Tra le singole società, l'attenzione è rivolta al debutto del produttore cinese di memorie CXMT sul mercato STAR di Shanghai. Le azioni sono balzate di oltre il 500% (tra il +470% e il +531% a seconda delle fonti), rendendo l'azienda la società quotata con la maggiore capitalizzazione della Cina continentale, pari a circa 3.500 miliardi di yuan, dopo una raccolta di 8,6 miliardi di dollari con l'IPO. Nel frattempo, Nvidia starebbe negoziando un maxi accordo per la fornitura di memorie con SK Hynix, del valore fino a 500 miliardi di dollari, che potrebbe contribuire ad alleviare i timori di carenza di componenti per il settore dell'intelligenza artificiale. Inoltre, l'azienda sarebbe in trattative per fornire circa 250 miliardi di dollari di supporto finanziario a OpenAI nell'ambito di un progetto dedicato ai data center.
  • Anche le criptovalute hanno beneficiato del clima di maggiore propensione al rischio. Il Bitcoin è salito dello 0,79%, attestandosi tra 65.200 e 65.400 dollari, sebbene il rialzo sia stato decisamente più contenuto rispetto a quello registrato dai metalli preziosi e dai principali indici azionari.
  • La seduta odierna in Europa sarà caratterizzata dalla pubblicazione dell'indice Ifo tedesco (atteso a 86,1 punti rispetto agli 85,6 precedenti) e, nel pomeriggio, dagli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti e dall'indice manifatturiero della Fed di Dallas. Il principale interrogativo resta la tenuta della tregua tra Stati Uniti e Iran: i mercati stanno prezzando uno scenario ottimistico, nonostante la situazione nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso non sia sostanzialmente cambiata. Sullo sfondo, gli investitori attendono inoltre la decisione della Federal Reserve di mercoledì e i risultati trimestrali di quattro società appartenenti al gruppo delle "Magnifiche Sette".
27 luglio 2026, 10:31

Calendario economico: cosa tenere d'occhio questa settimana❓ (27.07.2026)

27 luglio 2026, 08:25

Live Caffé e Mercati

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Trimestrali e banche centrali

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Live Mercati in Sintesi

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