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10:15 · 13 aprile 2026

Notizie del mattino: Il blocco dello Stretto di Hormuz e la rivoluzione politica in Ungheria⚖️

🌍 Geopolitica
I colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si sono conclusi con un fallimento nel fine settimana: le due parti non sono riuscite a raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. Il cessate il fuoco è ancora formalmente in vigore, ma le speranze per un nuovo ciclo di dialogo sono scarse, soprattutto dopo le ultime mosse escalation da parte di Washington.

Il presidente Trump ha confermato questa mattina su Truth Social che il blocco dei porti iraniani entrerà in vigore alle 10:00 ET (14:00 GMT). Gli Stati Uniti intercetteranno tutte le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani che trasportano merci iraniane, inclusi petrolio e gas.

Il CENTCOM ha chiarito che il blocco non significa che lo Stretto di Hormuz verrà chiuso al traffico di transito; tuttavia, l’Iran ha avvertito che qualsiasi avvicinamento di navi statunitensi allo Stretto sarà considerato una violazione del cessate il fuoco. Israele ha aumentato il livello di allerta.

Secondo alcune fonti, Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi limitati contro l’Iran se il blocco dovesse rivelarsi inefficace. Gli analisti considerano il blocco principalmente come uno strumento di pressione, ma i mercati stanno già prezzando il rischio di un’ulteriore escalation.

🗳️ Politica — Ungheria

Nelle elezioni parlamentari di domenica in Ungheria, il partito di opposizione guidato da Tisza Péter Magyar ha ottenuto circa il 53% dei voti, in un contesto di affluenza storicamente elevata. Con il 98,93% dei voti scrutinati, Tisza detiene 138 seggi, Fidesz 55 e Mi Hazánk 6 sui 199 seggi totali in parlamento.

Magyar ha ottenuto una maggioranza costituzionale (la soglia è 133 seggi), ponendo fine ai 16 anni di governo di Viktor Orbán. L’Europa ha inviato le sue congratulazioni e i mercati interpretano il risultato come un segnale di riavvicinamento dell’Ungheria all’UE: fino a 90 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina, precedentemente bloccati da Budapest, potrebbero ora essere sbloccati.

La coppia EUR/USD ha reagito solo marginalmente alla notizia: resta sotto pressione a causa di un dollaro più forte e dell’aumento dei prezzi energetici in Europa. Nel lungo periodo, tuttavia, il risultato elettorale è positivo per l’euro e per gli asset europei.

📉 Mercati asiatici

La sessione asiatica è stata caratterizzata da un sentiment “risk-off”: il Nikkei 225 ha perso l’1,0%, appesantito dall’aumento dei prezzi dell’energia e dai rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni, ai massimi da 29 anni, saliti per via delle preoccupazioni sull’inflazione. L’Hang Seng ha perso l’1,5% e lo Shanghai Composite lo 0,3%.

L’ASX 200 ha ceduto lo 0,5%: i titoli tecnologici e minerari hanno trascinato l’indice al ribasso, mentre il settore energetico ha registrato guadagni.

I futures sull’Euro Stoxx 50 sono in calo dell’1,8% dopo aver chiuso venerdì in rialzo dello 0,5%. Anche i futures statunitensi sono in discesa: US500 -0,70%, US100 -0,81%.

💱 Valute

Il dollaro si rafforza grazie alla domanda di beni rifugio e all’aumento dei prezzi del petrolio: DXY +0,3%, USD/JPY +0,3% (intorno a 159,7). Lo yen rimane debole nonostante segnali restrittivi dalla BoJ, poiché i prezzi energetici elevati rappresentano un problema strutturale per l’economia giapponese.

EUR/USD scende dello 0,3%, sotto il livello di 1,1700. GBP/USD cala dello 0,4%, con difficoltà a mantenersi sopra 1,3400.

Le valute dell’emisfero sud sono sotto pressione in contesto “risk-off”: AUD/USD -0,3% (supporto a 0,7000), NZD/USD -0,2% (supporto a 0,5800). Zloty: USD/PLN -0,13% (3,6394), EUR/PLN +0,12% (4,2531) — relativamente stabile.

🛢️ Materie prime

Il petrolio greggio è chiaramente il protagonista di oggi: WTI +8,95% (circa 104,76 $/barile), Brent +6,8% (oltre i 102 $). Si tratta di un ritorno sopra la soglia psicologica dei 100 $ dopo il fallimento dei colloqui e l’annuncio del blocco.

Gli analisti segnalano un ulteriore fattore di rischio: la scadenza del contratto WTI di maggio il 21 aprile. L’assenza di una svolta diplomatica potrebbe innescare un forte rally speculativo—alcuni prevedono un possibile movimento verso i 120 $ entro la fine della settimana.

L’oro è in calo tra -0,5% e -0,81% (intorno ai 4.720 $/oncia) a causa di un dollaro forte e del rialzo del petrolio, ma resta ben sopra il minimo di 4.700 $. L’argento perde il 2,52%. Il rame scende dell’1,3%, sotto pressione per il peggioramento delle aspettative di crescita e il rischio di rallentamento economico.

📊 Azioni e settori

Lo scenario dominante è una fuga dai settori ciclici: banche, compagnie aeree, aziende industriali e retailer subiranno pressioni a causa dell’aumento dei costi energetici. Le società energetiche e il settore della difesa risultano invece i principali beneficiari.

Il DE40 perde l’1,16%, l’EU50 l’1,15%, il JP225 l’1,37% e il CHN.cash lo 0,84% — un quadro chiaramente negativo a livello globale.

Criptovalute

Bitcoin -0,69% (circa 70.800 $) — si sta comportando come un asset rischioso, non come “oro digitale”, il che rappresenta un punto di debolezza nell’attuale contesto.

Volatilità nei principali mercati. Fonte: xStation

🎯 Cosa possiamo aspettarci oggi?

La sessione europea è probabilmente destinata ad aprire in forte calo, con il momento chiave fissato alle 14:00 GMT — l’inizio ufficiale del blocco dei porti iraniani. Se dovesse verificarsi un incidente marittimo o una risposta militare da parte dell’Iran, i prezzi del petrolio potrebbero impennarsi ulteriormente e le borse potrebbero estendere le perdite.

Sul calendario macroeconomico, vale la pena monitorare eventuali annunci diplomatici (con Pakistan e Cina nel ruolo di mediatori) e possibili dichiarazioni della BCE dopo il cambiamento politico in Ungheria. Qualsiasi segnale di de-escalation da parte degli Stati Uniti o dell’Iran rappresenterebbe la sorpresa positiva più rilevante della sessione. Sul fronte dei dati, invece, il calendario è vuoto oggi.

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