- La sessione di ieri a Wall Street si è conclusa con una nota decisamente positiva, con i principali indici statunitensi in netto rialzo. Il rally è stato trainato in larga parte dalla notizia di un cessate il fuoco annunciato dal presidente Trump in vista dei colloqui con l’Iran. L’S&P 500 è salito di circa l’1%, il Nasdaq ha guadagnato oltre l’1,6% e il Dow Jones è avanzato dello 0,8%.
- Secondo alcune fonti riportate dai media e vicine alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha fissato una tempistica precisa per l’estensione del cessate il fuoco con l’Iran. L’assenza di una scadenza suggerisce la volontà di mantenere flessibilità e concedere più spazio ai negoziati, evidenziando al tempo stesso l’incertezza sulla tenuta della tregua.
- Trump ha indicato che i colloqui con l’Iran potrebbero iniziare già venerdì, a seconda dei progressi della mediazione e del rispetto delle precondizioni. I segnali indicano una possibile ripresa del dialogo entro 36-72 ore, ma la situazione resta incerta poiché permangono divergenze su temi chiave.
- Funzionari iraniani affermano che i principali ostacoli ai negoziati sono presunte violazioni degli impegni, sanzioni e minacce. Sottolineano inoltre che un cessate il fuoco completo ha senso solo se verranno rimosse le restrizioni.
- Dopo il recente aumento delle tensioni, il petrolio Brent è salito e si mantiene intorno ai 97 dollari al barile.
- La Germania ha ridotto nettamente le previsioni di crescita del PIL per il 2026, portandole da circa l’1% allo 0,5%, citando l’impatto del conflitto con l’Iran. L’aumento delle tensioni geopolitiche sta spingendo al rialzo i prezzi dell’energia, pesando sull’economia, mentre esportazioni più deboli e inflazione più elevata rallentano ulteriormente la ripresa.
- L’indice PMI manifatturiero preliminare del Giappone è salito a 54,9 ad aprile, ben al di sopra delle attese e della rilevazione precedente, indicando la più forte espansione del settore da molto tempo. La crescita è stata trainata da nuovi ordini e produzione, suggerendo un miglioramento delle condizioni industriali.
- Anche il PMI preliminare dell’Australia è migliorato, salendo a 50,1 da 46,6, segnalando un ritorno a una lieve espansione del settore privato dopo la contrazione. Il rimbalzo è stato guidato soprattutto dai servizi, mentre anche il manifatturiero è tornato sopra la soglia dei 50 punti.
- Sul mercato valutario, il dollaro statunitense continua a rafforzarsi contro la maggior parte delle principali valute concorrenti.
- Le borse asiatiche restano sotto pressione a causa delle persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, che stanno aumentando l’avversione al rischio.
- Il sentiment è più debole anche sui metalli preziosi, con l’oro in calo di circa lo 0,7% mentre testa i 4.700 dollari l’oncia, e l’argento in ribasso di oltre il 2,5%, scendendo sotto i 76 dollari l’oncia.
- Il clima negativo si estende anche alle criptovalute, dove Bitcoin è leggermente in calo ed Ethereum perde oltre il 2%.
- Tesla ha riportato utili superiori alle attese, in particolare nei parametri di redditività, dato accolto positivamente dagli investitori. Tuttavia, il report e i commenti della società evidenziano una fase di sviluppo futura più impegnativa, con crescente attenzione verso progetti ad alta intensità di capitale nell’intelligenza artificiale, nella robotica e nella guida autonoma.
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