Gli indici azionari statunitensi hanno recuperato ieri una piccola parte delle recenti perdite, mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari sono diminuiti, migliorando moderatamente il sentiment di mercato in vista della pubblicazione dei risultati di Nvidia, attesa dopo la chiusura dei mercati statunitensi. Si tratta di un appuntamento chiave per il più ampio rally legato all’intelligenza artificiale. Il Nasdaq 100 ha sovraperformato, mentre i titoli del settore dei semiconduttori hanno recuperato terreno dopo diverse sedute più deboli. Oggi i futures di Wall Street sono leggermente in calo, con l’attenzione rivolta non solo ai risultati di Nvidia, ma anche ai dati PCE statunitensi delle 13:30 GMT e al mercato del petrolio, dove i prezzi sono scesi bruscamente fino a circa 85 dollari al barile.
- I futures sul greggio Brent (OIL) sono scesi a circa 85 dollari al barile, sostenuti dalle speranze che le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz possano riprendere e dai segnali di un possibile allentamento del rischio di un’ulteriore escalation del conflitto. Il calo dei prezzi dell’energia ha ridotto le preoccupazioni sull’inflazione e sostenuto i titoli di Stato.
- L’oro è in calo di circa lo 0,3% oggi, a 4.650 dollari l’oncia, mentre Bitcoin si mantiene nella fascia tra 78.000 e 79.000 dollari. L’indice MSCI Asia Pacific è salito di circa l’1%, sostenuto dai rialzi di quasi il 3% di Samsung e SK Hynix e dalla più ampia forza del settore dei semiconduttori. Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni è sceso di circa 7 punti base, mentre i prezzi del petrolio diminuivano. Il dollaro canadese si è indebolito a seguito dell’escalation della disputa commerciale tra Canada e Stati Uniti.
- AUDUSD è in rialzo dopo dati sull’inflazione australiana superiori alle attese. L’inflazione headline è salita al 3,5% su base annua, contro il 3,3% previsto e il precedente 3,8%, mentre l’inflazione trimmed mean si è attestata al 3,6% su base annua, contro il 3,5% atteso e il precedente 3,6%. ANZ Bank prevede che la Reserve Bank of Australia aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base a novembre.
- I dati macroeconomici pubblicati ieri sono stati contrastanti. La fiducia dei consumatori statunitensi è scesa ai minimi dall’inizio dell’anno, mentre sono peggiorate le valutazioni sulle condizioni economiche e sulle prospettive del mercato del lavoro. Gli investitori restano relativamente cauti in vista della pubblicazione odierna dell’indicatore sull’inflazione preferito dalla Federal Reserve.
- Secondo indiscrezioni non confermate dai media, Stati Uniti e Iran potrebbero aver raggiunto un accordo per un cessate il fuoco, con un annuncio ufficiale che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. L’agenzia russa RIA Novosti è stata tra le prime a riportare la notizia, che i mercati hanno interpretato come un elemento che conferirebbe una certa credibilità a questo scenario.
- L’ipotetico accordo includerebbe la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati nell’ambito del memorandum di Islamabad. In precedenza, Axios aveva riferito che Marco Rubio avrebbe indicato la sospensione, almeno temporanea, degli attacchi contro l’Iran.
- Washington e Teheran non hanno confermato alcun accordo, sebbene Oman e Iran abbiano proposto separatamente un meccanismo provvisorio volto a ripristinare il traffico attraverso lo Stretto. Secondo fonti iraniane, i negoziatori continuano a chiedere agli Stati Uniti di tornare al memorandum originale e di attuare la Clausola 5, che Teheran interpreta come un riconoscimento del diritto di stabilire le regole di transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
- Le posizioni delle due parti sembrano quindi essere rimaste relativamente invariate, suggerendo che i progressi siano ancora limitati. Ieri, cinque navi che trasportavano materie prime hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero ben al di sotto della media di 15 navi registrata negli ultimi 10 giorni.
- Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha dichiarato che l’economia europea sembra svilupparsi a un ritmo sempre più solido e che un’economia più forte richiede tassi di interesse più elevati. Allo stesso tempo, ha sottolineato che la situazione sui mercati dell’energia e del gas resta preoccupante.
- Intuit e Zoom Communications hanno pubblicato ieri i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati statunitensi. Nonostante risultati relativamente solidi, le loro azioni sono in calo rispettivamente di circa il 10% e il 5%.
Grafico del petrolio (OIL, intervallo D1)
I futures sul petrolio hanno raggiunto per la prima volta da metà giugno la media mobile esponenziale EMA200 a 200 sedute e finora hanno trovato stabilità intorno a questo livello, come evidenziato dalle ombre inferiori delle candele. Il quadro tecnico continua a favorire i venditori, con un doppio massimo visibile in area 93,5-94 dollari. Se il livello di 85 dollari non dovesse reggere come supporto, la prossima area chiave si trova tra 78 e 80 dollari al barile, sulla base dell’azione dei prezzi.

Fonte: xStation5
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