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08:20 · 13 febbraio 2026

Oggi Inflazione Usa, male l'immobiliare

Punti chiave
Punti chiave
  • Inflazione Usa prevista in calo al 2,5%
  • Male l'immobiliare, vendite di case esistenti a -8,4% 
  • Nikkei cede i massimi su abse giornaliera. Inversione di tendenza? 

Male il dato sulle vendite di case esistenti che si porta ai minimi da febbraio 2022, oggi arriva il dato sull'inflazione Usa previsto in netto ribasso. I mercati iniziano ad innervosirsi sui massimi, il Nikkei sembra voler cedere i massimi su base giornaliera. 

Il brutto dato dell'immobiliare Usa 

Male il dato sulle vendite di case esistenti, un dato che scende al di sotto dei 4 milioni di unitá, nettamente inferiore al dato precedente e alle stime, il tutto mentre la variazione percentuale crolla al -8,4%, un dato cosí brutto non lo si vedeva dal febbraio del 2022 e le stime prevedevano solamente un -3,4%. Proprio Powell ha parlato dell'immobiliare come un settore in rallentamento in Usa e arrivano le conferme da questi dati, dati che dovrebbero far preoccupare se dovessero essere confermati anche nelle prossime uscite. L'immobiliare é fondamentale per il calcolo dell'inflazione, parliamo infatti della componente shelter che di fatto rappresenta oltre il 30% dell'inflazione, un comparto molto importante il cui rallentamento potrebbe essere indice di uno stato di salute pessimo dell'economia. Il non comprare casa significa che il consumatore non é piú in grado di sopportare gli attuali prezzi all'interno dell'economia e questo comporta non solo un ribasso dei prezzi ma anche una diminuzione del credito emesso per comprarle. Attenzione quindi al dato dell'immobiliare come indicatore dello stato di salute dell'economia. 

Il dato sulle vendite di case esistenti, variazione mensile - Fonte: TradingView 

 

Inflazione Usa in calo

Previsto il ribasso dell'inflazione dal 2,7% al 2,5%, un calo netto dello 0,2% che basta ad avvicinarsi alla zona target della Fed. Attenzione, il dato sul settore immobiliare é stato nettamente peggiore rispetto le aspettative, pertanto potremmo aspettarci con una certa probabilitá un dato peggiore anche per l'inflazione. Un calo dell'inflazione potrebbe riflettersi anche sui prossimi dati sulla disoccupazione, la famigerata relazione inversa tra inflazione e disoccupazione della curva di Phillips, dato sulla disoccupazione che verrá rivisto a marzo con i dati demografici aggiornati cosí come stabilito dal Bls. Un'inflazione in calo piú forte rispetto alle aspettative potrebbe portare la Fed a considerare un taglio a marzo, ma questo avverrá solamente se vedremo un aumento significativo della disoccupazione il prossimo 6 marzo. 

Azionario in calo dai massimi. Cede il Nikkei 

Il Nikkei ha ceduto i massimi su base giornaliera e forma un pattern di inversione di breve, un segnale di debolezza che si attendeva proprio dall'indice piú forte degli ultimi 10 mesi. Come detto nei precedenti report, in questo momento abbiamo due gruppi di indici, i piú forti Nikkei, Ftse Mib e Dow Jones, e i piú deboli Nasdaq e Dax. Il cedimento degli indici forti potrebbe portare ad una vera e propria inversione di tendenza e oggi proprio il Nikkei sembra mostrare questa debolezza. Rottura dei minimi di mercoledi, il mercato cede i massimi, i prezzi si avvicinano ai minimi della settimana cosí da favorire un movimento ribassista per la prossima. Attenzione peró alla giornata di oggi, uscirá il dato sull'inflazione che potrebbe essere market mover, pertanto tale condizione sará definitiva solamente a chiusura della giornata. Ieri interessante cedimento dei mercati azionari dai massimi, il tutto é peró da confermare sulle dinamiche settimanali, la situazione é ancora in stallo. Interessante comunque il cedimento del Ftse Mib che si riporta sui minimi della settimana mentre il Dow Jones forma una dinamica settimanale molto negativa. 

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