06:37 · 18 giugno 2026

Oggi la BoE, Petrolio al ribasso

Ieri la prima ottima apparizione di Kevin Warsh da presidente della Fed e mercati che reagiscono inizialmente in negativo per poi recuperare nella notte con il Nikkei che registra nuovi massimi storici. UsdJpy rimane inchiodato sopra i 160,50 mentre il petrolio Wti registra nuovi minimi in area 74 dollari al barile. Oggi sará il turno della BoE che potrebbe lasciare i tassi fermi al 3,75%. 

Fed e le novitá importanti sui dati 

Ottimo Warsh che si presenta con proiezioni economiche che vedono una Fed alzare i tassi nel corso del 2026 e con delle novitá molto interessanti per il futuro che cambieranno di fatto il volto della Fed. Le 5 task force giá istituite saranno operative da subito, i primi dati uscirebbero a ridosso di settembre. Stiamo parlando delle task force istituite per andare a revisionare le fonti dei dati che la Fed utilizza per le proprie decisioni economiche, fonti di dati privati come ad esempio il report Challenger per il mercato del lavoro, oppure Truflation per quanto riguarda il monitoraggio in tempo reale dell'inflazione in Usa. A quanto pare alla Fed non bastano piú i dataset ufficiali del Bls o del Bea, bensí vuole utilizzare dati di societá specializzate nel monitoraggio di questi dati in quanto potrebbero essere ritenuti piú affidabili e piú utili per la Fed stessa. Ovviamente quelle citate sono ipotesi, ma ad esempio Truflation (rileva un'inflazione Usa sotto il 2% contro il 4,2% attuale del Bls) nasce come servizio di monitoraggio in tempo reale dell'inflazione proprio contro il dataset piú "povero" utilizzato dal Bls. In ogni caso, nei prossimi mesi vedremo una Fed piú attiva e piú rilevante, stabilirá nuovi dati market mover. 

Rialzo tassi nel 2026? 

Le proiezioni economiche rilasciate ieri sono state particolarmente influenzate da quello che é stato l'andamento del petrolio. Le ultime proiezioni sono state rilasciate il 18 marzo, quando non si vedevano ancora gli effetti del petrolio sull'economia, ad oggi questi effetti li vediamo e i numeri rilasciati ieri dalla Fed lo confermano. L'inflazione Pce nettamente al rialzo che influisce direttamente su un tasso di disoccupazione previsto come stabile al 4,3% per quest'anno, il tutto con una leggera diminuzione del Pil al 2,2% contro il 2,4% della stima precedente. I tassi sono rivisti al rialzo con una mediana al 3,8%, quindi un rialzo da 25 punti base dai livelli attuali, un rialzo che dipenderá esclusivamente dall'andamento dell'inflazione e dal petrolio. Facciamo molta attenzione proprio alle task force della Fed, perché se verranno rivisti al ribasso i dati sull'inflazione, potrebbe esserci addirittura un cambio drastico di politica monetaria che tornerebbe ad essere accomodante anche in modo aggressivo. Immaginiamo che l'inflazione venga rivista a ridosso o sotto il 2%, di certo la Fed non alzerebbe mai i tassi, bensí penserebbe a tagliarli e alla svelta considerando per quanto tempo i livelli dei tassi sono a ridosso del 4%. In teoria la Fed vorrebbe alzarli secondo le proiezioni, ma se le task force di nuova istituzione rivedranno i dati, cambierebbe drasticamente lo scenario.  

Rialzo Nikkei e Crollo Petrolio. Yen inchiodato 

Forte rialzo del Nikkei dopo i ribassi iniziali di ieri sera, stanotte nuovi massimi storici. Il Petrolio Wti scende ancora e si porta a ridosso dei 74 dollari al barile confermando la dinamica ribassista oramai strutturata a lungo termine, una dinamica che potrebbe avere una forte influenza sull'inflazione globale e di conseguenza sulle future mosse sui tassi di interesse in generale. Dopo Boj e Fed, il cambio UsdJpy rimane inchiodato poco sotto i 161 e non riesce a sbloccarsi dal punto di vista tecnico, incastrando il Forex in dinamiche alquanto statiche e prive di una direzionalitá precisa. Oggi é l'uktima giornata di trading utile per l'azionario americano vista la festivitá del Juneteenth che vedrá la chiusura dei mercati nella giornata di domani. 

Bank of England e i tassi 

Situazione ancora poco chiara per gli Uk alle prese con una disoccupazione a ridosso del 5%, ferma oramai dai mesi su questi livelli e un'inflazione che ieri era prevista al rialzo al 3% ma che rimane invece al 2,8%. Situazione che non permette un taglio, tantomeno un rialzo dei tassi di interesse, pertanto si rimane bloccati in questa situazione che dipende interamente dall'inflazione e dal petrolio. BoE immobile, Gilt (i titoli a 10 anni) a ridosso del 4,75% di rendimento, in calo rispetto a qualche settimana fa, Gbpusd ancora senza direzionalitá cosí come il resto dei cambi. 

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