Mercati che festeggiano la fine della guerra annunicata dal Pakistan, petrolio in netto calo a 80 dollari, titoli di Stato Usa con rendimenti che scendono vistosamente. Attenzione all'andamento tecnico dei mercati, la firma della pace prevista per venerdí in Svizzera.
Crolla il petrolio. Inflazione verso la normalitá
Crollo del petrolio Wti che torna a 80 dollari, molto vicino alla soglia dei 79 dollari, il minimo toccato ad aprile dopo il forte crollo dai massimi. Questo livello tecnico é cruciale per il futuro e potrebbe segnare la fine dell'inflazione alta giá alla fine del mese in corso. L'andamento tecnico era giá favorevole ad un ribasso e questa volta abbiamo anche la voce confermata da un paese terzo, il Pakistan, riguardo la fine del conflitto. Hormuz riaprirá, dovrá peró essere sminato al fine di renderlo sicuro e navigabile cosí da far scorrere di nuovo il petrolio nell'area e riportare a condizioni di normalitá il commercio internazionale. I prezzi erano giá improntati al ribasso, una dinamica dei prezzi che avevamo visto anche nel 2022, ora l'interrogativo sará relativo all'inflazione e al suo andamento globale. Vista la situazione, molto probabilmente potremmo vedere un petrolio in crollo, ovviamente con i dovuti test tecnici, e un crollo dell'inflazione che a questo punto non ha molte vie se non quella di scendere dato che gli ultimi rialzi della stessa derivano principalmente dall'andamento delle materie prime energetiche.
Forte rialzo azionario
Nikkei sul cash che sale del 4,74% segnando nuovi massimi storici e nuovi record di rendimento a lunghissimo termine. I futures del Nasdaq superano di nuovo i 30.000 punti, Dax si riporta sui livelli di apertura di giugno, i mercati nel brevissimo sembrano essere improntati fortemente al rialzo. Anche in questo caso servono peró i test tecnici vista anche la situazione creatasi nel corso dei giorni scorsi, soprattutto sul Nasdaq che ha venduto gli eccessi del comparto IA, totalmente slegato dalla situazione legata ad Hormuz e alla guerra in Iran. Che non si dia per scontato un rialzo a lungo termine in quanto ora, vista la fine del conflitto (ancora non del tutto ufficiale, manca la firma) l'inflazione potrebbe scendere e quest'ultima é il presupposto basilare per cui i mercati tendono a salire, ossia seguire e compensare i rialzi dell'inflazione.
Btp Italia Sí, oggi l'emissione
Nuovo Btp della durata di 5 anni, rendimento fisso a 1,6% + componente variabile legata alla variazione semestrale dell'inflazione italiana calcolata sull'indice Foi. Questo titolo é legato principalmente all'inflazione, ossia l'investitore acquista il titolo per ricevere una copertura dall'inflazione. A venerdí il titolo a 5 anni, di pari scadenza rispetto a questo Btp, rendeva il 3,14%, ossia un 1,5% pieno sopra il tasso fisso. In sostanza per pareggiare questo rendimento, l'inflazione calcolata sull'indice Foi dovrebbe salire di almeno uno 0,7% ogni 6 mesi confermando di fatto i livelli attuali di inflazione italiana per i prossimi anni, ossia la zona del 3%. Considerando l'evento eccezionale di oggi, ossia la pace tra Iran-Usa e il conseguente ribasso del petrolio, inizia a diventare difficile vedere un'inflazione molto alta per il prossimo futuro. In ogni caso, l'obiettivo principale di questo Btp é quello di guadagnare in base all'inflazione e avere una copertura molto forte legata ad essa.
Live Caffé e Mercati
Il prezzo del petrolio Brent aumenta al -3% a causa dei dettagli di un potenziale accordo.
Grafico del giorno: si tratta di una vera svolta nel mercato petrolifero, questa volta? (12.06.2026)
Calendario macro: Conclusione di una settimana intensa (12.06.2026)
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