Petrolio sfiora i 120 dollari e torna velocemente in zona 80 dollari, un rialzo molto forte seguito da un calo altrettanto brusco. Una dinamica di squeeze tecnico che non rimarrá inosservata per tempo e che di fatto potrebbe segnare la storia futura dei prezzi data la rilevanza del movimento dal punto di vista dell'ampiezza. La dinamica attuale per il lungo termine fa pensare ad una condizione simile a quella del 2022, quando i mercati erano in presenza di uno scenario di guerra appena iniziato (Russia-Ucraina) e con delle criticitá importanti dal punto di vista economico (Blocco della Supply Chain). Vediamo insieme quali sono le similitudini tra i movimenti del petrolio del 2022 e quelli di oggi e perché potremmo ipotizzare che area 120 dollari sará il massimo da qui ai prossimi mesi.
Fase di preparazione del rialzo
Nel 2021 abbiamo assistito ad una fase di preparazione del movimento rialzista del petrolio a partire da maggio per poi vedere l'inizio del movimento rialzista a dicembre 2021, stiamo parlando di 8 mesi di preparazione del movimento dove i prezzi hanno sempre comprato i minimi in area 62-69 dollari. Nel 2025 abbiamo assistito ad una fase di preparazione del movimento rialzista a partire da aprile 2025 con l'inizio del movimento rialzista a gennaio 2026 con i prezzi che hanno comprato sempre i minimi tra i 55-60 dollari. Movimenti di preparazione molto simili dal punto di vista tecnico.

Riquadri Rossi: Preparazione del Movimento
Freccia Gialla: Movimento Rialzista oltre il +100%
Freccia Rossa: Movimento Ribassista di circa il -30%
Crude Oil grafico Mensile - Fonte: TradingView -Studio: David Pascucci
Il movimento rialzista e la guerra
Nel 2022 parte il movimento rialzista che ha portato le quotazioni da area 62 a 129 dollari, movimento partito prima dello scoppio della guerra e che si é esasperato nei giorni successivi lo scoppio per poi portare le quotazioni sui massimi in area 129 dollari. Il movimento é stato di oltre il 100% dai minimi. Stessa cosa nel 2026, il movimento rialzista infatti inizia a gennaio con un forte rialzo, seguito dalle tensioni in Venezuela, poi il movimento rialzista é stato esasperato dallo scoppio del conflitto in Iran. Come nel caso del 2022, il movimento dai minimi ha generato un rialzo di oltre il 100%.
Ribasso simile
Nel 2022, dopo il forte rialzo abbiamo assistito ad un ribasso nei giorni successivi di circa il -30%. Ad oggi questo movimento si é replicato nella stessa giornata del rialzo, la giornata del 9 marzo dove abbiamo visto massimi poco sotto i 120 dollari per poi vedere un forte ribasso del -30% nella stessa giornata. Movimento simile ma con tempi diversi, sta di fatto che il ribasso é stato molto incisivo in entrambi i casi.
Conclusioni
Stando al movimento tecnico molto simile e alla dinamica geopolitica simile dove vengono coinvolte potenze economiche strettamente legate al petrolio (Russia e Iran), possiamo ipotizzare che i massimi visti nella giornata del 9 marzo 2026 potrebbero essere i massimi del petrolio per i prossimi mesi. Il rialzo del 2022 seguito da forte ribasso in scenario di guerra internazionale, ha di fatto segnato i massimi del petrolio per i mesi successivi (in questo caso anni), pertanto, vista la similaritá dei movimenti e delle condizioni di partenza, possiamo ipotizzare lo stesso per i massimi segnati nel 2026. Un appunto riguarda anche la forza del movimento ribassista del 2026 che ha visto un -30% in una sola giornata di negoziazione, elemento tecnico importante per il lungo termine.
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