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13:34 · 19 febbraio 2026

PETROLIO: il greggio sale nonostante le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran ⚔️

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Il WTI è attualmente in rialzo dell’1,30% a 65,90 USD al barile. Il Brent viene scambiato sopra i 70 USD. L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha nuovamente aumentato il premio di rischio geopolitico.

I rapporti su un possibile stallo nei colloqui diplomatici e l’aumento delle attività militari statunitensi nella regione hanno alimentato le preoccupazioni per un potenziale attacco all’Iran. Gli investitori stanno costruendo posizioni long in vista del weekend, temendo che qualsiasi interruzione nello Stretto di Hormuz possa limitare significativamente l’offerta globale. Sebbene episodi precedenti di tensione non abbiano portato a rialzi sostenuti dei prezzi, gli analisti avvertono che sottovalutare il rischio attuale potrebbe essere un errore, soprattutto mentre l’Iran segnala la possibilità di colpire infrastrutture energetiche in caso di ulteriore escalation.

Il contesto macroeconomico complica ulteriormente la situazione. I verbali dell’ultima riunione della Fed mostrano che i decisori rimangono cauti riguardo a eventuali tagli dei tassi, con alcuni che lasciano aperta la porta a un nuovo inasprimento se l’inflazione dovesse risultare persistente — a supporto del dollaro USA e dei rendimenti dei Treasury. Allo stesso tempo, una possibile decisione imminente della Corte Suprema sui dazi potrebbe modificare significativamente le aspettative di crescita economica e di domanda di petrolio. Una sorpresa positiva a favore della crescita — come la rimozione dei dazi — potrebbe sostenere ulteriormente i prezzi del petrolio grazie a prospettive di domanda più solide, mentre dati macro deboli o segnali hawkish dalla Fed potrebbero limitare i guadagni nonostante le tensioni geopolitiche.

Dal punto di vista tecnico, il petrolio ha rimbalzato con forza dai supporti nella zona 62–63 USD ed è ora a testare resistenze chiave nell’area 66–67 USD. Una chiara rottura sopra questo livello aprirebbe la strada verso i 70,50 USD e potrebbe incrementare ulteriormente il premio geopolitico nei prezzi. Tuttavia, in assenza di una chiara escalation del conflitto, il mercato potrebbe rimanere all’interno del range attuale, bilanciando il rischio legato alle notizie con i fondamentali macroeconomici.

 

 

19 febbraio 2026, 11:06

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