10:32 · 14 luglio 2026

⬆️Prezzi del petrolio in forte rialzo dopo l'escalation dell'Iran

I prezzi del petrolio sono in rialzo per il secondo giorno consecutivo, sostenuti dalle crescenti tensioni in Medio Oriente. Il Brent guadagna oltre il 2%, portandosi in prossimità degli 85 dollari al barile, il livello più elevato dalla chiusura del gap ribassista registrato tra il 12 e il 15 giugno.

Situazione nello Stretto di Hormuz e piani degli Stati Uniti

Il presidente Donald Trump ha ripristinato il blocco delle navi iraniane in transito nello Stretto di Hormuz. Pur affermando che gli Stati Uniti continueranno a garantire la sicurezza lungo questa fondamentale rotta marittima, Trump ha annunciato l'intenzione di imporre una tariffa del 20% su tutte le altre merci trasportate che beneficiano di tale protezione.

La reazione dell'Iran

Nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti alle proprie navi mercantili, Teheran ribadisce di non avere intenzione di interrompere le esportazioni di materie prime verso i mercati internazionali. Allo stesso tempo, le autorità iraniane riferiscono di un attacco contro due superpetroliere in transito nello Stretto di Hormuz.

Contesto di mercato

L'ulteriore escalation dello scontro tra Washington e Teheran allontana la prospettiva di una rapida normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz. Questo scenario riaccende i timori per un aumento dell'inflazione e rafforza le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve.

Va inoltre ricordato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono già su livelli estremamente bassi rispetto agli ultimi anni e che le riserve strategiche si trovano ai minimi dagli anni Ottanta. Se il traffico navale non dovesse riprendere, il prezzo del petrolio potrebbe spingersi fino a 100 dollari al barile. Qualora invece la situazione restasse tesa ma il flusso delle navi proseguisse, seppur in misura limitata, i prezzi potrebbero raggiungere un'importante area di resistenza compresa tra 88 e 90 dollari al barile, dove si concentrano rilevanti livelli tecnici.

Scorte e riserve strategiche di petrolio negli Stati Uniti

Le scorte commerciali di petrolio negli Stati Uniti sono scese ai livelli più bassi dal 2018, mentre le riserve strategiche si trovano ai minimi dagli anni Ottanta.

Un ulteriore calo delle scorte e delle riserve potrebbe alimentare le preoccupazioni sulla sicurezza energetica degli Stati Uniti, nonostante il Paese sia ormai quasi completamente autosufficiente dal punto di vista della produzione energetica. Va inoltre ricordato che gli Stati Uniti hanno svolto negli ultimi anni un ruolo fondamentale come fornitore di greggio per i mercati asiatici, contribuendo a bilanciare l'offerta globale.

Fonte: Bloomberg Finance LP, XTB

Grafico del Brent (timeframe giornaliero, D1)

Il prezzo del petrolio greggio è salito di oltre il 20% rispetto all'ultimo minimo locale registrato a cavallo tra la fine del mese scorso e l'inizio di quello corrente, avvicinandosi al ritracciamento di Fibonacci del 61,8% del movimento rialzista sviluppatosi durante il conflitto con l'Iran.

L'area compresa tra 88 e 90 dollari al barile rappresenta un'importante zona di resistenza tecnica, rafforzata dalla presenza dei precedenti minimi locali e dalla media mobile a 50 periodi.

Fonte: xStation5


 
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