Si presenta una settimana scarica di dati, ma allo stesso tempo interessante dal punto di vista tecnico soprattutto per molti asset fondamentali come ad esempio lo Yen che si trova su livelli molto pericolosi per la BoJ. Sará inoltre interessante vedere come il petrolio proseguirá il suo andamento dopo la chiusura negativa della scorsa settimana.
Petrolio marcatamente ribassista
Forte ribasso quello del Petrolio Wti che di fatto sta scendendo in modo molto forte da qualche settimana a questa parte. Rotti i minimi del 10 marzo e del 17 aprile, la strada ora sembra segnata verso livelli ancora piú bassi come ad esempio area 72 dollari, area sfiorata nella giornata di giovedí e che potrebbe fare di fatto da supporto. Per il momento la dinamica rimane fortemente ribassista e potrebbe indicare una domanda strutturale debole, ovviamente aiutata dalla possibile fine del conflitto Usa-Iran ancora non del tutto definitiva. In ogni caso, ad oggi, la dinamica dei prezzi del 2022 é stata replicata sui prezzi del petrolio e il pericolo di vedere i prezzi a ridosso dei 150-200 dollari é stato di fatto scongiurato. Questa dinamica dei prezzi, qualora dovesse protrarsi nel corso delle prossime settimane, avrebbe un impatto importante sull'andamento dell'inflazione che potrebbe di fatto scendere violentemente su scala globale. Il petrolio, come detto nelle scorse settimane, é l'asset decisivo per l'inflazione e il suo andamento negativo recente potrebbe cambiare le carte in tavola per le banche centrali che potrebbero ritornare a valutare politiche economiche accomodanti. Il rischio che la Bce possa aver fatto un buco nell'acqua é effettivamente alto.
Il pericolo Yen
Attenzione allo yen che si trova oramai a ridosso dei 162, livelli che non si vedevano ormai dal 2024 quando la BoJ combatteva con i tassi allo 0% e uno yen sostanzialmente sottovalutato. Al momento quindi lo yen, che presenta invece tassi all'1%, é ancora piú sottovalutato e un suo ritorno su livelli piú accettabili sul cambio UsdJpy grazie ad un possibile intervento diretto della Boj sul cambio stesso é molto probabile. Per il momento peró l'andamento tecnico parla chiaramente di un cambio ancora improntato verso l'alto, ossia il mercato ancora non ha trovato il vero punto di appoggio per far ripartire il cambio verso il basso. La BoJ attende, il mercato attende, ma nel frattempo la situazione tecnica parla chiaramente di un trend ancora molto lento e rialzista senza grandi spunti di inversione. Questa situazione blocca anche il resto del Forex con EurUsd e GbpUsd ancora compressi su livelli che vengono battuti da mesi.
Azionario senza sosta
Nikkei che batte nuovi massimi nella notte, si va oltre i 72300 battendo oltre il 136% di rendimento da aprile 2025 ad oggi, un rendimento oramai molto vicino al movimento storico che vide il Nikkei salire di oltre il 140% tra il 1971 e il 1973, dove i massimi raggiunti furono i massimi per gli anni successivi. La situazione risulta particolarmente tirata al rialzo, non solo per il Nikkei ma anche per il resto dei mercati come quello americano che presenta un Buffett Indicator assoluitamente oltre le normali oscillazioni storiche viste dagli anni 50 ad oggi. Sono mercati di fatto unici, non presentano segni di debolezza, la situazione tecnica é ancora rialzista e sembra voler proseguire anche di fronte a fondamentali che risultano letteralmente assurdi. L'attesa di un segnale di inversione é alta, ma di fatto non vediamo ancora nulla dal punto di vista tecnico. Il trend rimane tale fino a prova contraria.
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