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05:37 · 2 aprile 2024

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Abbiamo chiuso il mese di marzo all’insegna di mercati azionari che hanno spinto le quotazioni su nuovi eccessi, con il mercato europeo come protagonista assoluto delle dinamiche rialziste che hanno portato indici come Dax e Ftse Mib, giá tenuti sotto osservazione durante le ultime settimane, a portarsi su livelli di ipercomprato storici su base settimanale. Chiusure da record per gli europei, non da meno sono stati i mercati Usa che si sono portati su nuovi massimi nella giornata di ieri, giornata di festa sui mercati europei ma non per gli americani che hanno spinto le quotazioni su nuovi massimi ad eccezione del Nasdaq che rimane ancora al di sotto dei massimi post-Fed. Nella giornata di ieri c’é stato il nuovo importante record delle quotazioni dell’oro che vanno a toccare i 2265 dollari l’oncia, proseguendo il fortissimo trend rialzista che ha caratterizzato le ultime settimane di trading. Torna interessante il Forex, con il dollaro che vedrá un mese decisivo per i trend di lungo periodo, con UsdJpy che potrebbe testare la fortissima barriera dei 152, livello tenuto sotto stretta osservazione dalla Bank of Japan. EurUsd e GbpUsd hanno confermato le zone di vendita su base mensile viste a gennaio e febbraio, si prospetta un mese interessante.

SETTIMANA CONCENTRATA SUL MERCATO DEL LAVORO USA

L’attenzione degli operatori é concentrata sugli importantissimi dati del mercato del lavoro USA, in particolar modo sui dati di venerdí che riguardano il Tasso di Disoccupazione e i Non Farm Payrolls. Questi dati sono a dir poco fondamentali non sono nel breve periodo, bensí nel lunghissimo periodo e potrebbero caratterizzare il trend di lungo periodo dei prossimi mesi. Sul tasso di disoccupazione ne parliamo nella live di questa mattina di cui trovi il Link qui.

 

A proposito del tasso di disoccupazione abbiamo una situazione dove il dato sembra essere improntato verso nuovi aggiornamenti in peggioramento, ossia un aumento del tasso oltre il 3,9%. Secondo uno studio dove si osserva il taglio della media a 18 periodi come discriminante di lungo periodo per un rialzo del tasso di disoccupazione, dovremmo trovarci in una zona dove oramai il dato in questione sia destinato ad aumentare nei prossimi mesi, con conseguenze potenzialmente negative per l’andamento dei mercati azionari. Storicamente questa correlazione ha funzionato sia nel triennio 2000-2003 che nel triennio 2007-2009, entrambi periodi riconducibili a periodi nefasti per i mercati azionari. Attenzione massima a questo dato, non solo in questo in mese. Oltre al dato sul tasso di disoccupazione Usa e ai Nfp, abbiamo anche altri dati che potrebbero fornirci un antipasto sull’andamento del mercato del lavoro come ad esempio i dati Jolts di oggi e il report Challenger previsto per la giornata di giovedí. Altri dati importanti riguardano l’Europa con i dati preliminari sull’inflazione in Germania prevista per oggi in uscita al 2,2% contro il 2,5% del dato precedente, poi sull’inflazione in Europa con un dato previsto in uscita mercoledí al 2,6% confermando il dato precedente.

EUROPA SU LIVELLI ESTREMI

Come anticipato, Dax e Ftse Mib sono su livelli a dir poco estremi, almeno a livello statistico e tecnico. Parliamo dei livelli di ipercomprato storici su entrambi gli indici su base settimanali, livelli che non si vedevano da 20 anni sull’indicatore RSI e che identificano una situazione a dir poco estrema considerando il timeframe di riferimento (Settimanale) con l’arco temporale preso in considerazione (dal 1998 ad oggi). Su questi due indici dobbiamo assolutamente considerare anche la situazione estrema nel breve periodo, con oltre 9 settimane consecutive di rialzo su entrambi gli indici, situazioni che abbiamo visto solamente nel 2015 quando, dopo l’ennesima chiusura positiva su base settimanale, si assistette ad una fase laterale che andó a sfociare in un trend ribassista importante con ribassi ben oltre il 25%. In pratica su questi due indici l’attenzione deve essere massima, cosí come la prudenza nell’essere “risk takers” specialmente se si parla di investimenti con ottica di lungo periodo.

FTSE MIB e le 9 Settimane Consecutive di Rialzo - Fonte: XStation

 

FOREX, DOLLARO DI NUOVO PROTAGONISTA

Il dollaro Usa inizia a tornare interessante, soprattutto dopo i movimenti visti nell’ultima parte della scorsa settimana. Dopo la famigerata settimana delle banche centrali, dove abbiamo assistito alla manovra restrittiva (storica) della Bank of Japan sui tassi e alla manovra espansiva adoperata dalla SNB con l’abbassamento dei tassi da manuale, il dollaro ha iniziato ad aggiustare la proprio quotazione prima su Yen e Chf per poi riversarsi lentamente sulle quotazioni di EurUsd e GbpUsd. Proprio nell’ultima parte di settimana abbiamo assistito alla chiusura interessante su questi due cambi che hanno di fatto confermato i livelli massimi di gennaio e febbraio come livelli venduti nel lungo periodo. Su questi cambi sembra configurarsi una dinamica ribassista di lungo periodo, situazione che viene rafforzata dalla dinamica fortemente rialzista su UsdJpy che potrebbe di nuovo testare la barriera dei 152, livello preso sotto stretta osservazione dalla Bank of Japan che potrebbe “difendere” il deprezzamento della propria valuta qualora i prezzi dovessero tornare al di sopra di questo livello con una dinamica rialzista forte. Qualora la situazione su questo cambio dovesse diventare preoccupante dal punto di vista tecnico, l’intervento della Bank of Japan potrebbe diventare una certezza con conseguenze importanti su tutto il mercato valutario, rallentando un’ipotetico movimento ribassista di EurUsd e GbpUsd. Aggiornamenti in tal merito arriveranno nei prossimi report.

USDJPY grafico daily al test dei 152 - Fonte: XStation

VIX DA RECORD

Con la chiusura di marzo, il Vix stabilisce il record di 49 mesi consecutivi senza toccare il livello 48, livello che segna ritracciamenti e ribassi importanti sui mercati, consolidando la teoria secondo cui stiamo vedendo dei mercati insolitamente rialzisti. L’ultimo record é stato stabilito tra il 2011 e il 2015, quando i mercati finanziari erano caratterizzati da tassi bassi e dalla ripresa dei corsi azionari dopo i forti traumi dovuti alla crisi dei mutui subprime in Usa e dalla Crisi del debito europea. Ora, con tassi alti e mercati in forte ipercomprato, un eventuale risalita del Vix diventa sempre piú probabile a livello tecnico. Il tutto dipenderá principalmente dall’andamento del market mover di quest’anno, ossia il tasso di disoccupazione Usa. Un peggioramento di quest’ultimo porta statisticamente a ribassi importanti e a conseguenti rialzi del Vix. 

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