TSMC fa uscire la sua trimestrale dopo quella di ASML confermando come il settore dei semiconduttori sia in forte espansione. I mercati azionari risultano ancora in laterale sui massimi senza trovare spunti direzionali importanti.
TSMC sopra le attese
Come ASML, i numeri di TSMC superano le attese con un utile che sale del 77% rispetto lo scorso anno a 22 miliardi di dollari, ricavi che salgono del 36% trainati ovviamente da una forte domanda soprattutto da attori come Nvidia e Apple. Forte é la domanda di chip a 2nm e 3nm, quindi chip a tecnologia avanzata, a sostegno di un ciclo positivo per tutto il settore dell'IA. TSMC prevede di aumentare il capex e la produttivita di circa un 30% nel corso del prossimo futuro. Cosí come ASML, la guidance é molto positiva, il settore dell'IA é ancora in forte espansione e sembra non esserci una pausa. Il titolo in afterhours quota intorno ai 423 dollari salendo di circa uno 0,8%, una reazione poco incisiva.
Mercati in laterale senza direzione
Mercati azionari che provano a trovare spunti direzionali senza successo. Ieri il Nasdaq ha provato il tentativo di ribasso, seguito poi dal Nikkei questa notte che ha visto un calo del -3%, un calo dovuto essenzialmente ai ribassi del Nasdaq di ieri pomeriggio che hanno di fatto portato i futures del Nikkei in negativo prima dell'apertura del cash. In linea di massima peró i mercati non sembrano essere molto negativi. Ad esempio Apple raggiunge nuovi massimi storici portando la sua capitalizzazione a 4800 miliardi di dollari, molto vicina ai 5000 miliardi di Nvidia, non ci sono segnali evidenti di ribasso al momento, una situazione paradossale considerando alcuni indicatori fondamentali che invece segnano il contrario, come ad esempio il Buffett Indicator che si trova a ridosso del 238%, livelli mai visti nella sua storia.
I dati di oggi
Oggi le vendite al dettaglio negli Usa e le vendite pendenti di case, due dati importanti ma sicuramente di ordine inferiore rispetto a inflazione e disoccupazione. Ieri abbiamo visto l'uscita di un PPI in brusco calo seppur in forte positivitá, un dato che é passato inizialmente dal 6,5% al 6%, quindi rivisto in negativo, per poi uscire al 5,5%. Ovviamente questo dato, essendo appunto quello relativo ai prezzi alla produzione, ha seguito l'andamento dell'inflazione Usa che ha subito un calo importante trascinando al ribasso anche questo dato. Oggi le vendite al dettaglio potrebbero influire sull'andamento del mercato, ma di fatto stiamo parlando di dati che muovono gli indici nel breve e non nel lungo termine, per lo meno dati con questo tenore di importanza.
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