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13:22 · 20 aprile 2026

Un impulso ribassista su Bitcoin? 🚨 Gli ETF stanno tornando a investire in BTC

Bitcoin ha ritracciato da quasi 78.000 dollari a poco sotto i 75.000 dollari all’inizio della nuova settimana di contrattazioni, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono aumentate e Teheran ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso. Allo stesso tempo, i flussi in entrata negli ETF su Bitcoin hanno chiaramente accelerato, con la scorsa settimana che ha registrato il segnale più forte di rinnovata domanda istituzionale dalla metà di gennaio. Tuttavia, se le tensioni geopolitiche dovessero continuare a crescere, non si può escludere una certa presa di profitto da parte di questa categoria di investitori.

Secondo i dati di SoSoValue, gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato oltre 996 milioni di dollari di afflussi netti settimanali, segnando il miglior risultato dalla settimana conclusa il 16 gennaio. È importante sottolineare che non si tratta di un picco isolato: è la terza settimana consecutiva di flussi positivi, portando il totale degli afflussi nello stesso periodo a oltre 1,8 miliardi di dollari. Questo rappresenta un chiaro cambiamento rispetto al debole primo trimestre, quando i mercati degli ETF crypto hanno registrato significativi deflussi e una riduzione delle valutazioni degli asset. Il quadro attuale è nettamente migliorato, anche se non si può ancora parlare di un ritorno completo all’euforia di mercato. Una descrizione più accurata sarebbe quella di un rientro di capitali cauto ma evidente.

Fonte: Team di ricerca, Bloomberg Finance L.P.

Gli ETF su Bitcoin recuperano slancio

La portata dei recenti afflussi suggerisce che le istituzioni stanno nuovamente aumentando la loro esposizione a BTC. Flussi settimanali vicini a 1 miliardo di dollari rappresentano non solo il livello più alto dalla metà di gennaio, ma confermano anche che il miglioramento del sentiment non è limitato a una singola sessione di trading o a un impulso di prezzo di breve durata.

Guardando più in generale, i flussi complessivi nelle cinque principali categorie di ETF spot su criptovalute hanno raggiunto circa 1,37 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 40% su base settimanale. Questo indica che il capitale sta tornando non solo su Bitcoin, ma sull’intero settore degli asset digitali.

Fonte: Team di ricerca, Bloomberg Finance L.P.

Fonte: Team di ricerca di XTB, Bloomberg Finance L.P.

BlackRock in testa, ma i nuovi prodotti guadagnano terreno
BlackRock rimane il player dominante. Il suo fondo IBIT ha registrato afflussi per 906 milioni di dollari nel corso della settimana, consolidando la sua posizione di leadership nel segmento degli ETF spot su Bitcoin. Allo stesso tempo, il nuovo fondo MSBT di Morgan Stanley ha registrato 71 milioni di dollari di afflussi nella sua prima settimana completa di contrattazione, dopo il debutto dell’8 aprile.

Si tratta di uno sviluppo significativo, poiché mostra che la domanda non è più concentrata esclusivamente sui prodotti più consolidati, ma si sta gradualmente espandendo anche verso strumenti più recenti.

La ripresa non riguarda solo Bitcoin. Gli ETF su Ethereum hanno registrato la loro migliore settimana dalla metà di gennaio, con afflussi pari a 275,8 milioni di dollari. Inoltre, i capitali hanno iniziato a tornare anche su alcuni prodotti legati alle altcoin, indicando un graduale aumento della propensione al rischio.

  • ETF Ethereum: 275,8 milioni di dollari di afflussi
  • ETF XRP: 55,39 milioni
  • ETF Solana: 35,17 milioni
  • ETF Chainlink: 5,30 milioni

In particolare, Solana ha invertito tre settimane consecutive di deflussi, mentre gli ETF su Chainlink non hanno ancora registrato alcuna settimana di deflussi netti. Se si osservano gli ETF azionari più popolari, si nota chiaramente che la domanda sull’ETF Bitcoin IBIT rimane ancora molto forte.

Fonte: Team di ricerca di XTB, Bloomberg Finance L.P.

Rimbalzo dopo un primo trimestre debole

L’attuale fase di recupero appare più significativa se contestualizzata alla recente debolezza del mercato. Dopo un picco a metà gennaio, gli asset negli ETF su Bitcoin sono diminuiti drasticamente — da circa 128 miliardi di dollari a 83,4 miliardi a fine febbraio, con un calo di quasi il 35%. Gli asset degli ETF su Ethereum hanno registrato un ribasso ancora più marcato, perdendo circa il 46% nello stesso periodo.

Ora, il trend sta iniziando a invertirsi. Il recente afflusso di capitali ha riportato il totale degli asset netti degli ETF su Bitcoin sopra i 100 miliardi di dollari, una soglia simbolica ma importante. Questo suggerisce che il mercato non solo si è stabilizzato, ma ha iniziato una fase di ricostruzione dopo le perdite precedenti.

La geopolitica resta un driver chiave

Il recente rimbalzo non è guidato esclusivamente da fattori tecnici o di mercato. Parte della nuova domanda sembra legata alle aspettative di una possibile de-escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il miglioramento del sentiment sul rischio geopolitico ha incoraggiato alcuni investitori istituzionali ad aumentare l’esposizione long tramite ETF su Bitcoin.

Tuttavia, la situazione resta fragile. Accanto ai segnali di possibile dialogo diplomatico, le notizie relative alla confisca di una nave iraniana da parte degli USA e le tensioni persistenti nello Stretto di Hormuz evidenziano il rischio di una nuova escalation. Di conseguenza, sebbene il sentiment sia migliorato, non vi è ancora una conferma chiara di una riduzione strutturale del rischio geopolitico. Bitcoin stesso ha corretto di circa 3.000 dollari dai recenti massimi locali.

Bitcoin regge, ma la cautela rimane. Interverrà la Fed?

Nonostante i segnali contrastanti, l’andamento del Bitcoin rimane relativamente stabile. In alcune fasi di mercato, BTC ha superato brevemente i 77.000 dollari, sostenendo il sentiment risk-on e contribuendo ai rialzi azionari. Tuttavia, nel breve termine i prezzi hanno oscillato più vicino ai 75.000 dollari, indicando che il mercato non è ancora pronto per un trend rialzista sostenuto.

Questo riflette una fase di transizione: i capitali stanno tornando, ma in modo prudente. I flussi migliorano, ma gli investitori restano altamente sensibili ai dati macroeconomici e agli sviluppi geopolitici.

Nel medio termine, il fattore chiave potrebbe non essere la geopolitica, ma la politica monetaria statunitense. Si rafforza l’idea che una crescita sostenuta degli afflussi negli ETF crypto richiederà ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Questo elemento, più delle dinamiche geopolitiche, potrebbe determinare se l’attuale rimbalzo evolverà in un trend rialzista di lungo periodo.

Per ora, il mercato beneficia di un sentiment migliorato, ma senza un chiaro cambio del contesto dei tassi d’interesse il potenziale rialzista potrebbe restare limitato. Per gli investitori, ciò significa che i dati sui flussi sono sempre più positivi, ma la base per un rally duraturo non è ancora completamente consolidata.

La domanda istituzionale ritorna, ma in modo selettivo

L’attuale stato del mercato Bitcoin è chiaramente più solido rispetto alla fine del primo trimestre. Si osservano tre settimane consecutive di afflussi positivi negli ETF, asset totali tornati sopra i 100 miliardi di dollari e rinnovata attività anche su Ethereum e alcune altcoin. Sono segnali importanti che il mercato attendeva.

Allo stesso tempo, questo recupero non avviene in un vuoto. Gli investitori restano esposti a incertezza geopolitica, dubbi sulla politica della Federal Reserve e al rischio che il sentiment positivo possa invertirsi rapidamente in caso di deterioramento delle condizioni.

La conclusione è chiara: le istituzioni stanno aumentando nuovamente l’esposizione a Bitcoin, ma in modo selettivo e prudente. I dati recenti sono chiaramente positivi, ma le prossime settimane saranno decisive per capire se i flussi ETF hanno avviato una nuova fase strutturale o se si tratta semplicemente di un rimbalzo tecnico dopo una correzione profonda.

Prospettiva tecnica su Bitcoin (D1)

Dal punto di vista tecnico, l’azione di prezzo del Bitcoin dall’autunno 2025 mostra analogie significative tra le precedenti e le attuali fasi ribassiste. Questa volta il prezzo è riuscito a superare il ritracciamento di Fibonacci del 38,2%, ma il fine settimana ha riportato nuova pressione ribassista, spingendo BTC nuovamente verso l’area dei 75.000 dollari.

Se dovesse emergere un nuovo impulso ribassista dai livelli attuali, non si può escludere un movimento sotto i 60.000 dollari. Sul lato rialzista, la resistenza chiave rimane nell’area 77.000–78.000 dollari. Un breakout stabile sopra questa zona aprirebbe la strada verso 83.000–84.000 dollari, dove il ritracciamento del 61,8% di Fibonacci coincide con la media mobile a 200 giorni (EMA200).

Fonte: xStation5

Osservando l’attuale fase di ribasso, si notano anche somiglianze con i tre principali impulsi ribassisti osservati durante il bear market del 2021–2022. Se la storia dovesse “fare eco” a sé stessa, il mercato potrebbe ancora affrontare un’ulteriore e ultima forte ondata di vendite dai livelli attuali.

Fonte: xStation5

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