07:51 · 19 giugno 2026

UsdJpy fuori controllo

Una giornata scarica dovuta alla festa del Juneteenth che prevede mercati americani chiusi. I mercati azionari rimangono comunque tendenzialmente rialzisti senza particolari spunti al ribasso. UsdJpy fuori controllo, supera i 161 

Yen fuori controllo 

Esce l'inflazione in Giappone all'1,5% contro l'1,6% della stima, un dato comunque in linea con i dati giá visti in precedenza e nel frattempo il Nikkei prova a scendere dai massimi segnati nel pomeriggio di ieri sui futures. Ció che spaventa é peró la dinamica di UsdJpy che supera di netto i 161 e va a toccare i 161,80 nella serata di ieri, livelli che non si vedevano dal luglio 2024. Nel corso degli ultimi anni la Boj ha provato in tutti i modi possibili a far apprezzare lo yen, prima con interventi sul mercato obbligazionario, poi direttamente sul valutario (l'ultimo a fine aprile), ora con l'aumento dei tassi di interesse lo yen rimane ancora puntato al rialzo senza trovare di fatto una pausa. Il Giappone é un paese importatore di petrolio e energia, importa semiconduttori, grano e carne, in sostanza uno yen debole porta ad un'inflazione da importazioni implicita dovuta al calo dell yen. Questa condizione a lungo termine non é buona, molto probabilmente la BoJ potrebbe di nuovo intervenire cosí come abbiamo visto di recente negli scorsi anni, a partire dal 2022. Ricordiamo anche che gli scorsi interventi sono avvenuti nella maggior parte in uno scenario a tassi 0% con la politica YCC (Yield Curve Control) ancora attiva, ad oggi abbiamo l'esatto opposto con l'aumento dei tassi. 

Petrolio in forte ribasso 

Confermata la dinamica ribassista sul petrolio che di fatto arriva a toccare i 73 dollari al barile, un crollo verticale considerati i massimi a 120 dollari. Scongiurato il pericolo 150-200 dollari paventato a marzo, ora ci troviamo con un petrolio che lotta contro il tempo. Infatti un prolungamento della situazione attuale, con un petrolio che rimane incastrato tra 70-80 dollari, potrebbe riportare l'inflazione globale a scendere in modo drastico e questo comporterebbe un ritocco significativo delle politiche monetaria delle banche centrali, soprattutto la Bce che dovrá di fatto di nuovo tagliare i tassi configurando il rialzo recente come un errore di percorso. A conferma di questo scenario serviranno i dati dei prossimi 2 mesi, quindi non prima di settembre potremmo assistere ad un avvenimento del genere, a condizione che si realizzi lo scenario sul petrolio. 

 

 

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