Yen completamente fuori controllo, il cambio UsdJpy raggiunge i massimi a 162,84, livelli che non si vedono dal 1987 e la BoJ rimane a guardare. Oggi uscirá il dato flash preliminare sull'inflazione europea di giugno, dato importante per le future mosse della Bce.
Yen fuori controllo ai minimi dal 1987
Yen ai minimi dal 1987, il cambio UsdJpy quindi (con yen al denominatore come quote currency) é sui massimi che al momento non vedono alcun intervento da parte della banca centrale giapponese che al momento rimane a guardare. I grafici parlano chiaramente di una dinamica rialzista che al momento sembra non cedere, la chiusura mensile é stata estremamente positiva dal punto di vista tecnico, rotti i massimi degli anni precedenti, non é presente alcun segnale tecnico di cedimento. Il famigerato carry trade é finito da tempo lasciando spazio al franco svizzero che presenta tassi allo 0%, quindi la finestra di carry trade é di fatto socchiusa e non giustifica a livello fondamentale questo rialzo del cambio. Stessa cosa dicasi per un altro cambio che potremmo definire esotico, ossia il cambio con il Won Koreano con i futures che tornano sui massimi dal 2009, quindi sui minimi della valuta come nel caso di UsdJpy.
Inflazione Europa in calo? Errore Bce?
Ieri abbiamo assistito all'uscita dei dati relativi alle singole inflazioni in Europa, dati in linea di massima in calo rispetto alle stime. Il dato in Francia passa dal 2,4% all'1,8%, calo anche in Germania dal 2,6% al 2,3%, cala anche in Italia dal 3,2% al 3%. Sul dato italiano é interessante osservare che l'Istat registra un calo dei prezzi su tutti i comparti di consumo ad eccezione dei prezzi energetici che di fatto erano quelli attesi per un calo vero dovuto al ribasso recente del prezzo del petrolio. Questo significa che il calo del prezzo del petrolio non si é ancora trasmesso all'interno dell'economia, pertanto dovremmo effettivamente attendere ancora qualche mese prima di vedere il calo dell'inflazione atteso per via del ribasso del petrolio. Questo comporta peró un interrogativo importante: la Bce ha sbagliato ad alzare i tassi? Di fatto la Bce non ha mai alzato i tassi cosí velocemente nella sua storia, inoltre la decisione del rialzo dei tassi é stata presa su una proiezione del prezzo del petrolio che al momento é stata negata dal mercato stesso. Lo scenario piú probabile, quello con il petrolio intorno ai 90 dollari, é stato letteralmente smentito dai prezzi, per il momento dobbiamo quindi aspettare che i prezzi del petrolio si consolidino intorno ad area 70-80 dollari per le prossime settimane al fine di vedere un'inflazione in forte calo e una Bce che potrebbe ritornare a tagliare i tassi.
Mercati, nessun decimento a lungo termine
Chiusure leggermente negative per indici come Dax, Nasdaq e S&P500, positive per Dow Jones, Ftse Mib e Nikkei, indici che di fatto non stanno mostrando forti segnali di debolezza se non i due americani e l'indice tedesco. Nikkei rimane ancora tonico a lungo termine anche se stanotte é calato del -2,4% dai massimi visti nella notte, la debolezza é qualcosa che si attende per via dei fondamentali ma segnali tecnici evidenti ancora non sono presenti. Questa chiusura mensile fa ben sperare per un ritracciamento importante su alcuni indici, mentre per altri come appunto Dow Jones, Ftse Mib e Nikkei non troviamo segnali che ci possano far pensare ad un ribasso.
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