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Come fare trading sulle materie prime agricole

Il trading sulle materie prime agricole va oltre mais, grano o soia: implica comprendere il ritmo della natura, la domanda globale e fattori come clima, geopolitica e valute. Questi mercati, profondamente legati al nostro bisogno di nutrirci, offrono ai trader opportunità e complessità, influenzati da cicli stagionali, shock dell’offerta e tensioni globali. Questa guida ti aiuterà a capire cosa rende uniche le agri-commodities e come vengono negoziate.

Il trading sulle materie prime agricole va oltre mais, grano o soia: implica comprendere il ritmo della natura, la domanda globale e fattori come clima, geopolitica e valute. Questi mercati, profondamente legati al nostro bisogno di nutrirci, offrono ai trader opportunità e complessità, influenzati da cicli stagionali, shock dell’offerta e tensioni globali. Questa guida ti aiuterà a capire cosa rende uniche le agri-commodities e come vengono negoziate.

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Cosa sono le materie prime agricole?

 

Le materie prime agricole sono i prodotti grezzi e naturali che provengono dalla terra e costituiscono la spina dorsale dei sistemi alimentari e tessili globali. In termini semplici, sono le colture e il bestiamo che nutrono, vestono e alimentano il mondo.

Di solito si dividono in tre categorie principali:

  • Cereali e granaglie – come mais, grano, avena, riso e orzo.
  • Semi oleosi e soft commodities – come soia, cotone, caffè, cacao e zucchero.
  • Bestiame e carne – inclusi bovini vivi, suini magri e vitelli da ingrasso.

A differenza dei beni manifatturieri, le materie prime agricole sono soggette a cicli naturali. Ciò significa che i loro prezzi dipendono spesso da fattori che nessuno può controllare completamente, come piogge, temperature o focolai di malattie. Un cattivo raccolto in Brasile o un’alluvione nel Midwest americano possono far schizzare i prezzi, mentre raccolti abbondanti possono spingerli al ribasso.

Queste materie prime vengono negoziate sui mercati globali tramite futures, ETF, CFD e altri strumenti finanziari. Per trader e investitori, offrono un’esposizione tangibile alla domanda e all’offerta del mondo reale—radicata in fattorie, campi e stagioni di raccolto, non solo in schermi e fogli di calcolo.

L’inizio del trading agricolo

La storia del trading agricolo inizia molto prima di computer, grafici o sale di contrattazione. In realtà, cominciò con una stretta di mano e una promessa.

Secoli fa, agricoltori e mercanti stipulavano accordi informali: uno prometteva di consegnare un raccolto, l’altro di acquistarlo a un prezzo prefissato. Questi primi accordi aiutavano entrambe le parti a proteggersi dall’incertezza. Se i prezzi scendevano, l’agricoltore era al sicuro. Se i prezzi salivano, il mercante aveva assicurato l’affare.

Nel XVIII e XIX secolo, con l’espansione dell’agricoltura e l’aumento della domanda urbana, questi accordi informali si evolsero in contratti forward standardizzati. Col tempo nacquero le borse per rendere tali scambi più sicuri e trasparenti. La più famosa fu il Chicago Board of Trade (CBOT), fondato nel 1848, nel cuore della “grain belt” americana.

Questa prima forma di trading non era speculazione: era sopravvivenza e riduzione del rischio. Permetteva agli agricoltori di pianificare semina e raccolto con una certa certezza e ai mercanti di garantire catene di approvvigionamento stabili e controllo dei costi.

Quella stretta di mano oggi è diventata una transazione digitale, ma l’essenza resta la stessa: il trading agricolo consiste nel gestire il futuro, oggi.

La storia del mercato dei futures agricoli

Il mercato dei futures agricoli nasce per portare ordine nell’incertezza, permettendo di concordare oggi il prezzo di qualcosa che sarà consegnato in futuro. Questo è cruciale per agricoltori, industrie alimentari e speculatori, che così possono gestire i rischi legati a raccolti e domanda futura.

La prima borsa organizzata, il CBOT, nacque nel 1848, seguita da altre come Kansas City Board of Trade, Minneapolis Grain Exchange, ICE e Euronext, estendendo il trading a numerose colture e regioni.

Oggi i futures agricoli svolgono due funzioni principali:

  • Gestione del rischio (hedging): protezione contro oscillazioni di prezzo
  • Scoperta dei prezzi e liquidità: speculatori e investitori garantiscono trasparenza e volumi

I mercati moderni sono elettronici e globali, ma l’idea rimane quella di affrontare le incertezze di clima, raccolto e domanda. Report chiave e dati mensili possono far muovere rapidamente i prezzi di cereali, semi oleosi e altre commodities, osservati da trader, produttori e governi di tutto il mondo.

Trading sulle materie prime agricole

 

Il trading sulle materie prime agricole non è un’attività “taglia unica”. È piuttosto un ecosistema variegato in cui ogni prodotto si comporta in modo diverso, ha una propria filiera e reagisce a catalizzatori specifici. Che si tratti di mais, caffè o bovini, ogni mercato parla il suo linguaggio. Ecco come si articola:

1. Per tipo di materia prima

  • Cereali: mais, grano, avena, riso – alimenti base del mondo.
  • Semi oleosi: soia, colza – fondamentali per oli vegetali e mangimi.
  • Soft commodities: zucchero, cacao, caffè, cotone – coltivate in climi tropicali, spesso sensibili al meteo.
  • Bestiame: bovini vivi, suini magri – influenzati dai prezzi dei mangimi, dalle malattie e dai trend di consumo.

2. Per strumento di trading

  • ETF ed ETC: adatti a un’esposizione indiretta, spesso replicano panieri di materie prime.
  • CFD e trading spot: popolari tra i trader per la speculazione di breve termine.
  • Contratti futures e opzioni: contratti standardizzati negoziati su borse come il CME, che consentono la partecipazione di grandi speculatori e produttori.

È importante sapere che strumenti con leva come CFD o opzioni sono soluzioni rischiose per trader esperti, non per principianti. Il trading può comportare perdite di capitale.

3. Per fattore di mercato

  • Mercati sensibili al meteo: mais, grano, soia.
  • Mercati sensibili alle valute: la maggior parte delle materie prime è prezzata in USD, con forte impatto sulla domanda dei mercati emergenti.
  • Mercati influenzati dalla geopolitica: cacao, cotone o grano possono oscillare con sanzioni commerciali, divieti di esportazione o guerre.

Per sviluppare una strategia efficace nel trading di agri-commodities, è fondamentale comprendere il tipo di materia prima, lo strumento finanziario utilizzato e le forze di mercato che influenzano i prezzi.

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Trading sulle materie prime: la gestione del rischio

Se le materie prime agricole fossero una nave, la gestione del rischio sarebbe il timone. Il mercato può portarti in acque tempestose—siccità improvvise, report sull’offerta inattesi o oscillazioni valutarie—ma una strategia di rischio ben guidata ti mantiene a galla. Ecco come i trader esperti affrontano la volatilità:

Dimensionamento delle posizioni

Non “puntare tutto”—letteralmente. Controlla l’esposizione in base al tuo portafoglio e alla tua tolleranza al rischio. I mercati agricoli possono muoversi rapidamente, soprattutto dopo report USDA a sorpresa.

Diversificazione

Distribuire le operazioni su diverse materie prime o strategie riduce la dipendenza da un singolo esito. Soia, mais e grano possono correlare a volte, ma divergono anche in base a eventi specifici.

Stop loss e obiettivi

Stabilisci sempre punti di uscita chiari. Decidi in anticipo dove accettare una perdita e dove prendere profitto. Questo elimina l’emotività nei momenti di panico o euforia.

Consapevolezza del calendario

Tieni d’occhio le date dei report chiave (WASDE, CoT, Crop Progress) e le transizioni stagionali come semina e raccolto. In questi periodi la volatilità tende ad aumentare.

Osservare il dollaro

Un dollaro USA forte può esercitare pressione sui prezzi dei cereali, rendendoli più costosi per gli acquirenti internazionali. Monitorare i trend macro e le decisioni sui tassi aiuta a coprire i rischi più ampi.

Sapere quando restare fuori

A volte la migliore operazione è non operare affatto. Se il meteo è imprevedibile, il mercato è poco liquido o i report sono imminenti, attendere conferme è meglio che indovinare l’ignoto.

Il rischio fa parte dell’investimento e, soprattutto nel breve termine, può portare a perdite significative. Ma nelle agri-commodities, chi lo gestisce bene resta in gioco più a lungo.

Report importanti nei mercati agricoli

1. Report USDA WASDE

Il World Agricultural Supply and Demand Estimates (WASDE) è il report più influente nei mercati agricoli globali. Pubblicato mensilmente dall’USDA, fornisce previsioni aggiornate su produzione, consumi, esportazioni e scorte finali per le principali colture come mais, soia e grano. Da monitorare con attenzione—soprattutto le revisioni delle rese negli Stati Uniti e delle scorte globali.

2. Report USDA su avanzamento e condizioni delle colture

Pubblicati settimanalmente durante la stagione di crescita, questi report indicano quanta parte di ciascuna coltura principale è stata seminata, emersa o raccolta—e in quali condizioni di salute si trova. I trader reagiscono spesso rapidamente a cali inattesi delle valutazioni “buone/eccellenti”.

3. Report Commitment of Traders (CoT)

Diffuso dalla CFTC, mostra il posizionamento di hedge fund e operatori commerciali nei mercati dei futures. Un improvviso cambiamento nelle posizioni speculative può anticipare un aumento della volatilità.

4. CONAB (Brasile) e StatsCan (Canada)

Agenzie governative locali come CONAB in Brasile e Statistics Canada pubblicano stime produttive che spesso differiscono da quelle dell’USDA—e possono mettere in discussione le aspettative del mercato. Fondamentali quando i pattern climatici globali colpiscono esportatori concorrenti.

5. Report sulle vendite all’esportazione (USA)

I report settimanali dell’USDA sulle esportazioni rivelano la domanda in tempo reale—soprattutto da grandi acquirenti come Cina o Messico. Un ordine a sorpresa di grandi volumi di soia può provocare immediati rialzi dei prezzi.

In sintesi, i mercati agricoli non scambiano solo domanda e offerta—scambiano la percezione di entrambe. E questa percezione nasce da questi report.

Trading sulle materie prime: l’impatto del meteo

 

Nel trading delle materie prime agricole, il meteo non è un semplice dettaglio di contorno—è la mano invisibile che può far salire o crollare il mercato. Pochi centimetri di pioggia inaspettata o una gelata precoce possono cambiare le aspettative sull’offerta da un giorno all’altro.

A differenza della tecnologia o dei metalli, le agri-commodities provengono direttamente dal suolo. Questo rende colture come mais, soia e grano estremamente sensibili ai modelli climatici.

Principali fenomeni meteorologici

  • Eventi El Niño / La Niña: alterano le precipitazioni a livello globale. El Niño porta spesso clima più secco nel Sud-est asiatico e in Australia, e più piovoso in Sud America. La Niña tende ad aumentare le piogge in Asia e a causare siccità in alcune zone del Sud America, con impatti su soia, zucchero e caffè.
  • Siccità nel Midwest statunitense: una siccità estiva nella Corn Belt può causare rapidi rialzi dei prezzi di mais e soia. Anche brevi periodi secchi durante l’impollinazione (luglio–agosto) possono ridurre drasticamente le rese.
  • Gelate precoci o tardive: una gelata tardiva primaverile può danneggiare colture appena seminate come cotone o soia. Una gelata autunnale precoce può ridurre le rese di mais e grano, soprattutto negli stati settentrionali USA e in Canada.
  • Stagione dei monsoni in India: il monsone da giugno a settembre è vitale per riso, canna da zucchero, cotone e legumi. Monsoni deboli riducono le rese e aumentano la domanda globale di importazioni.
  • Piogge o inondazioni durante il raccolto: forti piogge nei mesi di raccolta (ad es. settembre–ottobre per mais e soia USA) possono causare marciumi, perdite di resa e declassamenti qualitativi.
  • Stagione degli uragani (Atlantico: giugno–novembre): le tempeste nel Golfo del Messico possono danneggiare le colture di cotone nel Delta del Mississippi e interrompere le esportazioni di cereali dai porti del Golfo, influenzando i flussi globali di mais e soia.
  • Ondate di calore in Europa o nella regione del Mar Nero: caldo eccessivo in luglio e agosto può ridurre drasticamente le rese del grano tenero in Francia, Ucraina e Russia—importanti esportatori. Questo può portare a forti rialzi del grano panificabile europeo e dei benchmark globali del grano.

Principali regioni agricole da monitorare 

  • Corn Belt statunitense: colture principali mais e soia. Stati: Iowa, Illinois, Indiana, Ohio, Nebraska. Importanza: rappresenta una quota enorme dell’offerta globale di mais e soia; attenzione a siccità, deficit di pioggia e stress da calore.
  • Wheat Belt statunitense: colture principali grano invernale (Hard Red e Soft Red). Stati: Kansas, Oklahoma, Texas, Nebraska. Importanza: il meteo in entrambe le fasi di semina e raccolto incide sulle rese.
  • Delta del Mississippi / Cotton Belt: colture principali cotone, soia, riso. Stati: Mississippi, Arkansas, Louisiana, parti di Texas e Georgia. Importanza: gli USA sono un grande esportatore di cotone; piogge, inondazioni e uragani possono influenzare produzione e qualità.
  • Regioni brasiliane di Mato Grosso e Paraná: colture principali soia, mais, canna da zucchero. Importanza: il Brasile è il primo esportatore mondiale di soia; da monitorare piogge e periodi secchi.
  • Africa occidentale / Brasile (Bahia e Pará): forniscono oltre il 60% delle fave di cacao globali. Raccolto principale ottobre–marzo, raccolto intermedio maggio–agosto. Il meteo definisce l’andamento dei prezzi globali del cacao.

Correlazioni e pattern stagionali

 

Se i mercati delle materie prime fossero musica, l’agricoltura suonerebbe seguendo ritmi stagionali e correlazioni armoniche. I trader che imparano ad “ascoltare” con attenzione spesso partono avvantaggiati. Non sono previsioni, ma tendenze modellate dalla natura, dalla domanda e dai flussi globali.

  • Mais vs. Grano: competono per la superficie coltivabile e sono entrambi utilizzati nei mangimi. Shock locali dell’offerta possono rompere la relazione.
  • Soia e dollaro: la soia è sensibile alle relazioni commerciali USA-Cina; un dollaro forte riduce la domanda globale di soia USA. Monitorare il DXY.
  • Movimenti stagionali dalla semina al raccolto: la maggior parte dei cereali segue il ciclo semina in primavera – raccolto in autunno. Prezzi spesso salgono tra maggio e luglio, scendono con l’avvicinarsi del raccolto.
  • Volatilità pre-report: nelle 48 ore che precedono report chiave come il WASDE, movimenti esplosivi e fasi laterali.
  • Petrolio greggio e mais (etanolo): aumento prezzi petrolio sostiene il mais per produzione etanolo.
  • Farina di soia e prezzi dei suini: se il prezzo della farina sale, costi maggiori per allevatori, pressioni sui prezzi a valle.

Trading sulle materie prime: regole importanti

  • Comprendere la catena di approvvigionamento: sapere dove viene coltivata la materia prima, quando raccolta e come trasportata.
  • Seguire i report: USDA (WASDE), EIA, CoT aiutano a interpretare sentiment di mercato e fondamentali.
  • Osservare meteo e valute: siccità o piogge possono spostare i futures; USD forte o debole influenza domanda internazionale.
  • La correlazione è un indizio: mais, grano e soia spesso si muovono insieme, ma non sempre; spread possono rivelare opportunità.
  • La volatilità è naturale: shock dell’offerta, divieti all’esportazione o aumenti della domanda emergente innescano movimenti di prezzo potenti.
  • Il timing conta: i trader prezzano le aspettative, non solo i risultati.

Sintesi

Fare trading sulle materie prime agricole significa comprendere molto più dei prezzi: significa entrare in un mercato plasmato da cicli climatici, commercio globale, macroeconomia e modelli di consumo umano. Da mais e grano a soia e caffè, questi asset riflettono sia catene di approvvigionamento reali sia comportamenti speculativi.

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FAQ

Sono materie prime coltivate o allevate per il consumo o per usi industriali. Esempi includono mais, grano, soia, zucchero, cacao, caffè e bestiame.

È possibile operare tramite contratti futures, ETF, CFD o azioni e indici legati alle commodity. L’attività più intensa avviene su borse come il CME Group.

Sì. I prezzi sono volatili a causa di meteo, malattie, fattori geopolitici e improvvisi cambiamenti della domanda globale. La gestione del rischio è fondamentale.

La maggior parte delle materie prime agricole è prezzata in USD. Quando il dollaro si indebolisce, gli acquirenti internazionali possono permettersi di più, spingendo i prezzi al rialzo e viceversa.

È la tendenza di alcune materie prime a salire o scendere durante i periodi di semina o raccolto, a causa dell’incertezza meteorologica o delle aspettative sull’offerta.

Il WASDE USDA, il Crop Progress e il CoT (Commitment of Traders) sono fondamentali. Riflettono dati sull’offerta, il posizionamento di mercato e il sentiment.

Spesso sì. Competono per le superfici coltivate e sono cereali base per i mangimi. Tuttavia, la correlazione può rompersi per eventi climatici, politiche commerciali o domanda di esportazione.

Un ruolo enorme. La Cina è il principale importatore mondiale di soia e un acquirente chiave di mais e grano. Cambiamenti di politica o accumuli di scorte possono influenzare fortemente i prezzi globali.

Sì. Anche se i fondamentali come meteo e offerta dominano, i trader utilizzano grafici, medie mobili e livelli di supporto/resistenza per gestire entrate e uscite.

Sì. Agricoltori, produttori alimentari e investitori si coprono dalle oscillazioni dei prezzi tramite futures e opzioni, fissando in anticipo prezzi di acquisto o vendita. Tuttavia, derivati e opzioni sono strumenti rischiosi e possono portare a perdite finanziarie anche se usati a fini di copertura.

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