Principali variazioni delle scorte (settimanali)
- Scorte di petrolio greggio: +3,00 milioni di barili (era atteso un calo di circa 1,1-1,6 milioni di barili).
- Scorte di distillati: -4,98 milioni di barili (era previsto un aumento di +1,05 milioni di barili).
- Scorte di benzina: -1,90 milioni di barili (era atteso un calo di -1,5 milioni di barili).
- Scorte di Cushing: -0,052 milioni di barili (leggero calo).
- Utilizzo della capacità delle raffinerie: -0,8 punti percentuali (era atteso un calo più contenuto, pari a -0,2 punti percentuali).
- Importazioni di petrolio: +350 mila barili al giorno (bpd).
- Produzione petrolifera nazionale: +50 mila barili al giorno (bpd).
Commento di mercato
L'ultimo rapporto dell'EIA presenta un insieme di dati fortemente contrastanti, anche se nel complesso piuttosto equilibrato.
Da un lato, emerge una grande sorpresa relativa alle scorte di petrolio greggio, aumentate di ben 3 milioni di barili invece del calo previsto dal mercato.
Si tratta del primo aumento delle scorte dalla seconda metà di aprile.
A contribuire a questo incremento sono stati, tra gli altri fattori, il chiaro aumento delle importazioni (+350 mila barili al giorno) e una lieve riduzione della lavorazione del greggio da parte delle raffinerie, il cui tasso di utilizzo è diminuito più del previsto (-0,8 punti percentuali).

Dall'altro lato, proprio questo stesso calo dell'attività delle raffinerie, combinato con una domanda che rimane sostenuta, ha portato a un forte esaurimento delle scorte di prodotti petroliferi raffinati.
La diminuzione delle scorte di distillati di quasi 5 milioni di barili (contro un aumento previsto dal mercato!) e un calo delle scorte di benzina superiore alle attese stanno esercitando una forte pressione rialzista sui prezzi dei prodotti petroliferi e stanno di fatto neutralizzando il tono "ribassista" derivante dai dati relativi al petrolio greggio stesso.

Nonostante questi interessanti cambiamenti nei dati sulle scorte statunitensi, la reazione dei prezzi della materia prima (Brent intorno ai 79,50 dollari al barile) ci ricorda il contesto più ampio.
La reazione ai rapporti settimanali dell’EIA potrebbe attualmente essere limitata o di breve durata, poiché in larga misura tutto dipende ormai dalla situazione geopolitica in Medio Oriente.
Le tensioni nella regione, il rischio di un'escalation del conflitto e la potenziale minaccia alla continuità delle forniture stanno determinando la direzione principale dei prezzi del petrolio sui mercati globali, relegando leggermente in secondo piano i tradizionali dati fondamentali provenienti dagli Stati Uniti.
Dopo una precedente fase di incertezza, Donald Trump ha nuovamente dichiarato la propria disponibilità ad attaccare l'Iran, spingendo i prezzi verso livelli vicini agli 80 dollari al barile.

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